La strategia dell'inganno

DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "La strategia dell'inganno"
(di Stefania Limiti)

“Siamo andati in un terreno che non ci appartiene, quei morti non ci appartengono.”
Gaspare Spatuzza, stragista pentito di Cosa nostra.

Il buco nero della nostra repubblica in una nuova ricostruzione.
Un’impressionante sequenza di fatti che portarono al ribaltamento della politica italiana.
Un vero golpe non militare.

Il periodo più nero della nostra Repubblica. La grande crisi di sistema che colpì l’Italia tra il 1992 e il 1993, e che trovò soluzione nella nascita della Seconda repubblica, è segnata da avvenimenti tragici dai risvolti ancora non chiari. Il cosiddetto golpe Nardi, l’assalto alla sede Rai di Saxa Rubra da parte di un gruppo di mercenari in contatto con la Cia, le stragi di Milano, Firenze, Roma, quelle mafiose di Palermo, il black-out a Palazzo Chigi, e in mezzo Tangentopoli, gli scandali del Sismi e del Sisde, la fine dei partiti storici, la crisi economica.
La sequenza di avvenimenti di quel biennio ricostruita in questo libro ha qualcosa di impressionante e fa pensare a una regia che passa attraverso le nostre stesse istituzioni. Come dimostra l’autrice, tutti questi fatti portano il segno di una grande opera di destabilizzazione messa in pratica anche con la collaborazione delle mafie e con l’intento di causare un effetto shock sulla popolazione, creando un clima di incertezza e di paura, e disgregando le nostre strutture di intelligence.
Centinaia di testimonianze, inchieste, processi hanno offerto le prove che in Italia è stata combattuta una guerra non convenzionale a tutto campo e sotterranea.
Furono azioni coordinate? E se sì da chi? Non lo sappiamo. Di certo tutte insieme, in un contesto di destabilizzazione permanente, provocarono un ribaltamento politico generale. Un golpe a tutti gli effetti.

Stefania Limiti è nata a Roma ed è laureata in Scienze politiche. Giornalista professionista, ha collaborato con “Gente”, “l’Espresso”, “Left”, “La Rinascita della Sinistra”, “Aprile”. Da anni si dedica alla ricostruzione di pezzi ancora oscuri della nostra storia attraverso la lettura delle sentenze giudiziarie e interviste ai protagonisti. Risultato di questo lavoro giornalistico sono stati i tre libri finora pubblicati con Chiarelettere: "L’Anello della Repubblica", "Doppio livello" e "Complici". È attualmente indagata per non aver rivelato, relativamente alla strage di Capaci, le fonti usate nel libro "Doppio livello". Stefania Limiti ha seguito con molta attenzione anche la questione palestinese. Ha scritto "I fantasmi di Sharon" (Sinnos 2002), nel quale ha ricostruito la strage nei campi profughi di Sabra e Shatila e le responsabilità libanesi e israeliane, e "Mi hanno rapito a Roma" (l’Unità 2006), sulla vicenda del sequestro da parte del Mossad di Mordechai Vanunu, che mise l’Italia sotto i riflettori del mondo intero nel 1986. Inoltre ha realizzato un’inchiesta sul dossier voluto dai Kennedy sull’assassinio di JFK dal titolo "Il complotto" (Nutrimenti 2012).

"1992-93. Le bombe, i tentati golpe, la guerra psicologica in Italia"

autore:
Stefania Limiti
collana: Principio attivo
dettagli: 288
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La strategia dell'inganno

"1992-93. Le bombe, i tentati golpe, la guerra psicologica in Italia"

autore:
Stefania Limiti
collana: Principio attivo
dettagli: 288
prezzo: 16.9 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "La strategia dell'inganno"
(di Stefania Limiti)



“In quell’anno non ci sono solo le stragi: scoppia il caso dei fondi neri del Sisde, c’è il tentativo di invasione della stazione radio di Saxa Rubra, c’è l’episodio di un funzionario dei servizi di Genova che mette dell’esplosivo sul rapido Siracusa-Torino, c’è il ritrovamento di un ordigno inerte all’interno di una 500 rossa parcheggiata nella centralissima via dei Sabini a Roma (che non si è mai riusciti a capire chi abbia collocato lì). Ancora, il black-out a Palazzo Chigi in occasione delle stragi del 27 e 28 luglio… Sul perché di tali fatti, non riesco a rispondere.”
Piero Luigi Vigna, procuratore nazionale antimafia 1997-2005.
“Le covert operations – cioè la manipolazione clandestina degli affari in un paese straniero – sono state un aspetto unico nella conduzione degli affari internazionali statunitensi del dopoguerra.”
David F. Rudgers, storico americano.
“Prima si è tentato con le bombe, ora con il più vergognoso e ignobile degli scandali... A questo gioco al massacro io non ci sto. Io sento il dovere di non starci e di dare l’allarme”
Oscar Luigi Scalfaro.
“Qui ci sono forze occulte e reazionarie che vogliono spingere il paese verso uno sbocco autoritario.”
Nicola Mancino, ministro dell’Interno 1992-1994.
“Si sbaglierebbe a considerare la vicenda dei servizi segreti, e in generale dei comportamenti occulti degli apparati dello Stato, in un’ottica esclusivamente italiana. Il soggetto principale, a ben vedere, non è l’Italia, ma è la lealtà di questi apparati alle potenze occidentali, fondamentalmente agli Stati Uniti d’America.”
Massimo D’Alema.
“[Le covert actions consentono] di influenzare politicamente, economicamente e militarmente Stati esteri al di fuori di ogni pubblicità del ruolo del governo degli Stati Uniti. Esse non includono la raccolta d’informazioni e la controinformazione convenzionale”
Harry Truman, 1947.




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un pretesto per leggerlo
Tratto da La strategia dell'inganno

Stefania Limiti

“[Le covert actions consentono] di influenzare politicamente, economicamente e militarmente Stati esteri al di fuori di ogni pubblicità del ruolo del governo degli Stati Uniti. Esse non includono la raccolta d’informazioni e la controinformazione convenzionale”
Harry Truman, 1947.