La questione immorale


Bruno Tinti presenta il libro
DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "La questione immorale"
(di Bruno Tinti)

Il problema più urgente: riformare la giustizia. Separazione delle carriere, non obbligatorietà dell'azione penale, responsabilità civile dei magistrati, blocco delle intercettazioni telefoniche. Più che l'efficienza della giustizia ai politici sembra stare a cuore il controllo dei magistrati e la garanzia dell'impunità.

Questo libro spiega il come e il perchè. Basta togliere l'iniziativa al pm e metterlo alle dipendenze del potere politico. O gli si può togliere il controllo della polizia giudiziaria. O limitare le intercettazioni. Mentre polizia, servizi e quindi il governo per motivi di sicurezza possono intercettare migliaia di cittadini. Un enorme archivio segreto. E nessuno dice niente.

In realtà molto si potrebbe fare per rendere più efficiente la giustizia. Subito. Tinti lo dimostra. E tutti lo sanno. Ma una giustizia che funzioni veramente fa troppa paura.

"Il problema più urgente: riformare la giustizia. Ma ai politici sembra stare a cuore solo il controllo dei magistrati e la garanzia dell'impunità."

autore:
Bruno Tinti
collana: Reverse
dettagli: 224 pagine
condividi
stampa dettagli
Acquista su IBS

La questione immorale

"Il problema più urgente: riformare la giustizia. Ma ai politici sembra stare a cuore solo il controllo dei magistrati e la garanzia dell'impunità."

autore:
Bruno Tinti
collana: Reverse
dettagli: 224 pagine
prezzo: 13.6 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "La questione immorale"
(di Bruno Tinti)



"Con le leggi ad personam, la classe politica e i suoi amici hanno di fatto conseguito l'impunità. Solo che c'è un problema: queste leggi adesso valgono per tutti."
"Forse, se i cittadini sapessero cosa significa davvero la separazione delle carriere avrebbero un quadro più chiaro di come la classe politica interpreta l'articolo 3 della Costituzione, quello che dice che tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge."
"In udienza ci deve andare il PM che ha condotto le indagini. Una banalità... Beh, sappiate che non c'è Tribunale in Italia in cui ciò avvenga. In udienza ci va il PM che capita."
"L'autonomia dei Giudici costituisce una garanzia per i cittadini. Non per i Giudici, per i cittadini."
"Quando ho finito di prendermela con le leggi, mi sono accorto che dovevo prendermela con me stesso, e con tutti quelli come me."
"Quando i politici dicono che vogliono regolamentare le intercettazioni perché è necessario tutelare la privacy, non si riferiscono ai cittadini, ma a loro, alla privacy di un paio di migliaia di persone..."




Le vostre recensioni 10 recensioni
5 stelle
 
 (8)
4 stelle
 
 (2)
3 stelle
 (0)
2 stelle
 (0)
1 stella
 (0)

FAI LA TUA RECENSIONE

Vota e scrivi la recensione





Numero di caratteri disponibili: 500
 Privacy: ho preso visione della nota informativa.

Informativa art. 13 D.lgs. 196/2003 Desideriamo informarla che il D.lgs. n. 196/2003 prevede la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali. Secondo la normativa indicata, tale trattamento sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della Sua riservatezza e dei Suoi diritti. Ai sensi dell'art. 13 del D.lgs. n.196/2003, Le forniamo, quindi, le seguenti informazioni:
- I dati da Lei forniti verranno trattati esclusivamente per finalità concernenti l'attività informativa del blog
- Il conferimento dei dati è facoltativo e l'eventuale rifiuto a fornire tali dati non ha alcuna conseguenza.
- I dati da Lei forniti non saranno oggetto di diffusione.
- Il soggetto Chiarelettere, in qualità di responsabile del Blog è l’unico soggetto che può aver accesso ai dati personali da Lei indicati.
- Lei ha diritto di ottenere la conferma dell'esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile.

- Lei ha diritto di ottenere l'indicazione:
a) dell'origine dei dati personali;
b) delle finalita' e modalita' del trattamento;
c) della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l'ausilio di strumenti elettronici;
d) degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante designato ai sensi dell'articolo 5, comma 2;
e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualita' di rappresentante designato nel territorio dello Stato, di responsabili o incaricati.

- Lei ha diritto di ottenere:
a) l'aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse, l'integrazione dei dati;
b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non e' necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati;
c) l'attestazione che le operazioni di cui alle lettere a) e b) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato.

- Lei ha diritto di opporsi, in tutto o in parte:
a) per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano, ancorche' pertinenti allo scopo della raccolta;
b) al trattamento di dati personali che lo riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.

