Sparlamento

DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "Sparlamento"
(di Carmelo Lopapa)

Sparlamento, il nuovo libro edito da Chiarelettere, racconta vita e opere dei politici italiani dal punto di vista di un cronista parlamentare di Repubblica, Carmelo Lopapa, ogni giorno a Montecitorio e Palazzo Madama per raccontare la politica italiana.

Figli, fratelli, mogli, ex mogli, intere famiglie al seguito. E molti soldi che girano. Prima del crollo, dentro il Palazzo si fa festa. Non senza insulti, dispetti e aggressioni. Carmelo Lopapa racconta quello che ha visto e sentito. Il suo viaggio comincia dalla testimonianza inedita di un funzionario, uno di quelli che dentro il Parlamento ci ha passato una vita, e prosegue con molto altro.

Leggere come impiegano il tempo molti dei nostri parlamentari può far ridere: c'è chi vuole una legge per valorizzare il tortello di zucca o per indire la giornata del maccherone, chi vuole un casinò, un bagno turco, le terme per tutti (solo il 7,3% delle leggi sono approvate, contro il 50% della Germania e l'86 della Spagna). Ma fa anche rabbia vedere come trionfi il trasformismo ("Voltar gabbana è nel DNA degli italiani" dice Mastella), si moltiplichino i Fratelli ("Io non rinnego la massoneria", parola di onorevole) e i "laici devoti" alla Chiesa.

Le maschere del potere non muoiono mai, è tutto tragicamente vero. C'è chi dice che ogni paese ha la classe dirigente che si merita. Forse non è così.

"Vita e opere dei politici italiani"

autore:
Carmelo Lopapa
prefazione di: Dario Fo e Franca Rame
collana: Reverse
dettagli: 240 pagine
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Sparlamento

"Vita e opere dei politici italiani"

autore:
Carmelo Lopapa
prefazione di: Dario Fo e Franca Rame
collana: Reverse
dettagli: 240 pagine
prezzo: 12.6 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Sparlamento"
(di Carmelo Lopapa)



"“Siamo uomini di mondo e sappiamo che si fa un uso consistente di cocaina un po’ ovunque: volevamo avviare una sorta di viaggio tra le varie categorie. Capire quanti piloti prima di imbarcarsi in aereo risultassero positivi, quanti autisti di bus, insomma sarebbe pure nel nostro interesse di cittadini capire che stato di sanità e di efficienza abbia chi ci porta in giro in aereo o in bus. Ma anche chi va alla Camera o al Senato per prendere decisioni importanti. Ecco perché avevamo deciso di cominciare quel viaggio proprio dal Parlamento... Tanti servizi del genere avevamo fatto in passato... Nulla, nessuna censura. Invece, il Garante intervenne in difesa del Parlamento, con una solerzia e un’immediatezza che ha lasciato come minimo qualche dubbio sul fatto che la macchina si fosse messa in moto per proteggere i politici.”" Dalla testimonianza di Davide Parenti, autore e ideatore del programma televisivo Le Iene.
"“Un Paese dove privilegi grandi e piccoli vengono esibiti senza vergogna da tanti piccoli potenti. Pardon: tanti piccoli impotenti. Che non suscitano più né rispetto, né deferenza. E neppure paura. Perché li abbiamo sempre sotto gli occhi. Seguiti ovunque dalle telecamere. Più che una ‘casta’, il ‘cast’ di una politica ridotta ad avanspettacolo. A un reality show.”" Ilvo Diamanti, la Repubblica
"“Se sto al bar qui di fronte a Montecitorio sono in grado di riconoscere un Fratello anche se non ci siamo mai visti prima. La mia segretaria, curiosissima, non riesce a capacitarsi.”" Matteo Brigandì, massone in sonno, deputato della Lega Nord.
"“Grande impresa di sedici parlamentari italiani, otto senatori e otto deputati. Erano al seguito del ministro degli Esteri Gianfranco Fini... a Kabul. Finita la sua missione, il capo della Farnesina è tornato all’aereo dell’aeronautica, ma dei sedici si erano perse le tracce. Fini era molto nervoso. Dopo quasi un’ora ha perso la pazienza e ha dato ordine al pilota di partire. Mentre chiudevano i portelloni è spuntata la carovana dei parlamentari che si sono presentati con pacchi di tappeti. La diessina Roberta Pinotti aveva anche un burqa, mentre il senatore siciliano Calogero Sodano trascinava un’enorme mandola. Fini, un po’ disgustato, si è chiuso nella cabina con i piloti.”" Dall’agenda privata di un funzionario parlamentare.




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Mangialibri:
Il regalo più bello di questo saggio – scritto piacevolmente, venato di un’ironia sorniona che non ha bisogno di impennarsi nella polemica perché ci sono i fatti a bastare a avanzare – è proprio un prurito diffuso, come una reazione allergica: un prezioso (perché sempre più raro) principio di indignazione, un contravveleno al lassismo e al menefreghismo. D’altronde a chi può far piacere che i nostri rappresentanti sembrino usciti da una sit-com di quart’ordine o da un reality-spazzatura?

Serenella:
Il libro è una collezione grottesca di aneddoti e vicende che hanno dell'incredibile. Partendo dai dettagli, è possibile illuminare con insolita evidenza le magagne (a volte, diciamocelo, francamente ridicole) che si annidano all'interno dei palazzi del potere. Grazie all'autore per quest'opera paziente di "silloge" di dati e fatti altrimenti destinati a poche righe sui giornali. Con questo compendio, si potrà averne sempre traccia.

Io ci credo:
Un libro che indigna, ma tutto sommato superato dalla realtà del bunga bunga. Una cosa è certa, dopo che lo hai letto puoi far venire il sangue marcio a chiunque. Spiegato in una trasmissione in prima serata costringerebbe il Parlamento a chiudere i battenti per "conclamata inutilità politica e sociale".


un pretesto per leggerlo
Tratto da Sparlamento

Carmelo Lopapa

"“Grande impresa di sedici parlamentari italiani, otto senatori e otto deputati. Erano al seguito del ministro degli Esteri Gianfranco Fini... a Kabul. Finita la sua missione, il capo della Farnesina è tornato all’aereo dell’aeronautica, ma dei sedici si erano perse le tracce. Fini era molto nervoso. Dopo quasi un’ora ha perso la pazienza e ha dato ordine al pilota di partire. Mentre chiudevano i portelloni è spuntata la carovana dei parlamentari che si sono presentati con pacchi di tappeti. La diessina Roberta Pinotti aveva anche un burqa, mentre il senatore siciliano Calogero Sodano trascinava un’enorme mandola. Fini, un po’ disgustato, si è chiuso nella cabina con i piloti.”" Dall’agenda privata di un funzionario parlamentare.