Vivo per questo

DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "Vivo per questo"
(di Amir Issaa)

Non mi devo integrare
Io qua ci sono nato
Io non sono mio padre
Non sono un immigrato
Non sono un terrorista
Non sono un rifugiato
Mangio pasta e pizza
Io sono un italiano

Era una febbre
il primo amore
ma non era solo amore
era anche rabbia

Scena prima: Roma. Notte fonda. Un bambino dorme vicino a sua sorella maggiore quando arrivano la polizia e l’ufficiale giudiziario per lo sfratto esecutivo. Lei si chiama Fatima, lui Amir. “Ho dieci anni, stringo il mio fagotto di vestiti e mi vergogno. In strada, di notte. E adesso?”
“Vivo per questo” è un viaggio trascinante in una Babele metropolitana di colori, culture, suoni e voci. È la storia di un bambino e di una famiglia sempre in bilico sull’orlo della legalità. Una storia che parte veloce su una tavola da skate, correndo sui marciapiedi di Tor Pignattara inseguita da negozianti inferociti, con Roberto detto Kyashan e Napoleone, amici inseparabili. Una storia che segue le movenze irresistibili della breakdance con Crash Kid, amico e mito scomparso troppo presto. Una storia che attraversa le scorribande del writing, anima nera della street art: la ricerca di un codice, le crew di quartiere, i tag per riconoscersi e sentire di esistere. Una storia che si carica con l’energia della hip house per poi scivolare nel rap, l’isola del tesoro, il collettivo Rome Zoo e piazzale Flaminio, la casa da abitare, il ritmo da cui farsi travolgere.
In una escalation di incontri, esperienze ed emozioni, Amir Issaa ha scritto un libro che non è l’autobiografia rituale di un artista ma è soprattutto un ritratto generazionale. Un romanzo hip hop di iniziazione alla vita con decine di personaggi e una controcultura travolgente: una terra promessa che ha liberato tante adolescenze difficili dalle vertigini del caos.

Amir Issaa si avvicina alla cultura hip hop prima come breaker e poi come writer nella crew capitolina The Riot Vandals. Tra i fondatori del leggendario Rome Zoo, collettivo di cui hanno fatto parte nomi storici della scena rap romana come Colle der Fomento e Cor Veleno, dopo diverse autoproduzioni e collaborazioni con i nomi più noti del panorama rap italiano, nel 2005 inizia a lavorare al suo primo album solista, “Uomo di prestigio”. Le sue origini egiziane lo portano ad affrontare nei suoi brani anche il tema delle seconde generazioni e in breve tempo viene notato dai media e diventa un punto di riferimento per tanti ragazzi. La canzone “Caro presidente”, un video-appello rivolto al presidente della Repubblica e dedicato al tema dello ius soli, e la collaborazione con la piattaforma change.org attraverso una petizione che ottiene in pochi giorni decine di migliaia di firme, consolidano il suo status di testimonial dei nuovi italiani. Nel 2012 compone insieme al team di musicisti The Ceasars la colonna sonora del pluripremiato film “Scialla!” di Francesco Bruni, il cui brano principale ottiene la nomination ai David di Donatello e ai Nastri d’argento come miglior canzone da film dell’anno. Nel 2013 è protagonista di una puntata del format “Guerrieri” (La7), condotto dal musicista Saturnino. Oggi Amir è molto impegnato nel sociale. Tra i suoi progetti ricordiamo, in collaborazione con Unar e con l’associazione Il Razzismo è una brutta storia, “Potere alle parole” (beat e rime contro le discriminazioni), laboratori educativi musicali nelle scuole per combattere stereotipi e pregiudizi.

"Un racconto trascinante. Una storia vera. Un romanzo di iniziazione"

autore:
Amir Issaa
collana: Reverse
dettagli: 224
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Vivo per questo

"Un racconto trascinante. Una storia vera. Un romanzo di iniziazione"

autore:
Amir Issaa
collana: Reverse
dettagli: 224
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PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Vivo per questo"
(di Amir Issaa)



"Era una febbre / il primo amore / ma non era solo amore / era anche rabbia"




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massimo boldracchi:
Libro che dovrebbero leggere tutti.

Cristina Breuza:
E' un appassionato viaggio underground dalla Roma degli anni ’80-90 fino ai giorni nostri. Roma è narrata prima con occhi di un bambino che cresce in un contesto difficile,duro e segnato dall’emarginazione pesante; poi dallo sguardo di un ragazzo adolescente che s’impegna e s’ingegna per scrollarsi un destino percepito quasi come ineluttabile e un’etichetta affibbiatagli, non voluta. Si avvicina, al Writing, alla Street Art, e quindi al Rap, trovando una sua dimensione personale. Avvincente.


un pretesto per leggerlo
Tratto da Vivo per questo

Amir Issaa

"Era una febbre / il primo amore / ma non era solo amore / era anche rabbia"