Toghe rotte


Bruno Tinti presenta il libro
DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "Toghe rotte"
(di Bruno Tinti)

Il cittadino che abbia voglia di capire perché molte persone condannate per reati finanziari le ritroviamo coinvolte in scandali successivi; perché perfino i reati più comuni (rapine, estorsioni, sequestri di persona, omicidi, ecc.) spesso sono commessi da gente che è già stata condannata per altri reati; perché il processo termina, nel 95% dei casi, con una sentenza di non doversi procedere per prescrizione.

Per capire perché accade tutto questo, è necessario sapere che cosa succede nelle aule dei tribunali e come si lavora nelle Procure. Ecco un libro che finalmente lo racconta. Se si supera lo choc di queste testimonianze offerte da vari magistrati e avvocati, sarà poi più facile valutare le esternazioni in materia di giustizia che provengono dal politico di turno, di volta in volta imputato, legislatore, opinion maker, e spesso contemporaneamente tutte queste cose.

Accompagna le testimonianze un testo illustrativo ad uso dei cittadini, per capire come funziona la giustizia (la pena, i gradi di giudizio, le indagini, il processo ecc.).

"La giustizia raccontata da chi la fa"

autore:
Bruno Tinti
prefazione di: Marco Travaglio
collana: Reverse
dettagli: 208 pagine
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Toghe rotte

"La giustizia raccontata da chi la fa"

autore:
Bruno Tinti
prefazione di: Marco Travaglio
collana: Reverse
dettagli: 208 pagine
prezzo: 12 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Toghe rotte"
(di Bruno Tinti)



"Lo sapevate che a Roma ci sono più avvocati che nell'intera Francia? E a Torino tanti quanti a Manhattan? Sarà anche per questo che io sto qui a perdere tempo?... Chi glielo dice ai cittadini che noi non facciamo niente?"
"Non c'è un filo di retorica nelle pagine benedettamente sintetiche di Toghe rotte. C'è la vita quotidiana dei magistrati che, insieme a poliziotti, carabinieri, finanzieri, cancellieri e impiegati, tentano ogni giorno di amministrare la Giustizia a dispetto dei santi. Cioè dei Parlamenti, dei governi e fors'anche di una buona parte dei cittadini che di una Giustizia funzionante hanno una paura fottuta." Dalla Prefazione di Marco Travaglio
"Perché i giudici e i loro organi costituzionali non sono immuni al degrado del paese in cui vivono. E alla fine, all'interno della Magistratura è accaduto qualcosa di molto simile a ciò che è accaduto all'esterno, nei palazzi della politica... Il «governo» della Magistratura è il CSM, i «partiti» sono le cosiddette «correnti». Le elezioni sono gestite dalle «correnti». Sono le «correnti» che decidono chi deve andare a far parte dei Consigli Giudiziari e del CSM; sono le «correnti» che compongono la lista dei giudici che dovranno essere eletti in questi organismi; sono le «correnti» che fanno propaganda per questo e per quest'altro e che, in pratica, garantiscono che nessuno, ma proprio nessuno (se non un altro aderente a un'altra «corrente») possa fargli concorrenza."
"A questo punto, sapete chi ci sta in carcere? Qualche omicida e qualche rapinatore, una sterminata quantità di extracomunitari che hanno rubacchiato o spacciato qualche dose; e – per poco, pochissimo tempo – qualche delinquente che il PM e il GIP hanno arrestato mentre si svolgono le indagini e che, per scadenza dei termini o perché il Tribunale della Libertà li ha messi fuori, sono usciti dopo due o tre mesi, pronti a trascinare il processo fino alla prescrizione."




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Ele Rossi:
Un libro, a tratti ironico ma molto incisivo, che spiega bene in quale stato di degrado e caos è stata condotta la Giustizia in Italia, oggi; che forse ai potenti e ai poteri forti abbia fatto comodo averla ridotta così?? Da leggere.

