C'è chi dice no


Raphael Rossi presenta il libro
DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "C'è chi dice no"
(di Raphael Rossi,Stefano Di Polito,Alberto Robiati)

“Può ancora vincere chi ha il coraggio delle idee.”
Renato Zero

“Un nome per il prossimo personaggio dell’anno? Raphael Rossi, il giovane manager torinese che di fronte all’offerta di una corposa stecca dice no e va in procura a denunciare. Persone come lui meritano un riconoscimento pubblico... Sicuramente sono tante le persone oneste che non accettano di essere corrotte, ma non vanno a sporgere denuncia... Per cambiare occorre fare un passo in più ed essere disponibili a rimetterci eventualmente qualcosa sul piano personale. In questo senso Rossi è un eroe moderno.”
Milena Gabanelli


Dare l’esempio è indispensabile anche se da soli non si può nulla. La storia di Raphael Rossi, amministratore pubblico, lo dimostra. Questo libro, attraverso il racconto della sua esperienza e del suo gruppo di lavoro, impegnato nella gestione dei rifiuti a Torino e a Napoli, fa vedere che l’Italia non è quella che molti vogliono rappresentare: un popolo di cinici individualisti indifferenti a tutto. Se coinvolti, i cittadini rispondono. Un’altra politica, lungimirante, corretta e trasparente, seppure tra mille difficoltà, è possibile.


Raphael Rossi si è specializzato nella raccolta differenziata dei rifiuti, lavorando come amministratore pubblico a Torino, Napoli, Reggio Calabria e Parma. Alberto Robiati e Stefano Di Polito sono autori, consulenti e formatori esperti di innovazione, creatività e comunicazione pubblica e sociale. Insieme hanno avviato il movimento dei “Signori Rossi - Corretti non corrotti”.

"La rivoluzione dei Signori Rossi. Come i cittadini possono risanare lo Stato"

autore:
Raphael Rossi,Stefano Di Polito,Alberto Robiati
collana: Reverse
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C'è chi dice no

"La rivoluzione dei Signori Rossi. Come i cittadini possono risanare lo Stato"

autore:
Raphael Rossi,Stefano Di Polito,Alberto Robiati
collana: Reverse
prezzo: 13,00 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "C'è chi dice no"
(di Raphael Rossi,Stefano Di Polito,Alberto Robiati)



“Grazie, Raphael Rossi.”
Milena Gabanelli, “Report”, 17 ottobre 2010.
“Il tuo compito di fondo è quello di non creare dei problemi... questa è la sostanza... tu non devi metterti di traverso, questo è il discorso.”
Giorgio Giordano, presidente Amiat, a Raphael Rossi, febbraio 2008.
“Io ho fatto una cosa normalissima, come fermarsi al semaforo quando è rosso.”
Raphael Rossi.
“L’Italia ha una media ben lontana dal 65 per cento indicato dalle norme europee. La raccolta differenziata nel nostro paese è in media solo al 35 per cento circa (49,1 per cento al Nord, 27,1 per cento al Centro, 21,2 per cento al Sud).”
“Puliamo noi la città perché la nostra strada è l’anticamera della nostra casa e se buttiamo un pezzetto di carta per terra ce lo ritroviamo prima o dopo a casa nostra. Questo è l’inizio che porteremo avanti per sempre.”
Carla Pelliccia, presidente e organizzatrice del mercato Quartieri Spagnoli.
“Se ogni napoletano decidesse da domani mattina di fare qualcosa per la città, Napoli sarebbe la più pulita del mondo.”
Enzo Martelli, operatore Asia Napoli.
“Abbiamo sottratto parecchi soldi alla criminalità locale che vive, di riffa o di raffa, sullo smaltimento dei rifiuti. Ancora adesso, continuo a chiedermi se sia successo dell’altro. Può darsi che, lavorando in maniera rigorosa, abbia toccato interessi molto forti, senza di fatto accorgermene.”
Raphael Rossi, “il Fatto Quotidiano.it”, 7 gennaio 2012.
“Forse il sindaco Chiamparino e l’Amiat hanno altro a cui pensare, ma è bene che sappiano qual è il messaggio che trasmettono alla società: chi denuncia un caso di corruzione lo fa a suo rischio e pericolo, si ritroverà solo in tutte le fasi della sua battaglia. Che è e rimarrà sua. Le istituzioni non c’entrano, anzi ne farebbero volentieri a meno. Così magari, la prossima volta, il Raphael Rossi di turno chiuderà un occhio, conserverà il posto e magari si metterà in tasca qualche migliaio di euro.”
Marco Travaglio, “il Fatto Quotidiano”, 9 novembre 2010, relativamente alla tardiva e imbarazzata presa di posizione del comune e delle istituzioni politiche.




