Senza soldi


Walter Passerini, Mario Vavassori
presentano il libro
DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "Senza soldi"
(di Walter Passerini,Mario Vavassori)

“Se scompaiono i poveri chi paga le tasse?”
Sceriffo di Nottingham a Robin Hood

“È indispensabile dichiarare una vera e propria battaglia culturale a favore del lavoro, che per i nostri padri era un fattore di dignità, di promozione e di coesione sociale.”
Dal libro


SENZA SOLDI sembra l’unica certezza di un futuro sempre più indefinibile. Questo libro, grazie alla più completa banca dati sulle retribuzioni in Italia, racconta le vicissitudini di operai, impiegati, quadri e dirigenti, puntando l’attenzione sull’erosione del valore delle paghe e del lavoro, nella generale indifferenza.
La svalutazione degli stipendi aumenta insieme alla distanza tra chi guadagna molto e chi non ce la fa più ad arrivare alla fine del mese. Che fare? Bisogna rilanciare una vera questione salariale. Solo così possiamo salvarci. Questo libro finalmente spiega come. Intanto la politica perde tempo, troppo impegnata a difendere i propri privilegi.

Walter Passerini, giornalista specializzato in economia, ha ideato e diretto “Corriere Lavoro”, settimanale del “Corriere della Sera”. Attualmente è editorialista de “La Stampa” e cura le pagine dedicate al lavoro. È autore di SENZA PENSIONI (con Ignazio Marino, Chiarelettere 2011).

Mario Vavassori è stato fondatore e amministratore delegato di Od&M e si è sempre occupato di risorse umane e retribuzioni.

"Sottopagati, disoccupati, precari. Ma Paperoni e furbetti se la godono"

autore:
Walter Passerini,Mario Vavassori
collana: Reverse
dettagli: 272 pagine
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Senza soldi

"Sottopagati, disoccupati, precari. Ma Paperoni e furbetti se la godono"

autore:
Walter Passerini,Mario Vavassori
collana: Reverse
dettagli: 272 pagine
prezzo: 13,90 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Senza soldi"
(di Walter Passerini,Mario Vavassori)



“Quasi il 94 per cento dei lavori creati nel 2011 sono part-time e il 42,5 per cento dei giovani ha contratti a tempo determinato.”
Fonte Commissione europea, conferenza Jobs 4 Europe, 6 settembre 2012.
+46,6 per cento: famiglie che dichiarano di non potersi permettere una settimana di ferie lontano da casa; +17,9 per cento: famiglie che dichiarano di non aver potuto riscaldare adeguatamente l’abitazione; +38,5 per cento: famiglie che dichiarano di non riuscire a sostenere spese impreviste di 800 euro.
Report Istat, 10 dicembre 2012.
“Dal 2002 al 2012 i valori di crescita delle retribuzioni annue sono i seguenti: dirigenti +24,6 per cento; quadri +30,1 per cento; impiegati +22,8 per cento; operai +24,6 per cento. Sul fronte opposto l’inflazione ha eroso per il 24,5 per cento (Nic) e per il 33,1 per cento (alta frequenza) del potere d’acquisto. Chi ha vinto?”
“Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.”
Costituzione italiana, articolo 36.
“In Italia i primi 100 supermanager di aziende quotate hanno portato a casa 352 milioni di euro in un solo anno, una media di 3,5 milioni a testa, 50.000 euro in più rispetto all’anno prima. E non tutti sono a capo di aziende floride.”
Elaborazione de «Il Sole 24 Ore» sui bilanci 2011.
“La soglia dei 1000 euro al mese per molti è addirittura un sogno, un miraggio, anche da parte di giovani che hanno un elevato titolo di studio.”
“Negli ultimi vent’anni gli stipendi degli italiani sono rimasti fermi. E questo non solo ha ridotto fortemente il loro potere d’acquisto, ma ha creato una generazione di cosiddetti working poor, vale a dire una generazione di persone che sono povere pur avendo un lavoro. Se si è poveri lavorando, significa che il valore del lavoro è sceso drammaticamente.”
“Non bisogna essere premi Nobel dell’economia per capire che se i salari sono bassi, anche i consumi ne risentono, in una pericolosa spirale al ribasso.”




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Fernando:
Un libro che va dritto al cuore della gente, affrontando il problema salariale. Riflettere e tanto su quanto viene spiegato, perchè la corda della tensione sociale è tesa, e prima o poi si potrebbe rompere.

Asdrubale:
Le aziende non versano in buone condizioni, a causa delle tasse elevate e del costo del lavoro. Ma le sperequazioni sociali sono troppe e troppo evidenti.

Antonio:
L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Leggendo questo libro, l'articolo della Costituzione sembra quasi una presa per i fondelli. Da leggere, per indignarsi.


un pretesto per leggerlo
Tratto da Senza soldi

Walter Passerini,Mario Vavassori

“Non bisogna essere premi Nobel dell’economia per capire che se i salari sono bassi, anche i consumi ne risentono, in una pericolosa spirale al ribasso.”