Non chiamarmi zingaro


Pino Petruzzelli presenta il libro
DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "Non chiamarmi zingaro"
(di Pino Petruzzelli)

Tutti ne hanno paura ma nessuno li conosce. Perseguitati e diversi da sempre. La parola ai rom. "La parola zingaro è diventata offensiva, per cui essi stessi e i loro amici evitano di pronunciarla. Una volta non lo era..."Dal prologo di Predrag Matvejevic'"Io fino a sei o sette anni fa nascondevo il fatto di essere rom. Poi sono arrivato a capire che sono come tutti e che il problema non è mio, ma di chi mi disprezza... Da allora ho realizzato che non mi devo più nascondere perché non ho niente di cui vergognarmi." Giovanni, frate rom

Se proprio non volete vederci come esseri umani allora guardateci come specchio: vi conoscerete meglio e senza nemmeno spendere un soldo. Bobby, fotografo rom

"Fa male vedere come trattate degli esseri umani che nella loro storia non hanno fatto del male a nessuno. Noi jenisch, rom, sinti, non siamo mai entrati in guerra." Mariella Mehr, scrittrice jenisch, vittima del programma dell'associazione svizzera Pro Juventute

"Morto all'età di ventun anni, Giuseppe Catter, il partigiano Tarzan, era uno zingaro. Ci furono altri sinti e rom che combatterono per restituire libertà al nostro Paese. Peccato che nessuno lo sappia." Francesco Biga, direttore dell'Istituto storico della Resistenza di Imperia

"Tutti hanno paura dei rom ma nessuno li conosce. Perseguitati e diversi da sempre, a loro la parola"

autore:
Pino Petruzzelli
prefazione di: Matvejević Predrag
collana: Reverse
dettagli: 256 pagine
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Non chiamarmi zingaro

"Tutti hanno paura dei rom ma nessuno li conosce. Perseguitati e diversi da sempre, a loro la parola"

autore:
Pino Petruzzelli
prefazione di: Matvejević Predrag
collana: Reverse
dettagli: 256 pagine
prezzo: 12.6 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Non chiamarmi zingaro"
(di Pino Petruzzelli)



"'La parola zingaro è diventata offensiva, per cui essi stessi e i loro amici evitano di pronunciarla. Una volta non lo era..." Dal prologo di Predrag Matvejevic
"Fa male vedere come trattate degli esseri umani che nella loro storia non hanno fatto del male a nessuno. Noi jenisch, rom, sinti, non siamo mai entrati in guerra." Mariella Mehr, scrittrice jenisch, vittima del programma dell'associazione svizzera Pro Juventute.
"Gli zingari possono insegnarci quanto poco importanti siano le frontiere." Günter Grass, premio Nobel per la letteratura
"Io fino a sei o sette anni fa nascondevo il fatto di essere rom. Poi sono arrivato a capire che sono come tutti e che il problema non è mio, ma di chi mi disprezza... Da allora ho realizzato che non mi devo più nascondere perché non ho niente di cui vergognarmi." Giovanni, prete rom.
"La gente vive per lavorare, io invece lavoro per campare. Quando diventi schiavo del lavoro hai finito di vivere... Ci sono persone che hanno miliardi e sono più selvatiche di un topo. Non riescono nemmeno più a sorridere." Mauso, pittore sinto.
"Morto all'età di ventun anni, Giuseppe Catter, il partigiano Tarzan, era uno zingaro. Ci furono altri sinti e rom che combatterono per restituire libertà al nostro Paese. Peccato che nessuno lo sappia." Francesco Biga, direttore dell'Istituto storico della Resistenza di Imperia.
"Non c'è nessuno che capisca il mio linguaggio. Quando dico bianco loro capiscono nero." Tossen Ramar, poeta rom bulgaro.




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Rain:
Non sapevo che voto dare a questo libro. Le storie di vita dei protagonisti del romanzo sono perle, scritte magistralmente. Ti fanno pensare che i rom, i nomadi, gli zingari (o come altro vogliamo chiamarli) siano tutti buoni, sofrtuanti, incompresi e che quel che abbiamo pensato fino ad ora, tutti preconcetti e le leggende su di loro, facciano parte solo di un mondo che ha paura del diverso. Però...però. E ' un libro dalla parte dei rom, che non può che raccontare del bene su di loro, delle storie rimantiche anche che caratterizzano alcuni personaggi...ma non c'è solo del buono però, c'è anche, come in tutte le culture, in tutte le storie, la parte "mno buona". Quel che cercavo (anche se darei un 5 al libro preso in sè) era qualcosa di più obiettivo, di più realistico, che mi aiutasse ad avere un quadro completo e non solo uno spaccato di quelle situazioni "non comprese" che abbiamo davanti e non capiamo. Rain

Renzo Stefani:
Per chi vive in un ambiente permeato da mentalità padano-leghista leggere un libro così è un soffio di speranza.Divorato in poche ore. Anche i rom sono umani, meno male... Renzo Stefani

Simone:
Diciamo subito che il libro-reportage di Pino Petruzzelli è splendido: scritto bene, interessante, scorrevole. Il valore aggiunto però risiede nella sua nobile funzione, quella di voler far conoscere a noi italiani (popolo purtroppo in parte bigotto, razzista e reticente verso il diverso, lo straniero) la realtà dei rom che vivono nel nostro Paese. Storie di un'umanità sorprendente si alternano a pagine di storia troppo spesso dimenticate. Sapevate ad esempio che i nazisti hanno sterminato più di 500mila zingari nei campi di concentramento, che i rom hanno lottato a fianco dei partigiani per la liberazione dell'Italia o che in Svizzera fino agli anni '70 i bambini rom venivano strappati con la forza ai propri genitori e affidati a famiglie occidentali, il tutto per estinguere la loro cultura nomade? Episodi vergognosi che Petruzzelli riporta alla luce con molto coraggio. Una lettura didattica ma avvincente come un romanzo. Consigliato soprattutto ai giovani.

Luca Caligara:
Viene voglia di conoscere ciascuno dei protagonisti delle storie di Petruzzelli. Grazie, mi è molto piaciuto.

Lino:
Non un libro sugli zingari. Piuttosto una raccolta di storie con protagonisti rom, sinti, ecc. spesso poveri, sfortunati, buoni. Non l'ho trovato molto informativo. Può darsi emotivo. Ho invece trovato molto di di ciò che cercavo in "I rom d'Europa" di Piasere. Lino

Stefano :
Un libro MERAVIGLIOSO. Petruzzelli ci fornisce la chiave per aprire la nostra mente e liberarci una volta per tutte di odiosi e fascistoidi pregiudizi.


un pretesto per leggerlo
Tratto da Non chiamarmi zingaro

Pino Petruzzelli

"Non c'è nessuno che capisca il mio linguaggio. Quando dico bianco loro capiscono nero." Tossen Ramar, poeta rom bulgaro.