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Nicola P:
La lettura è accattivante e rappresenta uno stimolo all'impegno e alla difesa dei beni comuni. Mi ricorda che è sempre la correttezza individuale la prima strada per qualunque tipo di cambiamento. Non possiamo delegare. Prima cambiano gli individui, poi le organizzazioni e infine le istituzioni. In sintesi ognuno di noi può essere un Signor Rossi. I cittadini possono, e quindi devono, agire per il miglioramento continuo e costante. Il libro risveglia la necessità di impegnarsi a livello civico

Valentina Scaringella:
“C’è chi dice no” è un libro di stimolo all’impegno nella difesa del bene comune, rivolto a tutti. Ognuno di noi può scegliere di essere un Signor Rossi: un cittadino attivo nella ricerca, nella promozione e nella messa in pratica di valori quali giustizia, verità, onestà, legalità e competenza. Sull’esempio di Raphael Rossi, la cui vicenda è sapientemente ricostruita, documentata e narrata: estrema chiarezza e sottile ironia ne rendono infatti oltremodo scorrevole e accattivante la lettura.

Andrea Chiesa:
La mia libraia, quando ho prenotato questo libro, aveva commentato sorridendo: "Ah -Chiarelettere- i libri che fanno venire la gastrite". E anche questa volta un'ondata di acidità viene, ma per fortuna gli autori, attraverso le testimonianze presentate, ci forniscono anche una cura: delle concrete speranze, che costano però il prezzo del faticoso coinvolgimento personale, attraverso cui si possono ribaltare gli stereotipi più diffusi... e scoprire che il settore pubblico può essere ricreato.

Marco Lardino:
Il grande pregio di questo libro è aver rifuggito l'atteggiamento "andatevene a casa", o "fate tutti schifo", la presunzione, la denuncia senza la proposta. Insomma qui si parla di problemi gravi, di fatti concreti, ma solo come spunto per dare proposte reali, realizzabili, esempi virtuosi esistenti. Un libro politicamente trasversale che chiunque, qualunque sia il suo schieramento, potrebbe e dovrebbe sottoscrivere.Viva i Signori Rossi, e i cittadini che imparano ad essere tali!

Matteo Salvai:
'C'è chi dice no' va comprato e letto, perchè in modo accessibile, ma con dovizia di esempi e dati, spiega cosa sia la corruzione in Italia e quanto gli aministratori pubblici possano fare per combatterla. Il racconto è appassionato, approfondito (nomi e cognomi) e parte da una esemplare storia personale. La corruzione in Italia vale 60 miliardi l'anno (indagine UE), ma non fa notizia. Una ragione in più per promuovere e suggerire un libro che indaga questo fenomeno. E propone delle soluzioni

Silvia Barucca:
Molto chiaro, preciso e scorrevole. E' un libro che apre gli occhi, a chi non si fosse accorto o fa finta di non vedere. Sono propio gli autori, con il loro esempio, che danno la forza, a noi cittadini onesti, di aiutarli in questa lotta per creare un futuro più pulito per noi e per i nostri figli. Grazie!

