La paga dei padroni


Gianni Dragoni presenta il libro
DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "La paga dei padroni"
(di Giorgio Meletti,Gianni Dragoni)

I numeri fanno impressione. Mentre la Borsa nel 2007 ha perso l'8 per cento circa, gli stipendi dei manager sono saliti del 17 per cento. Idem per il 2006. Lo stipendio di Alessandro Profumo, amministratore delegato dell'Unicredit, è cresciuto del 39 per cento (9 milioni 426mila euro). Il valore di mercato delle azioni Unicredit è sceso del 17 per cento. Perché?

Non è demagogia. L'economia italiana è in piena recessione. I salari perdono potere d'acquisto. E' sempre più difficile arrivare alla fine del mese. E la colpa di chi sarebbe? Dei dipendenti pubblici, definiti "fannulloni", dei piccoli imprenditori, tutti evasori, dei lavoratori dipendenti, poco produttivi e troppo sindacalizzati.

Manager, banchieri e capitani d'industria restano immuni da responsabilità. Per loro, se c'è qualcosa che non va è a causa della politica o del mercato internazionale. Ma non è così. Basta vedere quanto guadagnano, e come.

Questo libro mette insieme gli stipendi e le storie della nostra classe dirigente. Un sistema granitico, di signorie e vassallaggi. I nomi sono sempre gli stessi da anni: Ligresti, Pesenti, Berlusconi, Moratti, Agnelli, Colaninno, Romiti, De Benedetti, Caltagirone, Benetton... Protagonisti di un sistema che pensa più alla finanza che all'industria, più a mantenere un sistema di potere che a far prosperare le imprese. Condottieri di un capitalismo malato.

E poi c'è Mediobanca, l'epicentro del potere finanziario da sempre, la scatola nera del privilegio.
La parola chiave è una sola: fedeltà. Allora lo stipendio milionario è assicurato.

Come insegna la saga infinita dei dirigenti pubblici, spostati da una parte all'altra, sempre con buonuscite record, e dopo aver accumulato, molto spesso, perdite disastrose. E quella dei capitalisti senza capitali, che controllano una società con un'altra società, un'altra ancora, un'altra... Così hanno diritto a pochi dividendi, ma il potere è loro, basta una firma ed ecco che scatta il compenso d'oro.

"Banchieri, manager, imprenditori. Come e quanto guadagnano i protagonisti del capitalismo all'italiana"

autore:
Giorgio Meletti,Gianni Dragoni
collana: Principio attivo
dettagli: 304 pagine
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La paga dei padroni

"Banchieri, manager, imprenditori. Come e quanto guadagnano i protagonisti del capitalismo all'italiana"

autore:
Giorgio Meletti,Gianni Dragoni
collana: Principio attivo
dettagli: 304 pagine
prezzo: 14.6 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "La paga dei padroni"
(di Giorgio Meletti,Gianni Dragoni)



"Abbiamo trovato il migliore amministratore possibile, l'abbiamo spostato su Alitalia." Silvio Berlusconi, Porta a Porta, 11 gennaio 2006. Si riferisce a Giancarlo Cimoli, ex amministratore delegato Alitalia, la compagnia che nel 2006 registrerà perdite per 626 milioni di euro. Stipendio di Cimoli, anno 2006: 1 milione e mezzo di euro.
"Concordo con le critiche alle alte remunerazioni della classe dirigente. Io mi ritengo esente..." Cesare Geronzi, ex presidente di Capitalia, attuale presidente di Mediobanca. Nel 2007 ha ricevuto un 'premio alla carriera' di 20 milioni di euro.
"Correte di più, stringete i denti, e allora dagli spalti vi applaudiranno, perché voi andrete e segnerete. Come fece Napoleone a Waterloo." Luca Luciani, direttore generale Telecom Italia. Era convinto che Napoleone a Waterloo avesse vinto. Stipendio 2007: 844mila euro.
"Dimenticate l'antica massima che nulla rende vincenti come il successo: oggi la regola prevalente per i top manager è che niente rende quanto un fallimento." Warren Buffett, riconosciuto nel 2008 dalla rivista Forbes come l'uomo più ricco del mondo.
"Impregilo muove nel mondo circa 19mila persone. Se ognuno riuscisse a risparmiare un solo euro al giorno, l'azienda ne trarrebbe un beneficio di circa 4 milioni di euro all'anno. Tutti possono evitare una telefonata o fare, in cantiere, qualche chilometro in meno con un mezzo.'" Pier Giorgio Romiti, ex amministratore delegato di Impregilo, società che ha perso 88 milioni di euro nel 2004 e 358 milioni nel 2005. Nel 2004 Pier Giorgio Romiti ha totalizzato compensi per 2 milioni e mezzo di euro.
"In Italia l'introito di una banca su ogni conto corrente è in media di 204 euro, contro 186 in Germania, 124 in Francia, 40 in Spagna. E contro una media europea di 133 euro. Solo in Lussemburgo le banche sono più care, 265 euro."
"Nel 2005 il bilancio delle Ferrovie dello Stato ha dichiarato una perdita di 472 milioni di euro... La paga dell'amministratore delegato Elio Catania è stata di un milione e 930mila euro, di cui 350mila per il raggiungimento degli obiettivi assegnati."




