Confessioni ultime


Mauro Corona presenta il libro
DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "Confessioni ultime"
(di Mauro Corona)

“Le uniche parole che meritano di esistere sono quelle migliori del silenzio, diceva Juan Carlos Onetti. Le parole di questo libro sono lontane anni luce dall’essere migliori del silenzio. Stare zitti sarebbe stato ideale ma io di tacere non sono capace e tantomeno uso parole migliori del silenzio. Questo è tutto, tutto qui dentro. Amen.”
Mauro Corona

Pensieri e racconti di vita. Le CONFESSIONI ULTIME di Mauro Corona sono il diario intimo di “un sognatore”. Un autoritratto che richiama in alcuni passaggi l’indimenticabile tradizione degli scritti morali, da Seneca al filosofo e samurai Jōchō Yamamoto, e si trasforma con impennate improvvise in un personalissimo sfogo sull’attualità e la politica. Suoni e basta, le parole hanno perso consistenza, volume, spessore, e con loro la vita. Le CONFESSIONI prendono forma da queste parole ormai vuote. Libertà, silenzio, memoria, corpo, fatica, invidia, orgoglio, competizione, amore, amicizia, dolore, morte, Dio e la fede. Una rappresentazione laica profonda e illuminante: “Sono un grande peccatore, ma per tradizione e per educazione spero in Dio, e lo rispetto a modo mio. Spero in Dio, però non so più dov’è finito... Diceva Zvi Kolitz: ‘Caro Dio, io credo in te nonostante te’”.

Con un videoreportage di Giorgio Fornoni. Le splendide musiche di Nick Cave e Warren Ellis, tratte dal film “The Assassination of Jesse James”, accompagnano Mauro Corona in un viaggio a Erto, “paese di crolli e di dolore”, cinquant’anni dopo la tragedia del Vajont. Dalla tana rifugio in cui vive e lavora ai luoghi della sua quotidianità, 44 minuti che raccontano in presa diretta uno tra gli scrittori italiani più letti e amati.

Mauro Corona è nato a Erto (Pordenone) nel 1950. È autore di IL VOLO DELLA MARTORA; LE VOCI DEL BOSCO; FINCHÉ IL CUCULO CANTA; GOCCE DI RESINA; LA MONTAGNA; NEL LEGNO E NELLA PIETRA; ASPRO E DOLCE; L’OMBRA DEL BASTONE; VAJONT: QUELLI DEL DOPO; I FANTASMI DI PIETRA; CANI, CAMOSCI, CUCULI (E UN CORVO); STORIA DI NEVE; IL CANTO DELLE MANÉRE; LA FINE DEL MONDO STORTO (premio Bancarella 2011); LA BALLATA DELLA DONNA ERTANA; COME SASSO NELLA CORRENTE; LA CASA DEI SETTE PONTI; VENTI RACCONTI ALLEGRI E UNO TRISTE e delle raccolte di fiabe STORIE DEL BOSCO ANTICO e TORNERANNO LE QUATTRO STAGIONI. Il suo sito internet è www.maurocorona.it

"con un film di Giorgio Fornoni"

autore:
Mauro Corona
collana: Reverse
dettagli: 128 pagine
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Confessioni ultime

"con un film di Giorgio Fornoni"

autore:
Mauro Corona
collana: Reverse
dettagli: 128 pagine
prezzo: 13.9 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Confessioni ultime"
(di Mauro Corona)



“Ultimamente,
e sempre più spesso, ho
un desiderio impossibile,
ma forse chissà, potrebbe
anche essere possibile,
però non ci credo molto,
anzi non ci credo per nulla.
Ma questo non è importante,
importante sarebbe realizzare questo desiderio per avere una
soddisfazione, l’ultima.
Vorrei vedere il mio volto dopo che
sarò morto, vorrei vederlo, almeno per
una volta, rilassato, lisciato, disteso, sereno, pacifico,
anche solo pochi secondi. Per vederlo così
dovrò essere morto e i morti non vedono più… Solo
da morto, credo, il mio volto sarà rilassato.
La morte stende e distende. Fin da piccolo, da bambino,
ho avuto un volto impaurito, un volto
tirato, teso, ansioso, inquieto, angosciato, triste, deluso,
amareggiato, sconfitto, rassegnato,
avvilito e si potrebbe andare avanti. A volte arrabbiato,
irato, altre contuso e tumefatto, altre sporco,
mai disteso. Ho eliminato gli specchi, non mi hanno
mai ridato un volto tranquillo come acqua
ferma, per questo evito gli specchi. Quando vedo il mio
volto, quella tragica maschera di dolori
e fallimenti e menzogne e sconfitte, penso a coloro che
hanno contribuito mettendocela tutta
a ridurlo così, io per primo. E ormai non cambia più,
si è irrigidito, imbalsamato, fermo e secco
in quei tratti angosciati che hanno piallato ogni dolcezza.
Verrà la morte a stirarlo, lo so, solo la morte
potrà spianarlo, e dirò finalmente. Ma non potrò vederlo,
per questo ho l’impossibile desiderio
di vedermi morto, per osservare il mio volto in pace,
finalmente. Ma non sarà così. ”
“Ultimamente,
e sempre più spesso, ho
un desiderio impossibile,
ma forse chissà, potrebbe
anche essere possibile,
però non ci credo molto,
anzi non ci credo per nulla.
Ma questo non è importante,
importante sarebbe realizzare questo desiderio per avere una
soddisfazione, l’ultima.
Vorrei vedere il mio volto dopo che
sarò morto, vorrei vederlo, almeno per
una volta, rilassato, lisciato, disteso, sereno, pacifico,
anche solo pochi secondi. Per vederlo così
dovrò essere morto e i morti non vedono più… Solo
da morto, credo, il mio volto sarà rilassato.
La morte stende e distende. Fin da piccolo, da bambino,
ho avuto un volto impaurito, un volto
tirato, teso, ansioso, inquieto, angosciato, triste, deluso,
amareggiato, sconfitto, rassegnato,
avvilito e si potrebbe andare avanti. A volte arrabbiato,
irato, altre contuso e tumefatto, altre sporco,
mai disteso. Ho eliminato gli specchi, non mi hanno
mai ridato un volto tranquillo come acqua
ferma, per questo evito gli specchi. Quando vedo il mio
volto, quella tragica maschera di dolori
e fallimenti e menzogne e sconfitte, penso a coloro che
hanno contribuito mettendocela tutta
a ridurlo così, io per primo. E ormai non cambia più,
si è irrigidito, imbalsamato, fermo e secco
in quei tratti angosciati che hanno piallato ogni dolcezza.
Verrà la morte a stirarlo, lo so, solo la morte
potrà spianarlo, e dirò finalmente. Ma non potrò vederlo,
per questo ho l’impossibile desiderio
di vedermi morto, per osservare il mio volto in pace,
finalmente. Ma non sarà così. ”




