L'innocenza di Giulio


Giulio Cavalli presenta il libro
DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "L'innocenza di Giulio"
(di Giulio Cavalli)

"PARLARE DI ASSOLUZIONE, ANCHE A FRONTE DELLE GRAVISSIME RESPONSABILITÀ PROVATE FINO AL 1980, NON È SOLO UNO STRAFALCIONE TECNICO. SIGNIFICA LEGITTIMARE (PER IL PASSATO, MA PURE PER IL PRESENTE E IL FUTURO) UNA POLITICA CHE CONTEMPLA ANCHE RAPPORTI ORGANICI CON IL MALAFFARE, PERSINO MAFIOSO."
Dalla prefazione di Gian Carlo Caselli

LEGITTIMARE L'ILLEGALITÀ è la sfida della politica italiana. La vicenda Andreotti è il simbolo di una storia che parte da lontano, sale su fino agli albori della Repubblica e scivola fino a oggi, alle leggi fatte apposta per fermare i processi e alla PRESCRIZIONE dei reati.
Prescritto è diventato sinonimo di innocente, anche di più, come dice nella prefazione Gian Carlo Caselli: "La stragrande maggioranza dei cittadini italiani è convinta che Andreotti sia vittima di una persecuzione che lo ha costretto a un doloroso calvario per l'accanimento giustizialista di un manipolo di manigoldi". Ma la realtà è ben diversa. Giulio Cavalli se ne assume il carico tirando le fila del processo Andreotti con questo libro che mette la verità davanti alla giustizia, perché la verità non va mai in prescrizione. In gioco, oggi, c'è la dignità di un paese e delle sue tante, troppe, innocenze di Giulio.

Giulio Cavalli, scrittore e autore teatrale, con i suoi spettacoli e i suoi interventi è in prima linea contro la criminalità organizzata e il malaffare nella politica. Nel corso degli anni ha subito intimidazioni e minacce, oggi vive sotto scorta. Nell'aprile 2010 è stato eletto consigliere regionale in Lombardia.

"Andreotti e la mafia"

autore:
Giulio Cavalli
prefazione di: Gian Carlo Caselli
collana: Reverse
dettagli: 176 pagine
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L'innocenza di Giulio

"Andreotti e la mafia"

autore:
Giulio Cavalli
prefazione di: Gian Carlo Caselli
collana: Reverse
dettagli: 176 pagine
prezzo: 11,00 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "L'innocenza di Giulio"
(di Giulio Cavalli)



"La Corte ritiene che questi fatti non possano interpretarsi come una semplice manifestazione di un comportamento solo moralmente scorretto e di una vicinanza penalmente irrilevante, ma indicano una vera e propria partecipazione all'associazione mafiosa apprezzabilmente protrattasi nel tempo."
Dalla sentenza Andreotti, confermata in Cassazione nel 2004.
"Le mie dimissioni sono dettate esclusivamente da quello che a me sembra un dovere di coscienza: penso che, se la coscienza lo esige, si debba dire di no."
Estratto dalla lettera dell'economista Paolo Sylos Labini a Giulio Andreotti. Con queste parole Sylos Labini, membro del comitato tecnico-scientifico del ministero del Bilancio, si oppone alla nomina di Salvo Lima come sottosegretario al Bilancio, 1974.
"Se per mafia si intende il senso dell'onore portato fino all'esagerazione, l'insofferenza contro ogni prepotenza e sopraffazione, la generosità che fronteggia il forte ma indulge al debole, la fedeltà alle amicizie, più forte di tutto, anche della morte... allora mafioso mi dichiaro e sono lieto di esserlo."
Il ministro Vittorio Emanuele Orlando sdogana la mafia, 1925.
"Voglio conoscere Giulio Andreotti per riconoscere i nuovi Andreotti."
Perché venne ucciso Giorgio Ambrosoli?
' Questo è difficile, non voglio sostituirmi alla polizia o ai giudici, certo è una persona che in termini romaneschi se l'andava cercando.
Giovanni Minoli intervista Giulio Andreotti, settembre 2010.
"Andreotti dava lavoro, Caselli no!"
Scritta sull'autostrada Palermo-Catania, 1995.
"I fatti che la Corte ha ritenuto provati in relazione al periodo precedente la primavera del 1980 dicono che il senatore Andreotti ha avuto piena consapevolezza che i suoi sodali siciliani intrattenevano amichevoli rapporti con alcuni boss mafiosi; ha quindi coltivato, a sua volta, amichevoli relazioni con gli stessi boss."




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Cesare Dei:
Interessante lavoro di ricostruzione storica delle fasi cruciali della vita di Andreotti, l'uomo che è stato il centro di potere politico per 50 anni in questo Paese. Era importante riportare alla luce la verità storica di queste vicende ormai seppellite da cumuli di immondizia mediatica. L'autore a mio avviso doveva forse soffermarsi meglio su alcuni punti che rimangono un po' vaghi (es il capitolo degli incontri con i mafiosi) ma nel complesso è un libro che si legge d'un fiato.

andrea piunti:
Un documento per la storia, "che tutti i ciechi possano vedere e tutti i sordi udire" LA VERGOGNA DEL GIULIO (GIUDA)

Francesco Toldo:
Per chi vuole comprendere il complesso sistema di potere (anche criminale) che ha retto l'Italia per tanti anni, non può perdersi questo libro. La figura più rappresentativa di tale potere, raccontata tramite i documenti del "processo del secolo", ci deve far pensare su chi, per troppo tempo, abbiamo fatto affidamento per il governo del Paese.

Gianni Segatta:
Interessante, ma in un paese dove tutto è lecito, anche la verità ha un impatto buonista sulla coscienza dei cittadini.

paola:
Un gran libro. Scritto bene e documentato. Ne avevamo bisogno.

Davide Bianchi:
Premetto: son da sempre un estimatore di Giulio Andreotti. E nell'attuale classe politica non vedo nessuno con le sue capacità nè col suo carisma. Tanto premesso, dico solo: ben venga questo libro, se serve a farci sapere cose sul Divo Giulio che ancora non si sanno (o non hanno voluto farci sapere??).

Elena Rosselli, Il Fatto quotidiano - 22 marzo 2012:
Un libro contro “l’innocenza di un Paese che si ostina a dimenticare il passato”. Un libro per “interessarsi al presente”.

Paperback.it:
L’innocenza di Giulio è un libro estremamente interessante che racconta una vicenda fondamentale della nostra storia politica perché, sostiene l’autore, «in gioco c’è la dignità di un paese e delle sue, tante, troppe, innocenze di Giulio».

Gian Carlo Caselli:
"L’intelligente ironia di Giulio Cavalli ci offre non solo preziosi elementi di conoscenza di una verità dolosamente nascosta. È anche un antidoto potente contro una patologia che affligge pesantemente il nostro paese: la perdita di memoria che sconfina nell’amnesia, l’irresponsabile sottovalutazione del pericolo che si corre quando si occulta il passato. In sostanza, una mancanza continuativa di coscienza etica, fino all’eclissi della questione morale."


un pretesto per leggerlo
Tratto da L'innocenza di Giulio

Giulio Cavalli

"I fatti che la Corte ha ritenuto provati in relazione al periodo precedente la primavera del 1980 dicono che il senatore Andreotti ha avuto piena consapevolezza che i suoi sodali siciliani intrattenevano amichevoli rapporti con alcuni boss mafiosi; ha quindi coltivato, a sua volta, amichevoli relazioni con gli stessi boss."