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Luciano:
Un libro chiaro che spiega in modo inconfutabile come il capitalismo all'italiana sia rimasto ai tempi del medioevo: da una parte i padroni che possono tutto, dall'altra i piccoli azionisti (il cosiddetto azionariato diffuso! favola per bambini) buoni solo a dare il sangue e sui quali i primi si ingrassano vergognosamente e impunemente.

michele68 :
Premesso che sono un fan del Dr.Dragoni, considero questo libro un ottimo lavoro: l'analisi dell'argomento trattato è ineccepibile, fatta con indiscutibile competenza, descritta in un testo chiaro e scorrevole, immediatamente comprensibile (ahinoi!) e mai noioso (non è facile scrivendo di finanza e economia), e soprattutto politically correct. Apprezzo particolarmente la sintesi efficace di varie vicende economiche, propedeutica alla comprensione del loro percorso e a conoscere i protagonisti dell'imprenditoria e del management in Italia. La considerazione finale di p.256 è la somma di tutte le constatazioni: "...la debolezza delle classi dirigenti (economica e politica io aggiungo, che si puntellano a vicenda) mette in pericolo il futuro dell'economia italiana.". Ennesima dimostrazione di un sistema in cui le procedure sono tutt'altro che chiare e trasparenti, praticate spesso al limite del lecito, quanto basta per farla sempre franca, e anche nel caso ci si dovesse macchiare non c'è problema nel caso in cui si rappresenti un "pilastro" del sistema, altrimenti si subisce l'ostracismo oppure una dura penitenza. Lo reputo il migliore saggio da me letto negli ultimi dodici mesi, complimenti agli Autori.

miglius :
Da leggere per trovare una risposta convincente al disatro dell'imprenditoria italiana, di chi sa dare i voti a tutti (politici, giornalisti, sindacalisti, operai,...) e non si accorge della propria inefficienza che viene oltretutto ricoperta d'oro. Scoprire che in Italia esistono persone che guadagnano in un giorno quello che io guadagno in un anno, e che in più affossano le imprese dove lavorano, è una di quelle cose che ti risveglia il sopito spirito rivoluzionario e ti convince che qualcosa in Italia non solo si può cambiare ma si deve cambiare. Per fegati forti e preparati.

claudio:
Il voto altissimo è per l'importanza delle notizie riportate dai due autori molto ben preparati e documentati. Conoscevo il nostro capitalismo senza capitali, ma una denuncia del genere non me l'aspettavo. Praticamente tutti, salvo poche eccezioni, sfruttano in maniera perversa i soci azionisti. E poi l'entità dei compensi di questi signori, molti dei quali autentici incapaci, posti in luoghi di importanza solo per questioni di parentela anagrafica. Una grande delusione, ma anche una grande apertura di occhi.


un pretesto per leggerlo
Tratto da La paga dei padroni

Giorgio Meletti,Gianni Dragoni

"Nel 2005 il bilancio delle Ferrovie dello Stato ha dichiarato una perdita di 472 milioni di euro... La paga dell'amministratore delegato Elio Catania è stata di un milione e 930mila euro, di cui 350mila per il raggiungimento degli obiettivi assegnati."