Alessio Palma:
Pensavo non esistessero Generali così in Italia.
Sono contento che la mia richiesta di aspettativa dal servizio militare coincida con il discorso assolutamente veritiero e professionale del Generale Mini.
Ho chiesto di andare in aspettativa proprio perché è penosa la situazione in cui l'istituzione militare, alla quale mi onoro di appartenere, è caduta.
Spero che i vertici militari cambino al più presto: solo in quel caso io potrei fare rientro.
Roberto Crevatin:
Non sono nuovo alle letture degli scritti del Generale Mini.
Ogni suo articolo, libro, recensione di libro, chiarisce, dischiude, spiazza la visuale dell'uomo comune.
La cultura eclettica oltrechè geostrategica di FM, la profonda conoscenza del materiale umano nell'atto più cruento della Guerra, il profondo retrocampo di miserie, interessi, meschinità che essa dischiude.
Un grande autore, un grande spirito libero a favore ed ad onore dell'Italia, a cui continua porsi a servizio.
Giulio Fornasar:
Chiaro, agghiacciante, dotato di una autorevolezza necessaria: è dal guerriero, da un “sommo capo dei guerrieri” quale può essere uno dei più alti gradi militari del mondo moderno, che viene alzato il sasso che nascondeva il brulicare che ignoravamo. Lui lo sa e non ne è minimamente stupito e ci dice “non siate ipocriti nemmeno voi: davvero credete di poter fingere di non vedere quali siano i veri interessi in gioco?”. Parole che non ascolteremmo da un sincero pacifista, arrivano dal Generale.
Corriere della Sera, 4 Maggio 2012:
Della guerra si colgono in genere gli aspetti eroici o drammatici. Ma la guerra non è solo potenza: "è anche inganno sottile, nascosto, come a sua volta è l'inganno della politica che deve dettare le condizioni della guerra e fissarne gli scopi". "Perché siamo così ipocriti sulla guerra?" è la domanda posta dal generale di corpo d'armata Fabio Mini, nel suo ultimo libro, edito da Chiarelettere.
Tommaso Di Francesco, Il Manifesto - 15 maggio 2012:
Un lucido e attualissimo pamphlet "Perché siamo così ipocriti sulla guerra?" (ed. Chiarelettere) di cruda denuncia dello strumento della guerra, a partire dal suo impianto ingannevole ed "ipocrita"; scritto da un "tecnico" che più politico e più controcorrente non si può: il generale Fabio Mini, già comandante generale della Nato in Kosovo.
Articolo 21, 4 maggio 2012 :
"Ogni guerra si è procurata i pretesti sia facendo appello a motivi giusti e veri, sia fabbricandone di falsi. Dalla guerra di Troia alle «operazioni umanitarie» di oggi. Parola di un generale. Cinque risposte per spiegare il perché della guerra (la menzogna, gli affari, l’arte dell’ipocrisia, il gusto della guerra, l’ipocrisia della normalità). Due ore di lettura che lasciano il segno. Per fare piazza pulita di tanti luoghi comuni e comode giustificazioni."


















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