Il Paese della vergogna

DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "Il Paese della vergogna"
(di Daniele Biacchessi)

"Ci manca solo che le stragi di Marzabotto e di Sant'Anna di Stazzema siano rievvocate come delle liete scampagnate delle Ss." Giorgio Bocca

Daniele Biacchessi, giornalista di Radio24, racconta le grandi stragi che hanno insanguinato l'Italia dal 1944 al 1993, dal punto di vista degli esiti giudiziari. Trovati i colpevoli? A che punto sono le indagini? Sant'Anna di Stazzema, Marzabotto, Portella della Ginestra, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, treno Italicus, stazione di Bologna... Le stragi impunite dalla parte delle vittime. L'Italia delle verità negate.

Il paese della vergogna contiene flash, racconta circostanze, dà volti a nomi e personaggi, ne colora i contorni, li mette insieme, infonde e intreccia emozioni, ma soprattutto sollecita la coscienza civile, quella che parla di altri ma che si riferisce proprio a noi stessi. Ci sveglia da una letargia pericolosa e profonda, ci scuote e ci invita a meditare.

Un libro sulla cronaca nera e giudiziaria, ma soprattutto una testimonianza appassionata scritta dalla parte delle vittime, dei familiari delle vittime e di chi ancora aspetta che sia fatta giustizia.

"Le grandi stragi che hanno insanguinato l'Italia dal 1944 al 1993"

autore:
Daniele Biacchessi
collana: Reverse
condividi
stampa dettagli
Acquista su IBS

Il Paese della vergogna

"Le grandi stragi che hanno insanguinato l'Italia dal 1944 al 1993"

autore:
Daniele Biacchessi
collana: Reverse
prezzo: 9.5 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Il Paese della vergogna"
(di Daniele Biacchessi)



"“La giustizia e la storia non possono mai cedere il passo a niente e nessuno, mentre ancora i superstiti delle stragi, i parenti delle vittime, io mi auguro tutto il popolo italiano, attendono che le più alte cariche dello Stato... chiedano perdono in nome della nazione che rappresentano.”" Dalla Prefazione di Franco Giustolisi
"“La notizia dell’omicidio di via Mancinelli fa in breve tempo il giro di Milano. Via Mancinelli è come un fiume in piena. La strada è invasa da persone, non si distingue più il selciato. La metropolitana è come un’enorme arca che porta gente dai quartieri più periferici della città... Ragazzi e ragazze entrano dappertutto, e gridano, e urlano a gran voce: Hanno ucciso Fausto e Iaio, hanno ammazzato due come noi.”"
Com'’era avere vent’anni. "“Sergio Ramelli è un giovane militante del Fronte della Gioventù... Viene aggredito da alcuni giovani di Avanguardia operaia... Tenta di difendersi... Urla forte ma viene colpito più volte e lasciato a terra esanime. Lo soccorrono alcuni passanti... Muore il 29 aprile 1975.”"
"“Degli assassini, delle loro pistole, di ciò che sarà detto negli anni davanti a giudici e magistrati, dei particolari inesatti, delle troppe contraddizioni, restano tracce indelebili... Quelle che solo a leggerle attentamente sarebbero la base accusatoria di un processo mai svolto, di una giustizia mai ottenuta.”"




Le vostre recensioni 4 recensioni
5 stelle
 
 (2)
4 stelle
 
 (1)
3 stelle
 (0)
2 stelle
 
 (1)
1 stella
 (0)

FAI LA TUA RECENSIONE

Vota e scrivi la recensione





Numero di caratteri disponibili: 500
 Privacy: ho preso visione della nota informativa.

Informativa art. 13 D.lgs. 196/2003 Desideriamo informarla che il D.lgs. n. 196/2003 prevede la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali. Secondo la normativa indicata, tale trattamento sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della Sua riservatezza e dei Suoi diritti. Ai sensi dell'art. 13 del D.lgs. n.196/2003, Le forniamo, quindi, le seguenti informazioni:
- I dati da Lei forniti verranno trattati esclusivamente per finalità concernenti l'attività informativa del blog
- Il conferimento dei dati è facoltativo e l'eventuale rifiuto a fornire tali dati non ha alcuna conseguenza.
- I dati da Lei forniti non saranno oggetto di diffusione.
- Il soggetto Chiarelettere, in qualità di responsabile del Blog è l’unico soggetto che può aver accesso ai dati personali da Lei indicati.
- Lei ha diritto di ottenere la conferma dell'esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile.

- Lei ha diritto di ottenere l'indicazione:
a) dell'origine dei dati personali;
b) delle finalita' e modalita' del trattamento;
c) della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l'ausilio di strumenti elettronici;
d) degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante designato ai sensi dell'articolo 5, comma 2;
e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualita' di rappresentante designato nel territorio dello Stato, di responsabili o incaricati.