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Gianmarco:
Un bel libro... I ricordi a volte fanno tanto.

Silvano Cimador:
Mauro come sempre chiaro e schietto,come un buon bicchiere di vino della nostra amata Regione.

Daniela Palma:
Grande capacità di analisi e una introspezione di una brutale onestà, grande Mauro!! Ce ne vorrebbero di uomini come te!!

Benedetto Paolo Barone :
Essenziale ed al tempo stesso brillante nel contenuto. Lettura che consiglierei ai più giovani, troppe volte distratti e senza punti di riferimento. Un buon libro nel quale l'autore, sulle orme già tracciate ne "Il mondo storto", in qualche modo anticipa scenari sociali, meno lontani di quanto si possa immaginare.-

Antonio:
"Vivere è come scolpire, occorre togliere, tirare via il di più, per vedere dentro". Corona ci sbatte in faccia la sua opinione sul mondo, e come un pugno nello stomaco ci induce alla riflessione: è vero o no che l'uomo sta morendo per il "superfluo"?

Girolamo:
Rendi forti i vecchi sogni perché questo nostro vecchio mondo prenda coraggio. Cita anche Ezra Pound nel suo ultimo libro, l'anti-divo Corona. Un uomo vero, sincero, che esprime urlando la sua indignazione verso questo mondo che detesta e da cui scappa. Essenziale.

Massimo:
Mauro Corona torna con questo libro in cui esprime - come sempre senza peli sulla lingua - la sua visione della cose: un ritorno alla terra, il rifiuto della modernità, e la riscoperta, in una società "urlata" e "invasiva" come la nostra del segreto di lunga vita: il silenzio.


un pretesto per leggerlo
Tratto da Confessioni ultime

Mauro Corona

Tratto da Confessioni ultime

Mauro Corona

“Ultimamente,
e sempre più spesso, ho
un desiderio impossibile,
ma forse chissà, potrebbe
anche essere possibile,
però non ci credo molto,
anzi non ci credo per nulla.
Ma questo non è importante,
importante sarebbe realizzare questo desiderio per avere una
soddisfazione, l’ultima.
Vorrei vedere il mio volto dopo che
sarò morto, vorrei vederlo, almeno per
una volta, rilassato, lisciato, disteso, sereno, pacifico,
anche solo pochi secondi. Per vederlo così
dovrò essere morto e i morti non vedono più… Solo
da morto, credo, il mio volto sarà rilassato.
La morte stende e distende. Fin da piccolo, da bambino,
ho avuto un volto impaurito, un volto
tirato, teso, ansioso, inquieto, angosciato, triste, deluso,
amareggiato, sconfitto, rassegnato,
avvilito e si potrebbe andare avanti. A volte arrabbiato,
irato, altre contuso e tumefatto, altre sporco,
mai disteso. Ho eliminato gli specchi, non mi hanno
mai ridato un volto tranquillo come acqua
ferma, per questo evito gli specchi. Quando vedo il mio
volto, quella tragica maschera di dolori
e fallimenti e menzogne e sconfitte, penso a coloro che
hanno contribuito mettendocela tutta
a ridurlo così, io per primo. E ormai non cambia più,
si è irrigidito, imbalsamato, fermo e secco
in quei tratti angosciati che hanno piallato ogni dolcezza.
Verrà la morte a stirarlo, lo so, solo la morte
potrà spianarlo, e dirò finalmente. Ma non potrò vederlo,
per questo ho l’impossibile desiderio
di vedermi morto, per osservare il mio volto in pace,
finalmente. Ma non sarà così. ”