Stefania Mina:
La chiarezza e la semplicità nel raccontare sono ciò che contraddistingue questo libro. Stefano, Alberto e Raphael raccontano in modo per niente distruttivo, ma istruttivo (permettete il gioco di parole) una vicenda complicata di corruzione e malaffare. La concretezza con cui vengono raccontati i fatti rende ben chiara la situazione,portando una ventata di fiducia e voglia di fare in una povera Italia ormai stanca e corrotta. Consiglio questo libro a tutti,perché TUTTI devono imparare a dire NO

Salvatore Auricchio:
Con Alberto, Raphael e Stefano abbiamo vissuto a Napoli momenti di grandissima intensità emotiva e professionale, cosi come di evince nella parte dedicata a Napoli. Il Progetto Napoli proposto dai tre autori del libro ha coinvolto per sei mesi tante persone dai lavoratori ASIA, alla cittadinanza attiva che con entusiasmo hanno sposato il progetto a partire dal Progetto "- RIFIUTI + ADESIONI", fino al tour nei strutture ASIA alle 6.00 am. NB; complimenti per la descrizioni minuziosa dei fatti

Maurizio Pagliassotti:
Molto interessante la vicenda raccontata dai te autori. Mi permetto di consigliarlo a chi non ne sa nulla, oppure molto poco. Spesso vi sono punti che rasentano il grottesco, coperti da esempi concreti che danno fiducia. Non è quindi un libro distruttivo di critica e denuncia, ma molto di più. Scrittura gradevole e scorrevole.

massimo pignata:
Un libro che é la speranza, lucida e competente, di chi ci crede e lotta per un futuro e un paese migliore. Un grazie enorme a Raphael e grazie agli altri autori.

Andrea Chiotti:
Bello, l'esperienza napoletana dovrebbe essere d'esempio: l'onestà paga; purtroppo la fine della vicenda è un esempio (in negativo) per l'Italia contemporanea. Forza Raphael Rossi, siamo tutti con te.

francesco scolamiero:
la storia di raphael è una storia positiva, apre il cuore alla speranza, ma la realtà è, purtroppo, quasi sempre molto diversa. quante persone hanno denunciato fatti di corruzione e malversazione e proprio per questo sono stati isolati o espulsi dal mondo del lavoro, senza possibilità di ritrovare poi una occupazione? quanti hanno lottato e non hanno trovato ascolto? quanti vivono dignitosamente il loro "esilio", senza reddito, ma non per questo disposti a chiedere una raccomandazione?

Mario Rossi:
questo libro ci aiuta ad essere sempre più numerosi a dire NO

maria hulbert:
magnifico. non ho parole, sono i fatti che contano

Antonio Santangelo:
E' un libro che intercetta una tendenza, che si è affermata col movimento 5 stelle in Italia, ma ancora prima con Occupy Wall Street. E' l'idea che se il sistema è corrotto non si deve per forza sfruttare la corruzione per i propri scopi, buoni o cattivi che siano, ma ci si può contrapporre con un altro sistema, quello della rete di persone che la vedono come te. E' un ritorno a certe radici della partecipazione civile che si stavano perdendo e che si possono recuperare.

Bruno Bonfiglio:
Conoscevo la storia delle tangenti all'Amiat e sapevo dei Signori Rossi dal servizio di "Report". Il libro si legge tutto d'un fiato, è scritto bene, racconta una storia italiana tipica, tra malaffare e crimini più o meno gravi compiuti ai danni dei cittadini. Eppure trasmette posività, lascia di buon umore e addirittura con la voglia di mettersi in azione, da domani. Per fare qualcosa di buono per la nostra Italia. Complimenti a Di Polito, Robiati e Rossi.


un pretesto per leggerlo
Tratto da C'è chi dice no

Raphael Rossi,Stefano Di Polito,Alberto Robiati

“Forse il sindaco Chiamparino e l’Amiat hanno altro a cui pensare, ma è bene che sappiano qual è il messaggio che trasmettono alla società: chi denuncia un caso di corruzione lo fa a suo rischio e pericolo, si ritroverà solo in tutte le fasi della sua battaglia. Che è e rimarrà sua. Le istituzioni non c’entrano, anzi ne farebbero volentieri a meno. Così magari, la prossima volta, il Raphael Rossi di turno chiuderà un occhio, conserverà il posto e magari si metterà in tasca qualche migliaio di euro.”
Marco Travaglio, “il Fatto Quotidiano”, 9 novembre 2010, relativamente alla tardiva e imbarazzata presa di posizione del comune e delle istituzioni politiche.