- I diritti suindicati sono esercitati con richiesta rivolta senza formalita' al titolare o al responsabile del Portale Chiarelettere, in persona del legale rappresentante pro tempore, anche per il tramite di un incaricato, alla quale e' fornito idoneo riscontro senza ritardo.
- Il soggetto responsabile del Trattamento dei Dati personali è Chiarelettere, in persona del legale rappresentante pro tempore, con Via Melzi d'Eril 44 - 20154 Milano e.mail: info@chiarelettere.it


Federico D.:
Ottimo libro, ben scritto, fluido e anche simpatico. Essendo un assiduo lettore delle pubblicazioni di Chiarelettere, non potevo non comprarlo. Come Travaglio in alcuni suoi libri, l'autore Bruno Tinti mette in chiaro la continua (quasi persecutoria) delegittimazione del potere giudiziario a causa di una politica decisamente corrotta e collusa da decenni. Pur essendo diventata anch'essa una casta, la magistratura viene comunque di continuo svuotata ed impedita. Libro che consiglio vivamente!

Alessandro Scaggion:
Un fulgido esempio di chiarezza, rigore morale e rispetto delle istituzioni di cui l'autore ha fatto parte per anni. Il lobro presenta una possibile linea da adottare per rendere il sistema giudiziario italiano degno della nostra costituzione con una chiarezza di contenuti estrema. Esempio chiarificatre ne è il secondo capitolo dove con il più classico esempio com'èstato-come sarebbe-come dovrebbe essere l'autore spiega i problemi del nostro processo penale. Adatto a chiunque. Illuminante

Stefano Facci:
Degno seguito di Toghe Rotte. Tinti si conferma maestro di "esemplificazione" giudiziaria. Inutile dire che è un libro che tutti farebbero bene a leggere.

Gi:
Questo libro spiega accuratamente il nostro sistema giudiziario, mettendolo a confronto anche con quello degli altri paesi, e ci fa capire il motivo della sua inefficienza e i modi per renderlo migliore. Prendetelo, vi farà capire molti comportamenti scorretti della politica.

Fabio P.:
Davvero un ottimo libro. Me lo aspettavo del resto, visto l'autore. Tinti possiede, oltre naturalmente alla grandissima competenza acquisita in anni di carriera, uno stile di scrittura e narrazione invidiabile. Personalmente trovo i suoi testi (parlo in generale di questo libro, del precedente "Toghe rotte" e del suo blog) molto scorrevoli e trascinanti. Una pagina tira l'altra e poi i capitoletti piccoli invogliano a leggerne ancora uno. Vengo al sodo e tralascio i complimenti per lo stile. Questo libro (letto in due giorni!) riesce nella difficile impresa di essere più interessante di "Toghe rotte". E' la perfetta continuazione, è complementare. Molto istruttivi i capitoli dedicati alle riforme facili e veloci che si potrebbero attuare per rendere la Giustizia più veloce ed efficiente. Interessanti anche i due capitoli dove parla di un processo svoltosi negli anni '80 e di come si sarebbe svolto (anzi, non svolto) oggi, per via delle leggi mutate. A tutto vantaggio dei delinquenti, naturalmente. Che dire di più? Leggetelo e non ve ne pentirete!

Pietro Valeri:
Ottimo libro, complimenti. Decisamente superiore al precente (Toghe rotte) per completezza delle argomentazioni e per i puntuali e utili riferimenti legislativi. Si apprezza lo sforzo (riuscito) di farsi capire anche ai non addetti ai lavori. Critica ben riuscita alle nuove proposte in cantiere (sulle intercettazioni, sulla separazione delle carriere, etc. etc.) Da leggere e far leggere.

Perluigi Calvanese:
Di questo libro posso solo dire che l'ho letto con piacere sia per il contenuto che per la forma, è molto chiaro nell'esposizione delle tesi sostenute con esempi calzanti e divertenti. Sento di poter dire che lo classificherei tra i libri fondamentali per farsi un opinione sull'Italia di ieri, di oggi e di domani. Grazie Bruno

Paraguay:
Siamo convinti di essere un paese libero? Io credo di no! Da inserire nei programmi scolastici.

Paraguay:
Questo libro, insieme ai moltissimi che trattano del nostro (inteso come italico) malcostume, non fa altro che ribadire che siamo ormai dentro fino al collo al "NUOVO VENTENNIO"!!!! Preoccupiamoci tutti!

Giacomo Di Girolamo:
Tinti ormai ha lasciato la magistratura. Purtroppo, senza riuscire a cambiarla, anzi, assistendo ogni giorno al suo sfacelo. Non gli manca il coraggio però, all'ex magistrato. Ed ecco dunque il seguito (piacevole nella lettura, non certo nei contenuti) di "Toghe rotte", caso editoriale di un paio di anni fa che faceva una casistica della pazza giustizia italiana. Qui Tinti passa invece all'analisi del sistema, alle possibili cure, agli interventi da fare e da non fare. Tinti parla della giustizia come è e come dovrebbe essere; del ruolo e dell'importanza delle leggi per tutelare tutti, soprattutto la gente comune. Da leggere a scuola (Ma non lo faranno).


un pretesto per leggerlo
Tratto da La questione immorale

Bruno Tinti

"Quando i politici dicono che vogliono regolamentare le intercettazioni perché è necessario tutelare la privacy, non si riferiscono ai cittadini, ma a loro, alla privacy di un paio di migliaia di persone..."