Per il nostro bene


Alessandra Coppola, Ilaria Ramoni
presentano il libro
DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "Per il nostro bene"
(di Alessandra Coppola,Ilaria Ramoni)

“Il prezzo che una società paga quando è contaminata dal crimine organizzato, in termini di peggiore convivenza civile e mancato sviluppo economico, è alto. Contrastare le mafie, la presa che esse conservano al Sud, l’infiltrazione che tentano nel Nord, serve a rinsaldare la fibra sociale del Paese, ma anche a togliere uno dei freni che rallentano il cammino della nostra economia.”
Mario Draghi


Un reportage dal fronte, tra le fortezze espugnate a quella mafia che ha fatto la storia, e che ancora soffoca il Paese. La villa di Tano Badalamenti a Cinisi, la reggia di “Sandokan” Schiavone a Casal di Principe, l’enclave dei Casamonica nella periferia romana, perfino una residenza principesca a Beverly Hills, proprietà di Michele Zaza, ’o Pazzo, re del contrabbando. E poi cascine di ’ndrangheta in Piemonte, tenute in Toscana, castelli, alberghi, discoteche, campi di calcio, maneggi. Trincee di ieri e di oggi. Questo libro racconta cos’erano e cosa sono diventate.
Un patrimonio che vale una Finanziaria. Un’occasione che rischiamo di perdere. Scuole e uffici pubblici pagano l’affitto mentre migliaia di immobili restano abbandonati. Tra ostacoli di ogni tipo, terreni occupati, edifici distrutti, una legislazione carente, amministratori pavidi, funzionari di banca che concedono mutui ai clan per aiutarli a “salvare” il patrimonio: un terzo delle case sottratte ai mafiosi e non assegnate è gravato da ipoteche, inutilizzabile. Per non parlare delle aziende, quasi tutte, che nel passaggio dalla criminalità organizzata allo Stato falliscono.
C’è un’Agenzia nazionale che gestisce e destina i beni sequestrati e confiscati: trenta dipendenti in tutto, zero risorse, rischia lo stallo. Tra le pieghe di un clamoroso insuccesso, questo libro racconta le vicende di tante persone che con intelligenza e straordinaria determinazione hanno tentato di far rinascere la vita là dove prima si predicava solo morte. Come dei partigiani, in questa nuova guerra di liberazione italiana.


Alessandra Coppola, napoletana, è giornalista del “Corriere della Sera”.
Ilaria Ramoni, milanese, è avvocato e amministratore giudiziario, esperta in legislazione antimafia.

"La nuova guerra di liberazione. Viaggio nell'Italia dei beni confiscati"

autore:
Alessandra Coppola,Ilaria Ramoni
collana: Principio attivo
dettagli: 176 pagine
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Per il nostro bene

"La nuova guerra di liberazione. Viaggio nell'Italia dei beni confiscati"

autore:
Alessandra Coppola,Ilaria Ramoni
collana: Principio attivo
dettagli: 176 pagine
prezzo: 12,90 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Per il nostro bene"
(di Alessandra Coppola,Ilaria Ramoni)



“Dei 3995 beni immobili ancora in gestione all’Agenzia, 2819 presentano ‘criticità’, e di questi 1666 sono gravati da ipoteche (per 76 addirittura sono in atto i pignoramenti). Più di uno su tre: di fatto, inutilizzabili.”
“Su 1708 imprese confiscate, solo 60 risultano pienamente attive sul mercato, con dei dipendenti che effettivamente ogni giorno si presentano in ufficio o in fabbrica.”
“Al centro delle grandi città meridionali, mimetizzate nella provincia del Nord, distese sulle colline toscane. Nessun angolo del Paese è immune. La villa di un trafficante a Sarzana, in Liguria; un podere della Banda della Magliana in provincia di Ancona; una casa di vacanze sull’isola di Favignana, in Sicilia; il Café de Paris in via Veneto a Roma... E poi supermercati, call center, addirittura castelli. Il dibattito sul destino del patrimonio criminale è aperto. Di più: è urgente.”
“È mancata un’aggressione mirata alla questione dei beni confiscati. Ci sono state reti di complicità, ritardi, silenzi. E qualcuno che doveva metterci la testa su queste cose la testa non ce l’ha messa.”
Don Luigi Ciotti, presidente di Libera
“C’è il pericolo di una clamorosa sconfitta collettiva. Abbiamo scritto questo libro per scongiurarla. Per il nostro bene.”
“Cosa più brutta della confisca dei beni non c’è, la cosa migliore è andarsene.”
Colloquio tra Francesco Inzerillo e i nipoti nel carcere di Torino (2007)




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Giuseppe Corrao:
Ci fa credere che se fossimo noi ad amministrare tutto questo, ville, aziende, terre, ne uscirebbe fuori un'economia perfetta. Il problema dell'Italia è che non sa organizzarsi contro l'antitalia! L'Italia siamo noi, cittadini, sognatori; l'antitalia sono tutti coloro che ci danneggiano e coloro che dovrebbero e potrebbero agire, ma gli importa poco. Se fosse veramente la gente comune a gestire l'Italia e tutto il suo patrimonio, sarebbero tutti felici.

Angelo:
Leggendo questo libro, suonano come un eco le parole di Sciascia (Il giorno della civetta): "La verità è nel fondo di un pozzo: lei guarda in un pozzo e vede il sole o la luna; ma se si butta giù non c'è più né sole né luna, c'è la verità". E' lo Stato in fondo al pozzo.

Pasquale:
Storia di come lo Stato sembra abbattere il potere della criminalità organizzata che invece come un mostro invincibile riesce sempre a rimanere al suo posto, con tutti i poteri forti complici.

Roberto:
Chi fine fanno i beni confiscati alla mafia? Ecco la storia dettagliata di questa assurda verità: le mafie alla fine sembrano sempre avere la meglio. Amarissimo.


un pretesto per leggerlo
Tratto da Per il nostro bene

Alessandra Coppola,Ilaria Ramoni

“Cosa più brutta della confisca dei beni non c’è, la cosa migliore è andarsene.”
Colloquio tra Francesco Inzerillo e i nipoti nel carcere di Torino (2007)"