Alessandro Scaggion:
Un fulgido esempio di chiarezza, rigore morale e rispetto delle istituzioni di cui l'autore ha fatto parte per anni. Il lobro presenta una possibile linea da adottare per rendere il sistema giudiziario italiano degno della nostra costituzione con una chiarezza di contenuti estrema. Esempio chiarificatre ne è il secondo capitolo dove con il più classico esempio com'èstato-come sarebbe-come dovrebbe essere l'autore spiega i problemi del nostro processo penale. Adatto a chiunque. Illuminante
Stefano Facci:
Degno seguito di Toghe Rotte. Tinti si conferma maestro di "esemplificazione" giudiziaria. Inutile dire che è un libro che tutti farebbero bene a leggere.
Gi:
Questo libro spiega accuratamente il nostro sistema giudiziario, mettendolo a confronto anche con quello degli altri paesi, e ci fa capire il motivo della sua inefficienza e i modi per renderlo migliore. Prendetelo, vi farà capire molti comportamenti scorretti della politica.
Fabio P.:
Davvero un ottimo libro. Me lo aspettavo del resto, visto l'autore. Tinti possiede, oltre naturalmente alla grandissima competenza acquisita in anni di carriera, uno stile di scrittura e narrazione invidiabile. Personalmente trovo i suoi testi (parlo in generale di questo libro, del precedente "Toghe rotte" e del suo blog) molto scorrevoli e trascinanti. Una pagina tira l'altra e poi i capitoletti piccoli invogliano a leggerne ancora uno. Vengo al sodo e tralascio i complimenti per lo stile. Questo libro (letto in due giorni!) riesce nella difficile impresa di essere più interessante di "Toghe rotte". E' la perfetta continuazione, è complementare. Molto istruttivi i capitoli dedicati alle riforme facili e veloci che si potrebbero attuare per rendere la Giustizia più veloce ed efficiente. Interessanti anche i due capitoli dove parla di un processo svoltosi negli anni '80 e di come si sarebbe svolto (anzi, non svolto) oggi, per via delle leggi mutate. A tutto vantaggio dei delinquenti, naturalmente. Che dire di più? Leggetelo e non ve ne pentirete!
Pietro Valeri:
Ottimo libro, complimenti. Decisamente superiore al precente (Toghe rotte) per completezza delle argomentazioni e per i puntuali e utili riferimenti legislativi. Si apprezza lo sforzo (riuscito) di farsi capire anche ai non addetti ai lavori. Critica ben riuscita alle nuove proposte in cantiere (sulle intercettazioni, sulla separazione delle carriere, etc. etc.) Da leggere e far leggere.
Perluigi Calvanese:
Di questo libro posso solo dire che l'ho letto con piacere sia per il contenuto che per la forma, è molto chiaro nell'esposizione delle tesi sostenute con esempi calzanti e divertenti. Sento di poter dire che lo classificherei tra i libri fondamentali per farsi un opinione sull'Italia di ieri, di oggi e di domani. Grazie Bruno
Paraguay:
Siamo convinti di essere un paese libero? Io credo di no! Da inserire nei programmi scolastici.
Paraguay:
Questo libro, insieme ai moltissimi che trattano del nostro (inteso come italico) malcostume, non fa altro che ribadire che siamo ormai dentro fino al collo al "NUOVO VENTENNIO"!!!! Preoccupiamoci tutti!
Giacomo Di Girolamo:
Tinti ormai ha lasciato la magistratura. Purtroppo, senza riuscire a cambiarla, anzi, assistendo ogni giorno al suo sfacelo. Non gli manca il coraggio però, all'ex magistrato. Ed ecco dunque il seguito (piacevole nella lettura, non certo nei contenuti) di "Toghe rotte", caso editoriale di un paio di anni fa che faceva una casistica della pazza giustizia italiana. Qui Tinti passa invece all'analisi del sistema, alle possibili cure, agli interventi da fare e da non fare. Tinti parla della giustizia come è e come dovrebbe essere; del ruolo e dell'importanza delle leggi per tutelare tutti, soprattutto la gente comune. Da leggere a scuola (Ma non lo faranno).


















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