Il gioco grande del potere


Sandra Bonsanti presenta il libro
DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "Il gioco grande del potere"
(di Sandra Bonsanti)

“Ho il dovere di sperare, non voglio la responsabilità del cinismo.”
Francesco Rosi

“Nell’esercizio di memoria che Sandra Bonsanti ci propone sono ripercorse le tappe principali della storia nichilista e criminale del rapporto potere-denaro svoltosi negli ultimi decenni e nascosto sotto il manto della democrazia. Se la politica non si rianima e se i suoi protagonisti -- partiti, forze culturali e sociali -- restano inerti, la partita è persa. Ma, si dirà, dove trovare le ragioni della riscossa democratica? La risposta è chiara: nella Costituzione.”
Dalla postfazione di Gustavo Zagrebelsky


La testimonianza di una giornalista che ha combattuto il perverso intreccio di potere e di interessi che ha insidiato la democrazia dagli anni Settanta a oggi. Intreccio che, come dimostra l’autrice raccontando i protagonisti di quel tempo e gli episodi vissuti direttamente, ha fatto perdere la visione d’insieme della società come idea di “bene comune”. “Eppure c’è chi, anche in buona fede, è convinto che sia meglio non sapere come sono andate le cose... Costoro chiedono semplicemente di partecipare al ‘gioco’, il ‘gioco grande del potere’, per dirla con le parole di Giovanni Falcone.”


Sandra Bonsanti ha lavorato a “Il Mondo”,“Epoca”,“Panorama”, “La Stampa”,“la Repubblica” e ha diretto “Il Tirreno”. Dal 2003 è presidente di Libertà e Giustizia, associazione nata per contribuire a un rinnovamento della politica italiana.

"Da Gelli al caso Moro, da Gladio alle stragi di mafia. I misteri della Repubblica nel racconto della giornalista che li visse in prima persona"

autore:
Sandra Bonsanti
collana: Reverse
dettagli: 256 pagine
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Il gioco grande del potere

"Da Gelli al caso Moro, da Gladio alle stragi di mafia. I misteri della Repubblica nel racconto della giornalista che li visse in prima persona"

autore:
Sandra Bonsanti
collana: Reverse
dettagli: 256 pagine
prezzo: 12,90 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Il gioco grande del potere"
(di Sandra Bonsanti)



“Non vorrei che verso la buona e cara amica Bonsanti si levasse un coro di ‘scema, scema...’. Questo non potrei approvare!”
Così Francesco Cossiga commenta alle agenzie di stampa un articolo di Sandra Bonsanti.
“Vi sono state nel nostro paese troppe prove perché ogniqualvolta si scopre un segreto, come è accaduto nella rivelazione dell’operazione Gladio, non si sospetti che esso sia servito a rendere possibile la perpetuazione di un mistero.”
Norberto Bobbio.
“(Due giorni prima di morire mio padre) mi confermò che la sua nomina a direttore generale degli Istituti di prevenzione e pena era certa e che lo era quasi altrettanto l’esecuzione della sentenza di morte da parte delle Br... Con toni molto pacati e tranquilli mi chiarì che ‘in guerra un generale non può rifiutare di andare in un posto dove si muore...’”
Testimonianza di Mauro Minervini, figlio del giudice Girolamo Minervini, ucciso dalle Br il 18 marzo 1980.
“Al Viminale c’erano allora e forse ci sono ancora oggi armadi che non possono essere spalancati: se qualcuno lo facesse ci sarebbe da riscrivere tutta la storia d’Italia.”
“Ci sono personaggi che oggi hanno i capelli bianchi. Quando li incontro per strada mi salutano e io ricambio. Sanno che li ho sempre ‘combattuti’. Ma è come se il loro sguardo volesse dirmi: ‘Vedi, siamo ancora qui, nulla è successo...’.”
“Le infamie hanno un limite! Lei dovrà fare i conti con la sua coscienza.”
Lettera privata di Michele Sindona a Sandra Bonsanti, all’epoca cronista di punta de “la Repubblica”, primavera 1985.
“Lei, signor Gelli, è fuggito. Perché?”
“Avevo creato un’oasi di pace e tranquillità, per i migliori.”
Dalla prima intervista di Sandra Bonsanti a Licio Gelli dopo il suo rientro in Italia, “la Repubblica”, aprile 1988.
“Ma a te che te se deve fare, te se deve spara’?”
“Non sarebbe la prima volta che cercate di risolvere così i vostri problemi.”
Franco Evangelisti, braccio destro di Andreotti, a Sandra Bonsanti.




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Silvana Libera:
Ottimo libro, scritto con intelligenza e semplicità aiuta a chiarire il passato e a leggere meglio il presente. Grazie.

Paolo Licheri:
Un buon libro.Ben fatto molto ricco di particolari. Un'indagine accurata dell'autrice che ha ricostruito un periodo oscuro legando i fatti raccontati in maniera fluida. Un libro che apre nuovi scenari. Consigliato.

Carla Giulia:
Quante domande mi sono posta in tutti questi anni e che rabbia il non trovare/ ricevere risposte soddisfacenti per questo ringrazio Sandra Bonsanti (oltre per la sua tenacia e il suo continuo sperare) Quello che ci racconta (in gran parte da me conosciuto) non è piacevole, ma conforta la chiarezza il sapere il sapere di aver capito grazie ancora

antonella tutarini:
ho letto il libro, mi ha aiutata a capire tante cose, grazie infinite all'autrice

Giuseppe:
Fare gli struzzi non serve a nulla. Occorre lottare, nel nome della Costituzione. Ma prima occorre sapere. Educativo.

Carlo:
La politica, le istituzioni non danno risposte alla gente. Bisogna alzare la voce, non nascondersi. Altrimenti lo Stato muore. Una bellissima orazione civile.

Sandro:
Quarantanni di storia italiana, visti attraverso la penna al vetriolo di Sandra Bonsanti. La battaglia per la democrazia è perduta? No, perchè la democrazia la costruiscono gli uomini. E bisogna lottare.


un pretesto per leggerlo
Tratto da Il gioco grande del potere

Sandra Bonsanti

“Ma a te che te se deve fare, te se deve spara’?”
“Non sarebbe la prima volta che cercate di risolvere così i vostri problemi.”
Franco Evangelisti, braccio destro di Andreotti, a Sandra Bonsanti.