Stefano Facci:
Un libro illuminante sullo stato della giustizia in Italia. Con esempi molto pratici anche per i profani che spiegano dettagliatamente per quali motivi (e nell'interesse di chi) la macchina della giustizia è perennemente ostacolata.

Gia :
Un libro fatto veramente bene, semplice e di facile comprensione anche per chi non è un esperto di diritto. Spiega molti problemi del nostro attuale sistema giudiziario italiano. Consigliatissimo a tutti, dai più giovani ai meno giovani.

Angelo :
Serio, lucido, illuminante. Questo libro, non solo per gli addetti ai lavori, anzi proprio per noi altri, spiega a chi vuole saperne di più la grovigliata matassa della legislatura italiana. Palcoscenico principale è il tribunale, dove oscuri attori chiamati delle volte avvocati o giudici danno vita a scene vergognose che portano il nostro paese ad essere uno dei più scadenti a livello giudiziario. Alta letteratura d'Inchiesta. Ci fossero altri libri così... Grazie comunque a Chiarelettere.

Paraguay :
Mi rivolgo a tutti coloro che come me hanno dei figli ancora piccoli: facciamo del tutto affinchè possano studiare e vivere in un paese civile: all'estero!!!!

Dino :
Splendido! Una lezione d'alta scuola contro l'ignoranza che avvolge tutta la popolazione italiana su come la giustizia sia parte integrante della nostra vita e su come la politica la stia manipolando per i suoi SPORCHI scopi!

Pier Paolo:
Un ottimo libro, semplice e diretto; tutti gli Italiani dovrebbero leggerlo per capire perché la giustizia non funziona e lamentarsi con chi di dovere.

marco :
" Deve cambiare la cultura etica del nostro paese". Un libro notevole, che con un pò di ironia, penetra nelle menti dei non addetti ai lavori. Val la pena affiancarlo ai manuali di procedura penale. Cos'è l'atto di citazione diretta a giudizio? E' quel documento con il quale lo Stato dice a un cittadino:" Mi risulta che hai violato le mie leggi.Ora ti do la possibilità di discolparti, ma se alla fine del processo risulterai colpevole, ti punirò." Sublime.

Matteo :
un libro per capire la giustizia da dietro le quinte. Un quadro desolante, ma la speranza, tenacia e volontà di andare avanti. Da leggere

Pietro Valeri:
Un saluto di solidarietà a quei magistrati che, pur sapendo di fare un lavoro molto spesso a vuoto, continuano a svolgere il loro dovere. Libro accessibile anche ai non addetti ai lavori. Scritto con ironia che forse è il solo modo per non abbatterci del tutto.

annalisa :
E' un racconto veloce, vivo e vivace, della realtà magistratuale della nostra Italia, che purtroppo non ne esce particolarmente bene. Comprensibile, schietto e ironico, attento alla spiegazione degli istituti giuridici e dei meccanismi del sistema, per una fruizione il più possibile ampia: un libro non solo per gli addetti ai lavori ma anche per chi guardando la tv o leggendo i giornali, si chiede sempre come sia possibile che certe cose funzionino in un certo modo, anche giudizialmente. Questo libro pertanto è un ottimo modo per guardare al sistema giudiziale dal punto di vista di chi vi trova dentro e commenta, a ragion veduta, le nefandezze di chi fa le leggi per poi aggredire la magistratura quando non le applica a favore del potere politico. Mi auguro sia straletto: un buon modo per capire "come " e "perchè" si arrivi ad applicare certe regole, tante volte spinte nel cesto delle leggi solo per favorire una certa politica corrotta e che cerca costantemente di corrompere. Questo libro ci invita a CAPIRE e STUDIARE ciò di cui tante volte ci formiamo opinioni "qualunquiste", per l'ideale della giustizia vera.

