Grazie


Chiarelettere presenta il libro
DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "Grazie"
(di Riccardo Staglianò)

"Soltanto gli immigrati potranno salvarci. Il futuro benessere degli italiani dipenderà dalla capacità di attrarre trecentomila lavoratori stranieri all'anno." Giuseppe Pisanu, ex ministro dell'Interno del governo Berlusconi 2001-2006.

Provate a depennare questi nomi: Ibrahimović, Kakà, Milito, Trezeguet, Pato, Mutu, Crespo, Zanetti, Lavezzi... Immaginate che dalla prossima partita nessuno di loro scenda in campo. Sarebbe un disastro. Oggi su 933 calciatori della serie A ben 322 sono stranieri.Un esempio da solo rivelatore. La realtà è che senza gli immigrati (compresi i clandestini), tutta l'Italia andrebbe a rotoli. Quasi il 10 per cento del Pil italiano arriva dagli immigrati, una famiglia su dieci dipende da una badante straniera. Abbiamo bisogno di loro. Anche la Chiesa, anche gli ospedali.

In Trentino, nella Val di Non, le mele le raccolgono i senegalesi, in Veneto i nigerini conciano le pelli per la preparazione dei giubbotti destinati a Hollywood, a Vedelago, nel cuore del leghismo veneto, sono loro ad assicurare il 90 per cento di riciclaggio dei rifiuti. A Reggio Emilia i facchini sono per lo più indiani, in Campania i sikh allevano le bufale, in Sicilia, senza i pescatori tunisini, la flotta di Mazara del Vallo non prenderebbe il mare. E i camionisti? Nel Nordest i due terzi sono albanesi e romeni, nessun italiano è capace di fare i loro turni. E chi terrebbe i nostri vecchi e i nostri bambini? E gli uffici chi li pulirebbe? E il pacco da consegnare?

Gli immigrati non vengono a rubarci il lavoro ma a fare i mestieri che noi rifiutiamo. E a permettere a molti italiani imprenditori di continuare a lavorare e a guadagnare (anche in nero). Basta raccontare una giornata di lavoro in Italia per verificare che cosa realmente succede. Da nord a sud.

"Ecco perché senza gli immigrati saremmo perduti"

autore:
Riccardo Staglianò
collana: Principio attivo
dettagli: 240 pagine
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Grazie

"Ecco perché senza gli immigrati saremmo perduti"

autore:
Riccardo Staglianò
collana: Principio attivo
dettagli: 240 pagine
prezzo: 14.6 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Grazie"
(di Riccardo Staglianò)



"Gli immigrati sono poco più del 6 per cento della popolazione e producono circa il 10 per cento del Pil. Di fatto, ci pagano la pensione."
Franco Pittau, coordinatore del Rapporto Caritas Migrantes
"Non posso lasciarla un minuto perché ha paura di tutto. Dormiamo nello stesso letto: solo con me vicina prende sonno."
Maria Schwat da Ternopil (Ucraina) assiste un'anziana malata di Alzheimer, 850 euro al mese più vitto e alloggio
"I dati forniti dal centro studi Irs (Istituto ricerca sociale) di Milano parlano di 774 mila colf regolari, di cui nove su dieci straniere, e se ne stimano quasi altrettante in nero."
Raffaella Maioni, neosegretaria nazionale Acli Colfg
"Abbiamo di recente redatto un inventario sulla scolarizzazione degli stranieri. E così abbiamo scoperto casi in cui certi dipendenti hanno mentito per difetto, tipo ingegneri, per timore di non essere presi come manovali."
Giulio Dealessi, direttore del personale della Manutencoop.
"Oggi è troppo comodo dire, come fa qualcuno, mandiamo a casa loro e riprendiamoci il lavoro. Perché il lavoro c'era anche prima e non interessava a nessuno."
Alessandro Mardegan, contitolare del Centro Riciclo Vedelago.
"Sto andando a Mosca, però non me la sento. Guarda in che condizioni mi mandano via, con le gomme lesse."
Roman Baran, morto poco dopo, l'8 agosto 2008. Armando Bizzotto, contitolare della padovana Bfc, ammette non solo che il suo autista lavorava da un mese e mezzo filato, ma anche che i riposi che risultavano sul foglio presenze erano falsi.
"Nel congelatore entri sudato come sei in coperta, perché non c'è tempo per asciugarsi, vestirsi di più. Quegli sbalzi di temperatura mi hanno fatto saltare un bel po' di denti, ho il diabete, la pressione alta, anche i reumatismi e la bronchite cronica. E la mia pensione di invalidità non arriva neanche a 400 euro."
Bazine, uno dei pescatori attivi a Mazara del Vallo, per la maggior parte tunisini




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Adriano Gaido:
Sicuramente la memoria di noi italiani è molto corta. Ci dimentichiamo facilmente di quando i nostri nonni o padri, sono partiti in cerca di (fortuna?) o di un pezzo di pane per la loro famiglia. Io sono nato nell'Italia del benessere, non ho mai sofferto la fame e ho avuto la possibilità di avere un'istruzione. Quanti italiani sono disposti, per 3€ all'ora, a infilare le mani nelle vasche della concia delle pelli, o a lavorare 12-15 ore a raccogliere pomodori? Grazie con tutto il cuore

Giuliano:
Basta con la retorica dell'immigrazione come opportunità e ricchezza. Diciamocelo: quanti di noi sarebbero felici di vivere in un Paese davvero "colonizzato"? A me la prospettiva spaventa. Va bene valorizzare il buono dell'immigrazione, ma è giusto considerare gli umori e la pancia della gente. Forse l'autore doveva tenerlo maggiormente presente.

Lidia 71:
Un libro che ti fa capire come gli ultimi a farsi il mazzo siano stati i nostri nonni, mentre i nostri pagri abbiano indossato guanti bianchi e ridotto l'Italia ad una terra da neocolonialismo. Allo stesso tempo questo "socialismo immigratorio" introdotto da industrie del nord e da politici demagoghi ha distrutto il tessuto sociale e culturale del nostro Paese importando schiavi senza offrirgli chance di integrazione..

MiriamSette 1971:
Un libro che denuncia situazioni da schiavismo coloniale. Da leggere perchè effettivamente è il terreno su cui politici e criminali si sono mossi per aprire le porte ad un'immigrazione incontrollata. Leggi queste pagine e capisci che l'ultima generazione che è stata capace di farsi il culo è quella dei nostri nonni, nemmeno dei nostri padri. Anzi loro son quelli che cresciuti con i guanti bianchi ed i sacrifici dei loro padri ora disprezzano i lavori manuali.


un pretesto per leggerlo
Tratto da Grazie

Riccardo Staglianò

"Nel congelatore entri sudato come sei in coperta, perché non c'è tempo per asciugarsi, vestirsi di più. Quegli sbalzi di temperatura mi hanno fatto saltare un bel po' di denti, ho il diabete, la pressione alta, anche i reumatismi e la bronchite cronica. E la mia pensione di invalidità non arriva neanche a 400 euro."
Bazine, uno dei pescatori attivi a Mazara del Vallo, per la maggior parte tunisini