Un paese di baroni

DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "Un paese di baroni"
(di Carlucci Davide,Castaldo Antonio)

Ecco come non funziona l'università italiana: "- Se non vengo io, tu non sarai nominato preside.
- Che cosa vuoi in cambio?
- Due miei parenti falli entrare
"
(Ricostruzione di un dialogo tra docenti, dalla deposizione di Massimo Del Vecchio, professore di Matematica, Bari).

Questo libro racconta l'università dei privilegi e anche l'università di chi lavora seriamente tutti i giorni e per pochi soldi. Le storie e le testimonianze di chi si è ribellato contro i concorsi truccati rivelano un sistema fortissimo, basato molto sull'obbedienza e molto meno sul merito: esistono delle vere e proprie gerarchie nazionali per ogni disciplina, chi occupa il vertice comanda su tutti.
Bisogna fare così nell'università dei baroni: presentarsi al colloquio con il prof muniti di un registratore portatile e memorizzare su nastro "le regole del gioco". Negli ultimi anni numerosi casi di intercettazioni fai da te hanno portato a più di un'inchiesta in tutta Italia. Contro prepotenze e abusi.

Un sistema tanto chiacchierato, e oggetto di generale indignazione, ma che fino a oggi tutti hanno accettato. Importante era non fare i nomi. E poi le lobby: "bianche", "rosse" e "nere" (senza dimenticare Comunione e liberazione e l'Opus Dei). Chi non sta alle regole, è fuori.

Studenti, dottorandi e ricercatori, magari dopo una vita di studio, esperienze all'estero e pubblicazioni in riviste autorevoli, aspettano il loro turno. Ma non è detto che ce la facciano. Anzi. Nascono blog e siti internet che danno voce alla loro frustrazione: per difendere l'università pubblica e la voglia di un futuro più onesto e più giusto.

Paolo Bertinetti, preside della facoltà di Lingue e letteratura, Torino.
"Non ho mai conosciuto nessuno che sia diventato professore solo in base ai propri meriti."

Un paese di baroni

"Truffe, favori, abusi di potere, logge segrete e criminalità organizzata. Come funziona l'Università italiana."

autore:
Carlucci Davide,Castaldo Antonio
collana: Principio attivo
dettagli: 336 pagine
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Un paese di baroni

"Truffe, favori, abusi di potere, logge segrete e criminalità organizzata. Come funziona l'Università italiana."

autore:
Carlucci Davide,Castaldo Antonio
collana: Principio attivo
dettagli: 336 pagine
prezzo: 15 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Un paese di baroni"
(di Carlucci Davide,Castaldo Antonio)



"I rettori hanno famiglia in 25 delle 59 università statali italiane. Quasi il 50 per cento (il 42,3) ha nella medesima università un parente stretto, quasi sempre un altro docente."
"I rettori italiani? La metà di loro è iscritta alla massoneria." Stefano Podestà, ex ministro dell'Università, 1996.
"Non ho mai conosciuto nessuno che sia diventato professore solo in base ai propri meriti." Paolo Bertinetti, preside della facoltà di Lingue e letteratura, Torino.
"Se non si spezza questa catena, i giovani saranno a immagine e somiglianza di chi li ha arruolati, e tutto rimarrà uguale." Carlo Sabbà, professore, si è ribellato al sistema dei concorsi truccati.
"Sfogliando l'ultimo annuario accademico sembra di leggere le tavole della legge di Mendel, tale è la regolarità con cui si succedono i nomi dei padri e dei figli nella stessa professione, nella stessa facoltà, spesso nella stessa cattedra." Lino Jannuzzi, «L'espresso», 1965.
"- Se non vengo io, tu non sarai nominato preside. - Che cosa vuoi in cambio? - Due miei parenti falli entrare..." Ricostruzione di un dialogo tra docenti, dalla deposizione di Massimo Del Vecchio, professore di Matematica, Bari.
"A Bologna ci sono due lobby, massoneria e Cl. Controllano la Sanità e la facoltà di Medicina. È sempre stato così. È uno spaccato inquietante." Libero Mancuso, ex magistrato, assessore comunale a Bologna.




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marco:
Il titolo prometteva molto meglio. E' un libro piuttosto noioso, lento, un copia e incolla di molti fatti riportati sulle cronache o in sentenze. Lo stile non è dei migliori. A volte ripetitivo non riesce a catturare l'attenzione del lettore su un tema così importante. Peccato.

Gabriele Jorio:
Un aggiornato elenco di schifezze accademiche, con alcune chicche davvero inedite, come la storia della consorteria del Diritto Pubblico che si spartisce cattedre e posti nei cda di una famosa casa editrice, oppure la macchina diagnostica universitaria pagata con i soldi delle collette di beneficenza e parcheggiata nella clinica del professorone di turno. Ma di storie ce ne sono davvero tanto e sono gustosissime Gabri

havana68 :
Non c'è "casta" ormai sulla quale non sia stato scritto un libro.Quella dei politici,dei sindacalisti,del mondo del calcio e ora dei prof. universitari. Il problema è che purtroppo non sempre il lavoro pubblicato,anzi direi quasi mai,soddisfa le aspettative del lettore. questo perchè, in primo luogo, bisogna intendersi sul significato di"libro-denuncia". Per me è il resconto di un indagine. Il modo di dare voce a chi non ne ha. Denunciare vicende e persone che ancora tramano nell'oscurità forti della loro appartenenza ad una casta, appunto. Un libro denuncia è quello che porta a galla verità ancora nascoste. magari ufficiose. verità che scottano e che possono farti rischiare in prima persona.I libri invece che si leggono sulle varie caste, e questo in particolar modo, di lavoro sotterraneo di indagine c'è ben poco. Se lo dovessi definire in termini giuridici lo chiamerei un "Testo Unico".Una semplice raccolta di fatti di cronaca giudiziaria,già ampiamente conosciuta in quanto finite al centro di indagini e processi. Insomma.... nulla di nuovo sotto al sole. Un libro senza pretese e soprattutto senza voler correre nessun rischio di esporsi. Come al solito si cerca di fare la frittata senza rompere le uova. Inoltre gli autori dimostrano in più di una occasione di non conoscere affatto bene dinamiche e funzionamento del mondo universitaio nonchè le differenze tra le varie varie figure accademiche. è come scrivere un libro sulla pesca senza saper distinguere una trota da un merluzzo. Dimostrazione questa, che il famoso lavoro sotterraneo di cui parlavo prima, non c'è assolutamente stato. Gli autori si sono semplicemente documentati con atti processuali e qualche indiscrezione. Un "copia e incolla" di pessima fattura insomma. Anche la sintassi purtroppo lascia molto a desiderare. Periodi in cui è difficile finanche risalire al soggetto per quanto ingarbugliati. Insomma, con immenso dispiacere, direi che è un libro da lasciare sugli scaffali. Una ulteriore, grandissima, occasione sprecata.


un pretesto per leggerlo
Tratto da Un paese di baroni

Carlucci Davide,Castaldo Antonio

"A Bologna ci sono due lobby, massoneria e Cl. Controllano la Sanità e la facoltà di Medicina. È sempre stato così. È uno spaccato inquietante." Libero Mancuso, ex magistrato, assessore comunale a Bologna.