- Lei ha diritto di ottenere:
a) l'aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse, l'integrazione dei dati;
b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non e' necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati;
c) l'attestazione che le operazioni di cui alle lettere a) e b) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato.

- Lei ha diritto di opporsi, in tutto o in parte:
a) per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano, ancorche' pertinenti allo scopo della raccolta;
b) al trattamento di dati personali che lo riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.

- I diritti suindicati sono esercitati con richiesta rivolta senza formalita' al titolare o al responsabile del Portale Chiarelettere, in persona del legale rappresentante pro tempore, anche per il tramite di un incaricato, alla quale e' fornito idoneo riscontro senza ritardo.
- Il soggetto responsabile del Trattamento dei Dati personali è Chiarelettere, in persona del legale rappresentante pro tempore, con Via Melzi d'Eril 44 - 20154 Milano e.mail: info@chiarelettere.it


Gianmarco :
Libro breve ma efficace che tiene vivo il ricordo di persone morte per ideali o più semplicemente per essersi trovate nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Interessante anche perché l'autore ci narra le vicende di persone ai più sconosciute, la cui scomparsa non viene certo ricordata annualmente dai nostri imparziali (???) mezzi di comunicazione.

Daniele Biacchessi:
Caro Sarri, apprezzo i suoi consigli. Ma "Il paese della vergogna" non é un libro d'inchiesta. Raccoglie i testi degli spettacoli di teatro civile (oltre 500) che racconto sui palchi italiani. E dimostra che in Italia si parla molto di queste ma non ha la capacità di indignarsi davanti alla giustizia negata, al revisionismo sulle verità accertate dalla storia.

Giuseppe Sarri :
Nulla da dire sull'impegno civile di Biacchessi. Però, (ma questa è una mia opinione personale che vale quel vale), fossi in lui eviterei di pubblicare libri a gettito continuo su plurimi argomenti e mi concentrerei nell'approfondire al meglio qualche singola vicenda. Questo perchè accanto a libri davvero ottimi (penso ad esempio a Vie di Fuga o al libro su Tobagi) ce ne sono alcuni che francamente trattano le vicende dei cosiddetti Misteri d'Italia in modo troppo sbrigativo e non molto approfondito. E francamente mi pare che questo libro faccia parte di questo secondo caso.

retedigreen :
Non gli servono effetti speciali. Bastano la sua voce e la volonterosa musica di un paio di amici. Perché è la storia d’Italia, quella più fosca, più scomoda, più vergognosa, ad accapponare la pelle del pubblico. Daniele Biacchessi gira le piazze come un antico cantastorie a svegliare le coscienze dei cittadini. Nel suo repertorio ha Marzabotto, piazza Fontana, il treno Italicus; Peppino Impastato e Giorgio Ambrosoli; le stragi di mafia, l’assassinio di Falcone e Borsellino; le vittime dell’odio rosso-nero negli anni di piombo, quando ci si sparava in strada per niente. Insomma, non il delittaccio che suscita brividi morbosi tra uno spot e l’altro. Bensì le stragi dimenticate per insipienza o, ancora più grave, per interressi e depistaggi. Nel volumetto Il Paese della vergogna (esce da ChiareLettere) sono raccolti i testi più eloquenti di questo giornalista-scrittore che si muove nello stesso solco di Ascanio Celestini o Marco Paolini, o prima ancora Dario Fo o Giorgio Gaber. È un vessillifero del «teatro civile», una forma di «spettacolo» che non vuole arrendersi alla superficialità della civiltà televisiva. E ci riesce. Perché c’è un’Italia che s’accalca nelle piazze ad ascoltarlo, che rimanda la partenza delle ferie per andare il 2 agosto a Bologna, che crede ancora, in silenzio, che percepirsi cittadini di una moderna democrazia non possa ridursi al problema di pagare meno tasse o lanciare pietre nelle vetrine per protestare contro Bush. «Sento una partecipazione fortissima intorno a me - dice Biacchessi -, le mani che mi stringono, che mi accarezzano in segno di ringraziamento. Se leggo i miei spettacoli nella sala d’attesa della stazione di Bologna, con i familiari delle vittime, o tra i superstiti della strage nazista di Sant’Anna di Stazzema, la commozione è naturale. La cornice aiuta. Ma lo stesso accade nelle piazze di provincia, nei paesini e nelle scuole. Quando racconto agli studenti le stragi impunite del nostro Paese percepisco una commozione fortissima. Mista a uno stupore indignato>>


un pretesto per leggerlo
Tratto da Il Paese della vergogna

Daniele Biacchessi

"“Degli assassini, delle loro pistole, di ciò che sarà detto negli anni davanti a giudici e magistrati, dei particolari inesatti, delle troppe contraddizioni, restano tracce indelebili... Quelle che solo a leggerle attentamente sarebbero la base accusatoria di un processo mai svolto, di una giustizia mai ottenuta.”"