Le ultime parole di Falcone e Borsellino

DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "Le ultime parole di Falcone e Borsellino"
(di Antonella Mascali)

Con un saggio introduttivo di Roberto Scarpinato, procuratore generale presso la corte d’appello di Palermo, che ha lavorato con Falcone e Borsellino e si è occupato di alcuni dei più importanti processi di mafia degli ultimi anni.

«La realtà che abbiamo vissuto e sofferto con Giovanni e Paolo racconta che gli assassini e i loro complici non hanno solo i volti truci e crudeli di coloro che sulla scena dei delitti si sono sporcati le mani di sangue, ma anche i volti di tanti, di troppi sepolcri imbiancati. Un popolo di colletti bianchi che hanno frequentato le nostre stesse scuole e che affollano i migliori salotti: presidenti del Consiglio, ministri, parlamentari nazionali e regionali, presidenti della Regione siciliana, vertici dei servizi segreti e della polizia… Tutte responsabilità penali certificate da sentenze definitive, costate lacrime e sangue, e tuttavia rimosse da una retorica pubblica e da un sistema dei media che, tranne poche eccezioni, illuminano a viva luce solo la faccia del pianeta mafioso abitata dalla mafia popolare, quella del racket e degli stupefacenti, elevando una parte a simbolo del tutto.» Roberto Scarpinato

Questo libro raccoglie i principali interventi, le interviste, le parole di Giovanni Falcone (1939-1992) e Paolo Borsellino (1940-1992). Un omaggio doveroso e un necessario ritorno a ciò che veramente hanno detto e scritto, ora che sono venute finalmente alla luce quelle verità per le quali entrambi hanno sacrificato la vita.

Antonella Mascali, giornalista di giudiziaria per «Il Fatto quotidiano» segue in particolare le inchieste sulla corruzione, Il Consiglio superiore della magistratura e la Corte costituzionale. Ha mosso i primi passi nel giornalismo quando era ancora al ginnasio, alla redazione de «I Siciliani», il mensile fondato a Catania da Pippo Fava, ucciso dalla mafia. Si è trasferita a Milano, nonostante l’amore per il mare, si è laureata in Scienze politiche, con indirizzo giuridico, all’Università Statale con il professor Nando dalla Chiesa con una tesi sperimentale: «Le associazioni di interesse: il caso del movimento antiracket di Capo D’Orlando». È diventata giornalista professionista a Radio Popolare di Milano. Come inviata a Palermo, ancora studentessa, ha seguito i fatti più tragici degli anni Novanta: l’omicidio dell’imprenditore Libero Grassi, le stragi di Capaci e via D’Amelio. Tra i processi più importanti della storia recente d’Italia ha seguito, a Palermo, quelli a Giulio Andreotti, Marcello Dell’Utri e Totò Cuffaro. A Milano, quelli a Silvio Berlusconi, Cesare Previti e David Mills. Nel 2007 ha vinto il Premio cronista Guido Vergani. Con il libro «Lotta civile» (Chiarelettere 2009), ha vinto il premio Com&Te Cava Costa d'Amalfi 2009. Nel 2010 sempre per Chiarelettere ha pubblicato insieme a Peter Gomez «Il regalo di Berlusconi». Nel 2014 per Chiarelettere ha curato il libro «Vi aspettavo».
a cura di:
Antonella Mascali
collana: Tascabili
dettagli: 192
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Le ultime parole di Falcone e Borsellino

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autore:
Antonella Mascali
collana: Tascabili
dettagli: 192
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PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Le ultime parole di Falcone e Borsellino"
(di Antonella Mascali)



"No, io non mi sento protetto dallo Stato."
Paolo Borsellino a uno studente di Bassano del Grappa, 26 gennaio 1989.
"Occorre evitare che si ritorni di nuovo indietro. Occorre dare un senso alla morte di Giovanni, della dolcissima Francesca, dei valorosi uomini della sua scorta. Sono morti tutti per noi, per gli ingiusti, abbiamo un grande debito verso di loro e dobbiamo pagarlo gioiosamente, continuando la loro opera. Facendo il nostro dovere; rispettando le leggi anche quelle che ci impongono sacrifici; rifiutando di trarre dal sistema mafioso anche i benefici...; collaborando con la giustizia; testimoniando i valori in cui crediamo, in cui dobbiamo credere, anche dentro le aule di giustizia... dimostrando a noi stessi e al mondo che Falcone è vivo."
Paolo Borsellino alla veglia per Giovanni Falcone, 23 giugno 1992.
"... lo Stato non si presenta con la faccia pulita [...] Che cosa si è fatto per dare allo Stato, in queste regioni e comunque dappertutto in Italia, un'immagine credibile? [...] la vera soluzione sta nell'invocare, nel lavorare perché uno Stato diventi più credibile, perché noi ci dobbiamo identificare di più in queste istituzioni."
Paolo Borsellino nel discorso tenuto agli studenti di Bassano del Grappa, 26 gennaio 1989.
"È penoso quello che ho dovuto ascoltare nei corridoi di questo palazzo, constatare che, tranne pochi, tutti sono contenti per il fatto che me ne sto andando."
Giovanni Falcone, prima di lasciare la Procura di Palermo.
"C'è una trattativa tra la mafia e lo Stato dopo la strage di Capaci, c'è un colloquio tra la mafia e alcuni pezzi infedeli dello Stato, c'è questa contiguità tra mafia e pezzi deviati dello Stato [...] Mi ucciderà la mafia, ma saranno altri che mi faranno uccidere, la mafia mi ucciderà quando altri lo consentiranno [...]."
Paolo Borsellino durante un colloquio con la moglie.
"Il vigliacco muore più volte al giorno, il coraggioso una volta sola. L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno. È saper convivere con la propria paura, non farsi condizionare dalla stessa. Il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio, è incoscienza."
Giovanni Falcone.
"Mai avuto la tentazione di abbandonare questa lotta. L'unica cosa che chiederei è che questa tensione non venga mai meno. Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini."
Giovanni Falcone.




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Tratto da Le ultime parole di Falcone e Borsellino

Antonella Mascali

Tratto da Le ultime parole di Falcone e Borsellino

Antonella Mascali

"Mai avuto la tentazione di abbandonare questa lotta. L'unica cosa che chiederei è che questa tensione non venga mai meno. Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini."
Giovanni Falcone.