Giorgio Perlasca. Un italiano scomodo


Dalbert Hallenstein, Carlotta Zavattiero
presentano il libro
DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "Giorgio Perlasca. Un italiano scomodo"
(di Dalbert Hallenstein,Carlotta Zavattiero)

"Quello che facevo era completamente illegale. E lo sapevo" Giorgio Perlasca, 1992

Giorgio Perlasca, lo Schindler italiano per troppo tempo dimenticato da tutti: dai fascisti (era contrario alle leggi razziali e non aveva aderito a Salò), dai democristiani (senza risposta una sua lettera a De Gasperi), dai comunisti (era di destra). E dalla Chiesa.

Un uomo libero che mai rinnegò la sua storia, come racconta lui stesso in questa testimonianza inedita. Fingendosi diplomatico spagnolo, riuscì a salvare migliaia di ebrei del ghetto di Budapest. Un'avventura memorabile tutta da raccontare.

"Vita e avventura di un fascista che da solo salvò migliaia di ebrei"

autore:
Dalbert Hallenstein,Carlotta Zavattiero
collana: Reverse
dettagli: 240 pagine
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Giorgio Perlasca. Un italiano scomodo

"Vita e avventura di un fascista che da solo salvò migliaia di ebrei"

autore:
Dalbert Hallenstein,Carlotta Zavattiero
collana: Reverse
dettagli: 240 pagine
prezzo: 14 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Giorgio Perlasca. Un italiano scomodo"
(di Dalbert Hallenstein,Carlotta Zavattiero)



"Il salvataggio di migliaia di ebrei da me compiuto è, nel rapporto, delineato soltanto nelle sue linee essenziali. Resto perciò a sua disposizione per quelle delucidazioni che Ella eventualmente ritenesse opportune."
Lettera a Alcide De Gasperi, ministro degli Affari esteri, 13 ottobre 1945.
Nessuna risposta.
"Mi accorsi che gli ex poliziotti nazisti erano diventati comunisti. Fu terribile, quella era gente veramente pericolosa."
"Non ci sono parole per lodare la tenerezza con cui ci avete sfamato e vi siete preso cura dei vecchi e degli ammalati. Che Dio onnipotente possa ricompensarvi." Biglietto consegnato a Giorgio Perlasca dagli inquilini di una casa protetta di Budapest, maggio 1945.
"Risulta che noi rilasciammo 5200 lettere di protezione; in realtà penso che le persone sotto la nostra copertura fossero molte di più."
"Il mio è stato un atto umanitario che non c'entrava niente con la politica."
"Non si aspetti niente da nessuno. Né il suo governo, né qualche altro riconosceranno i suoi meriti. Si accontenti della soddisfazione di avere fatto un'opera buona."
Ángel Sanz Briz, amico di Perlasca a Budapest, poi fuggì e divenne console di Spagna a San Francisco e ambasciatore presso il Vaticano




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Viviana:
Una bella storia che avrebbe meritato di essere raccontata con una scrittura più "colorata", più emotivamente coinvolgente. La narrazione mi è sembrata a tratti fredda e macchinosa. Agli autori, di cui ho comunque apprezzato l'impegno, chiederei per il prossimo libro uno sforzo in questa direzione.

federico:
molto toccante il libro tanto che lo ho letto tutto in una notte. Complimenti agli autori che spero di poter trovare al più presto in libreria con un altro avvincente romanzo.

carmy:
un libro intenso che ci permette di conoscere un uomo scomodo che ha salvato migliaia di ebrei.


un pretesto per leggerlo
Tratto da Giorgio Perlasca. Un italiano scomodo

Dalbert Hallenstein,Carlotta Zavattiero

"Non si aspetti niente da nessuno. Né il suo governo, né qualche altro riconosceranno i suoi meriti. Si accontenti della soddisfazione di avere fatto un'opera buona."
Ángel Sanz Briz, amico di Perlasca a Budapest, poi fuggì e divenne console di Spagna a San Francisco e ambasciatore presso il Vaticano