DI COSA PARLA
Quarta di copertina del libro "Lotta civile" (di Antonella Mascali)
Dal dolore privato all'impegno nelle scuole, nelle carceri, nella pubblica amministrazione. Giorno per giorno. E' ciò che contraddistingue questo libro. Dodici storie esemplari, raccontate da chi le ha vissute sulla propria pelle. I familiari delle vittime che hanno trasformato la sofferenza in denuncia e in lavoro concreto nella società. Con il sostegno di Libera e delle Fondazioni dedicate a chi ha combattuto per ciò in cui credeva, fino a morirci. è essenziale ricordarli: Giuseppe Fava, Rocco Chinnici, Beppe Montana, Roberto Antiochia, Marcello Torre, Silvia Ruotolo, Libero Grassi, Vincenzo Grasso, Barbara Asta e i figli Giuseppe e Salvatore, Mauro Rostagno, Francesco Marcone, Renata Fonte... Le loro battaglie sono diventate le battaglie di figli, fratelli, mogli e mariti. Nando dalla Chiesa, nell'intervista che chiude il libro, afferma: "Bisogna cominciare a dire le cose che provocano reazioni ma che sono vere". Lo sta facendo chi ha subito perdite irrimediabili e oggi, in prima persona, diventa artefice di una vera e propria resistenza civile.
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"Dodici storie esemplari, raccontate da chi le ha vissute sulla propria pelle. I familiari delle vittime che hanno trasformato la sofferenza in denuncia."
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Lotta civile
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"Dodici storie esemplari, raccontate da chi le ha vissute sulla propria pelle. I familiari delle vittime che hanno trasformato la sofferenza in denuncia."
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Tag: Antonella Mascali, Barbara Asta, Beppe Montana, Francesco Marcone, Giuseppe Fava, Libero Grassi, Lotta civile, mafia, Marcello Torre, Mauro Rostagno, Renata Fonte, Roberto Antiochia, Rocco Chinnici, Silvia Ruotolo, Vincenzo Grasso
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PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Lotta civile" (di Antonella Mascali)
"Non abbassate mai la guardia! Non lasciatevi ingannare da quanti vogliono farvi credere che ci si possa sentire immuni dal cancro delle illegalità."
Lucia e Annamaria Torre, moglie e figlia del sindaco di Pagani Marcello Torre, ucciso nel 1980.
"Mi dicevano ma cu tu fa fari, volevano smontare il mio entusiasmo ma non ci sono riusciti. La mafia mi ha tolto la famiglia ma lantimafia me ne ha data per certi aspetti una più grande."
Margherita Asta, figlia di Barbara Asta, uccisa insieme ai figli nellattentato al giudice Carlo Palermo.
"A voi ragazzi dico: non lasciate soli i magistrati, le forze di polizia. Ciascuno di voi non deve essere chiamato a fare leroe, ma a essere un cittadino consapevole."
Antonello Ardituro, pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli.
"Letica libera la bellezza."
Don Tonino Palmese, referente di "Libera" in Campania Insieme a Geppino Fiorenza.
"È stato doloroso sentire colleghi di mio fratello, magari diventati questore o prefetto, che mi hanno detto: Glielo dicevo a Beppe che doveva stare più calmo. Gente come loro ha contribuito alluccisione di mio fratello."
Dario Montana, fratello del commissario Beppe Montana, ucciso a Palermo nel 1985.
"Se noi pensiamo che chi è stato ucciso è un eroe ci forniamo lalibi per non fare niente."
Giovanni Chinnici, figlio del giudice Rocco Chinnici, ucciso a Palermo nel 1983.
"Chi ha sparato a mia moglie lha fatto come se fosse una cosa normale... Dobbiamo intervenire sui ragazzi, fare in modo che non dicano più a me nun me ne fotte niente."
Lorenzo Clemente, marito di Silvia Ruotolo, uccisa a Napoli nel 1997.
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