Ribellarsi è giusto


Massimo Ottolenghi presenta il libro
DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "Ribellarsi è giusto"
(di Massimo Ottolenghi)

"QUESTA È L'ORA DELLA MOBILITAZIONE." Gustavo Zagrebelsky, 2011
"LA SFIDUCIA NELLA LIBERTÀ, IL DESIDERIO DI APPARTARSI, DI LASCIARE LA POLITICA AI POLITICANTI. QUESTO È IL PERICOLOSO STATO D'ANIMO CHE OGNUNO DEVE SORVEGLIARE E COMBATTERE, PRIMA CHE NEGLI ALTRI, IN SE STESSO."
Piero Calamandrei, 19 ottobre 1946

"Noi non ce l'abbiamo fatta, abbiamo fallito, ora tocca a voi." Un'ammissione di colpa grave e un appello vigoroso quelli di Massimo Ottolenghi, classe 1915, un simbolo della resistenza civile.
"Un miracoloso soprassalto", ecco quello che ci vuole per togliere il potere dalle mani dei più anziani e partecipare in prima persona alle scelte del Paese, diminuendo l'influenza dei partiti. Il pericolo di una deriva antidemocratica è evidente. "Evitiamo una nuova shoah dei diritti" scrive l'autore con riferimento alle vecchie e alle attuali discriminazioni. "Cominciano così le dittature": Ottolenghi lo sa sulla sua pelle. Bisogna difendere la scuola pubblica (grande palestra di democrazia), gli investimenti alla cultura e la Costituzione. A tutti i costi. Parola di un novantacinquenne con il cuore e la mente rivolti al futuro.

Massimo Ottolenghi, di famiglia ebrea, torinese, già militante del Partito d'azione con Ada Gobetti, Alessandro Galante Garrone, Giorgio Agosti, è stato magistrato nel dopoguerra, quindi avvocato civilista.

"Il monito di un novantacinquenne alle nuove generazioni"

autore:
Massimo Ottolenghi
collana: Reverse
dettagli: 144 pagine
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Ribellarsi è giusto

"Il monito di un novantacinquenne alle nuove generazioni"

autore:
Massimo Ottolenghi
collana: Reverse
dettagli: 144 pagine
prezzo: 12,00 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Ribellarsi è giusto"
(di Massimo Ottolenghi)



"Vi parlo con la sincerità che mi conoscete. Eravamo in pochi allora e forse ancor meno siamo di quanto credessimo. In pochi siamo rimasti. Non siamo un partito ma solo uomini di buona volontà." Ferruccio Parri, leader del Partito d'azione."
"È il vostro momento. Il momento dei valori più alti da contrapporre agli interessi meschini e di parte. Non tutti sono rassegnati. Molti vi seguiranno."
"È solo l'azione che nasce spontanea dall'indignazione che muove la storia. È, per noi italiani, un riallacciare quel filo dei valori che dal Risorgimento porta a Gobetti, alla Resistenza, fino a coloro che sanno ancora indignarsi per il degrado in cui è caduto il nostro Paese."
"Di tanta inerzia e inettitudine siamo noi i colpevoli, per non aver saputo scindere fino in fondo il bene dal male, per non aver saputo epurare... per non aver saputo preparare la generazione dei vostri padri. Di tanta colpa vorrei chiedere perdono."
"Per essere 'partigiani', per combattere l'indifferenza, voi giovani non avete bisogno di un simbolo, di una bandiera, di un'ideologia, avete la Costituzione."
"Provate a pensare il futuro a vostra immagine, non secondo quella dei vostri padri che sono incapaci di andare oltre questo fango."
"Ricordate che il popolo ebraico, pur disperso per il mondo, è sopravvissuto a quattromila anni di schiavitù e di persecuzioni solo perché della sua Storia ha fatto una religione e della sua Legge un simbolo sacro."
"Se vincono i comunisti ci rimettono in prigione, se vincono i cattolici ci mettono all'indice, se vincono i liberali ci trattano da pazzi." Leo Valiani a Benedetto Croce a proposito del Partito d'azione, 5 ottobre 1945."
"Sono un resistente, tessera 343 del Comitato di liberazione nazionale piemontese. Sono un 'ragazzo del 1915', figlio del secolo della pianificazione della morte e della desertificazione di tutti i valori."




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Claudio Rossi:
Un appello fresco, sincero, accorato alle nuove generazioni. Seguirlo forse darà a tutti la possibilità di quel cambiamento tanto auspicato.

elisa:
Letto tutto d'un fiato. Un libro che ti insinua ancora più voglia di lottare, se possibile. Da leggere e da rileggere

laura sala :
Nel libro ho ritrovato tutta la forza e la passione che vorrei ogni giorno trasmettere ai miei studenti. L'autore riesce con grande efficacia, a scuotere e far rinascere quel il bisogno che i giovani hanno di dire chi sono e cosa sanno fare e apre loro la grande strada che, purtroppo fino ad oggi è stata sbarrata, della libertà di pensiero e azione nella totale salvaguardia della legalità, tutto ciò raccontando loro fatti storici che lo hanno visto protagonista. Lo ammiro profondamente.

claudia fanti:
Grazie con la mente e con il cuore! Sono d'accordo sul giudizio di G. Bocca. Sì, in ogni riga ci sono forza e purezza insieme. Poche chiacchiere e tanta onestà di vita e di idee. Questo libro è una proposta. E' vivo! Caro Massimo Ottolenghi, Lei é il più giovane fra tutti noi che abbiamo l'onore di leggerLa.

Messaggero.it:
«Noi non ce l'abbiamo fatta, abbiamo fallito, ora tocca a voi». Un'ammissione di colpa grave e un appello vigoroso ai giovani quelli contenuti nel libro di Massimo Ottolenghi, classe 1915, torinese, di famiglia ebrea, un simbolo della resistenza civile. Ribellarsi è giusto è il «monito di un novantacinquenne alla nuove generazioni», un urlo contro «l'indifferenza di una società ipnotizzata da un'informazione monopolizzata, salvo rare eccezioni»

Renza:
Da un uomo che ha lottato e vissuto, un messaggio d'amore e di speranza, in un'epoca in cui ai giovani sono precluse le aspettative di futuro. La Spagna e i popoli arabi insegnano: ribellarsi, oltre che giusto, è legittimo e può davvero cambiare le cose!


un pretesto per leggerlo
Tratto da Ribellarsi è giusto

Massimo Ottolenghi

"Sono un resistente, tessera 343 del Comitato di liberazione nazionale piemontese. Sono un 'ragazzo del 1915', figlio del secolo della pianificazione della morte e della desertificazione di tutti i valori."