Emanuele D'Ippolito:
Un libro molto interessante, che offre uno spaccato sulle disfunzioni della giustizia - specialmente penale - in Italia e un'attendibile chiave di lettura sule varie cause della stessa, dispensando, nel contempo, preziose informazioni.

davide85 :
Assolutamente lucida e(purtroppo)disillusa la rappresentazione della quotidianità dell'amministrazione della giustizia in Italia. Il sistema non funziona.Ma perchè non funziona? Perchè la casta a partire dagli anni '70 si è adoperata anima e corpo affinchè ciò avvenga!!(per non parlare del nefasto quinquennio 2001-2006...). All'orizzonte non si vedono (purtroppo) soluzioni. Povera Italia.

simona :
Ragazzi, dopo aver letto questo libro mi veniva da piangere.... per come questa povera Italia è conciata.... che pena..... Ottimo libro. Complimenti all'autore.

Michele :
Un libro eccezionale. La situazione della giustizia italiana raccontata con chiarezza e semplicità. Oltre alle vergognose leggi ad uso e consumo dei "potenti", mi ha colpito in particolar modo l'incredibile facilità di comprensione anche per un non addetto ai lavori come me. Si legge come se fosse un romanzo. L'impegno di Tinti è stato davvero notevole. Merita molto.

Gigi :
Per un giovane laureando in giurisprudenza come il sottoscritto questo libro è fondamentale.Tutte le storture del sistema sono sottolineate con cura e ironia ma anche con allarmante rassegnazione.Vergognoso che l'italia abbia un simile sistema giudiziario,nessuno interviene nessuno fa niente

roxy :
Libro interessantissimo e scritto in modo comprensibile ai più pur trattando un argomento molto contorto, ovvero il degrado della giustizia in italia. Quando arrivo alla fine di testi come questo o quelli di travaglio e molti altri che portano prove su malcostume, degrado e corruzione di coloro che dovrebbero dare il miglior esempio di onestà e trasparenza, mi chiedo: perchè ci indignamo così poco? Perchè deve arrivare un comico come Beppe Grillo a trascinare la gente in piazza? Cosa possiamo fare per ribellarci a tutto ciò? Lancio la domanda nella rete......

Giacomo Di Girolamo:
Forse il migliore libro sulla Giustizia mai scritto in Italia. Esperienze dal campo raccontate da magistrati in maniera ironica e disincantata, con un utile manualetto di procedura penale che ci fa cpaire il disastro totale dell'Amministrazione Giudiziaria nel nostro Paese. Una considerazione a margine: da Carofiglio a De Cataldo, passando per tutti gli innumerevoli autori di "Toghe rotte", perchè i magistrati in Italia scrivono così bene? E, soprattutto, dove lo trovano il tempo per scrivere? Sarà anche per questo che la magistratura non funziona....?

Stefano :
Sono rimasto sconvolto dalla lettura di questo libro. L'ultimo capitolo mi stava facendo venire voglia di urlare... Assolutamente da leggere.

Trigonella :
Libro che vale la pena di essere letto, anche se raconta cose risapute. Comprende la testimonianza di Tinti e quella di altri colleghi; peccato però,che i colleghi rimangono senza nome e non citabili.

Sergio :
Nel nostro disgraziato paese lo sport nazionale consiste nel parlare a vanvera di argomenti che non si conoscono. Risultato: quei tipici "discorsi da autobus", impregnati di qualunquismo ed ignoranza. Meglio documentarsi, allora. E su quest'argomento non c'è di meglio che questo libricino, scarno ed essenziale, che con linguaggio piano e scorrevole, fa comprendere i motivi politici e tecnici per cui la giustizia non funziona e non funzionerà mai in Italia. Consigliatissimo. Naturalmente guai ad illudersi che una persona come Bruno Tinti possa un giorno essere incaricata di guidare un gruppo di lavoro per la riscrittura dei codici penale e di procedura.

