Senz'anima

DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "Senz'anima"
(di Massimo Fini)

"Sono convinto che quando gli storici valuteranno l'attuale Italia democratica la considereranno la peggiore della sua pur lunga storia."
Massimo Fini

Un ritratto dell'Italia contemporanea, un paese privo di principi, di valori condivisi che non siano il Dio Quattrino, inguaribilmente volgare, senza dignità e onore, spietato senza essere virile, femmineo ma non femminile, corrotto, intimamente mafioso, devastato nel suo straordinario paesaggio, naturale, urbano, artistico, che lo ingentiliva insieme alla sua gente. Una parodia di democrazia sequestrata dai partiti e dai suoi mediocri esponenti che la violentano, la abusano, la stuprano a comodo loro. Senz'anima fotografa uno spazio, mentale, antropologico, politico, quello dell'Italia degli ultimi trent'anni, seguendo l'avventura giornalistica di Massimo Fini, uomo senza appartenenze, dal mitico "Europeo" all'"Indipendente" fino al "Fatto Quotidiano". Della penna dissacrante di Fini non potevano mancare le "stroncature" e anche i ritratti (mai disgiunti, questi, da una dolente pietas) dei personaggi - da Craxi a Martelli, da Cossiga a Berlusconi, da Gardini a Scalfari, da Costanzo a Vespa - che hanno contribuito a conciare l'Italia così com'è.

"Italia 1980-2010"

autore:
Massimo Fini
collana: Reverse
dettagli: 496 pagine
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Senz'anima

"Italia 1980-2010"

autore:
Massimo Fini
collana: Reverse
dettagli: 496 pagine
prezzo: 15 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Senz'anima"
(di Massimo Fini)



"- Che cosa può fare il cittadino per cambiare questo stato di cose? - Niente. In democrazia niente... la vera scelta del cittadino è fra queste due possibilità: o si infeuda in qualcuna di queste oligarchie, partiti, lobbies, mafie, promettendo l'obbedienza in cambio di vantaggi, oppure la sua sorte è di vivere ai margini rinunciando a realizzare le proprie legittime ambizioni."
"È un'Italia ipocrita, pronta a commuoversi su tutto, solo per potersi autocompiacere della propria commozione... Un'Italia senza misericordia."
"Guardo alla Tv i nostri uomini politici e mi chiedo perché mai questi personaggi da avanspettacolo devono comandarci."
"Mio figlio era andato in Iraq per raggranellare qualche soldo. Qui in Sardegna non c'è lavoro. Io non piango un figlio donato alla Patria. Piango un figlio."
Il padre di Alessandro Pibiri, giovane militare italiano ucciso in un agguato in Iraq.
"Non c'è niente da fare, oggi per vivere un po' bene bisogna vendere l'anima."
Ignazio Silone, "Vino e pane".
"Svegliati, lettore, svegliati! Alza la testa dalla tua scrivania, dalle scartoffie, dal computer, dalle presse, dalle merci della tua bottega. Spegni l'assordante fracasso dei televisori... e ascolta le parole di un antico ribelle: Il mio animo va sempre più fremendo quando penso al genere di vita che ci aspetta se non ci rivendichiamo da noi in libertà (Sallustio, La congiura di Catilina)."
"Vorrei essere un talebano, un kamikaze, un afghano, un boat people, un affamato del Darfur, un ebreo torturato dai suoi aguzzini, un bolscevico, un nazista, un fascista. Perché più dell'orrore mi fa orrore il nulla."




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Francesco Cuccuini:
Un bel libro, Un gran bel libro. Un'opera di spessore e controcorrente degna di un giornalista ...di spessore e controcorrente. Fatico a condividere tutte le posizioni esposte ma non fatico affatto ad apprezzare onestà intellettuale e profondità di analisi. Saluti

roberto coltella:
Un bel libro comico e tragico allo stesso tempo.. una disamina della nostra società negli ultimi trent'anni.

valerio:
Sono un gran lettore di mezzi libri, ma il libro di Fini non solo l'ho finito tutto d'un fiato, ma non riesco a toglierlo dal comodino. Adesso per esempio sto cercando la bibliografia visto che l'autore filtra il suo pessimismo attraverso la lente di un uomo colto, ma senza sfoggiare erudizione, arrabbiato ma compassionevole (si veda con Martelli).

CARLO:
Gli ultimi vent'anni di storia nazionale ripercorsi attraverso gli articoli -amari ed esilaranti- di uno dei più grandi giornalisti italiani viventi. Massimo Fini è diretto, sferzante, -purtroppo- profetico, dotato di uno stile lipido e brillante e di uno sguardo libero. A volte (per chi lo segue da tempo) ripetitivo. Ma non per il vizio del "taglia-incolla", ma semplicemente per fedeltà agli stessi orizzonti morali. Non cerca di stupire fabbricando punti di vista originali e nuovi a tutti i costi come molti editorialisti a gettone. Insomma un maestro (per me, s'intende).

Massimo:
Le raccolte di articoli di giornale non sono mai entusiasmanti, perché é come mangiare una deliziosa brioche ormai diventata rafferma. Questa non fa eccezione, anche se non mi sono sottratto neppure stavolta dal leggere Massimo Fini, i cui libri amo moltissimo ("Ragazzo", tra gli ultimi, é meraviglioso, commovente e verissimo). Pur non amando granché il "genere", ci sono comunque in questa raccolta sezioni che ho apprezzato. Come la prima, nella quale, come sempre in Fini, si svelano i vizi, la nullità, lo squallore dell'Uomo del nostro tempo, così "senz'anima" e purtroppo neppure desideroso di un'anima, o consapevole che potrebbe avere un'anima. Molto validi poi, e perfino divertenti, i ritratti nella parte finale. Anche se ho un po' sofferto nel leggere di Mina, che comunque continuerò ad amare nonostante Massimo Fini, che peraltro parimenti amo. Massimo (Lecco).


un pretesto per leggerlo
Tratto da Senz'anima

Massimo Fini

"Vorrei essere un talebano, un kamikaze, un afghano, un boat people, un affamato del Darfur, un ebreo torturato dai suoi aguzzini, un bolscevico, un nazista, un fascista. Perché più dell'orrore mi fa orrore il nulla."