Stefano :
Poche parole: Ottimo. Si legge veloce e facile anche da chi come me non capisce nulla di giustizia, leggi e avvocati. Informazione: questa é quella che manca in Italia, questa é quella che il libro fa. Nuda e cruda. Che piaccia o meno, credo che tutti gli italiani dovrebbero sapere che il 95% dei processi finisce prescritto e che porcate il potere legislativo ha commesso e continua a commettere. Come ha detto recentemente Travaglio: "L'Italia ha una pessima tradizione di Ministri della Giustizia ma con gli ultimi due (Castelli e Mastella) si é superata.". Compratelo, leggetelo, regalatelo, prestatelo.

Filippo :
Applaudo finalmente a un Magistrato che con semplicità (e amara ironia) ci spiega lo stato (disastroso) della Giustizia in Italia. Da consigliare a tutti: giovani e meno giovani.

Clara Rita Ziniti:
Voglio "CHIARIRE" il mio PRECEDENTE commento a proposito del libro del Dott.Tinti,perchè so, che"SOPRATUTTO" da una "CERTA" parte di questo Paese,OGNI parola che si dice sui magistrati, viene"STRUMENTALIZZATA".Io STIMO il Dott.Tinti,come TUTTI i MAGISTRATI. Dal PRIMO all'ULTIMO.Ma penso, che PROPRIO perchè OGGI vengono "ATTACCATI" da "TUTTI", e "SPECIALMENTE" dai signori"POLITICI", e dai loro SERVI GIORNALISTI,il Dott.Tinti,avrebbe dovuto IMMAGINARE, anzi direi di più:SAPERE, che certe sue parole "critiche" sullo "stato" della Giustizia, sarebbero state "STRUMENTALIZZATE", per "ATTACCARE" una '"ENNESIMA" volta,i magistrati.Ed in generale, io credo che,i magistrati,che OGGI scrivono,o parlano pubblicamente,dovrebbero usare questa possibiltà,per "CONTRASTARE" questa opera di "PROPAGANDA" "FAZIOSA" e "STRUMENTALE", che viene !INCESSANTEMENTE"! perpetrata, CONTRO di LORO,da AMPI settori POLITICI e GIORNALISTICI. Perchè questo? Perchè NON SI"SOPPORTA"! la loro"INDIPENDENZA"! e "AUTONOMIA"! da "QUALSIASI" "ALTRO POTERE" dello Stato.Come da "COSTITUZIONE",Infatti,il magistrato,per Costituzione è:"SOGGETTO SOLTANTO ALLA LEGGE".E questo,NONOSTANTE quello che vi raccontano i giornali e le tv,guidate dai berlusconiani,dai democristiani, ed oggi anche da ampi settori dell'attuale maggioranza,(perchè "qualche magistrato" ha"osato" indagare "ANCHE" su di LORO)è a "GARANZIA"! di "TUTTI NOI"!

nandokan :
Ottimo lavoro, schietto, autentico perfino nel linguaggio, non vittimista ma anche giustamente autocritico. Spero solo che sia molto letto per capire la realtà della giustizia, ma anche che chi lo legge non essendo un operatore del settore non abbia la tentazione di pensare che si tratti di un prodotto di fantasia o che siano stati esasperati alcuni aspetti della dannata vita quotidiana della Giustizia. Purtroppo, e ribadisco purtroppo, si tratta di una agghiacciante ma fedelissima fotografia di una realtà quantomai desolante.


un pretesto per leggerlo
Tratto da Toghe rotte

Bruno Tinti

"A questo punto, sapete chi ci sta in carcere? Qualche omicida e qualche rapinatore, una sterminata quantità di extracomunitari che hanno rubacchiato o spacciato qualche dose; e – per poco, pochissimo tempo – qualche delinquente che il PM e il GIP hanno arrestato mentre si svolgono le indagini e che, per scadenza dei termini o perché il Tribunale della Libertà li ha messi fuori, sono usciti dopo due o tre mesi, pronti a trascinare il processo fino alla prescrizione."