Giovani e belli

DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "Giovani e belli"
(di Concetto Vecchio)

Perché ha scelto Gianni Chiodi come candidato alla regione Abruzzo, chiedono in quei giorni a Berlusconi. Risposta: "Perché é giovane e bello". Il nuovo libro di Concetto Vecchio é un viaggio lungo un anno attraverso l'Italia delle nuove leve incapaci di farsi classe dirigente durante il definitivo trionfo di Silvio Berlusconi. I praticanti avvocati sfruttati negli studi legali, le donne single per sempre, la grande bolla della comunicazione, i "maniaci" delle chat, il Sud dei concorsi pubblici monstre, il talento fatto a pezzi, le fughe all'estero. Vecchio mette piede a Montecitorio e scopre gli "altri" trentenni, quelli che ce la fanno: le nuove stelle del berlusconismo come Elvira Savino, deputata del Pdl, trentuno anni, che in poche settimane passa da illustre sconosciuta a miss Montecitorio. Un reportage amaro, vivido, pieno di voci e storie, che fotografa il paese reale.

"Un anno fra i trentenni italiani all'epoca di Berlusconi"

autore:
Concetto Vecchio
collana: Principio attivo
dettagli: 192 pagine
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Giovani e belli

"Un anno fra i trentenni italiani all'epoca di Berlusconi"

autore:
Concetto Vecchio
collana: Principio attivo
dettagli: 192 pagine
prezzo: 14 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Giovani e belli"
(di Concetto Vecchio)



"Il futuro dell'Italia dipende da quando moriranno alcune decine di persone, che già sono anziane." Umberto Eco.
"La discesa in campo del presidente ha svegliato in me la passione civile. A noi giovani dice che dobbiamo svegliarci al mattino con il sole in tasca." Mariastella Gelmini, trentaquattro anni, neoministro dell'Istruzione.
"La verità è che ci siamo disumanizzati, proviamo terrore verso i sentimenti, non ci vogliamo più mettere in gioco, molto più facile dedicarsi al lavoro." Anna B., trentadue anni.
"Ma lei pensa d'inserirsi nella professione a trentasei anni? Ma dove crede di andare? Faccia dei figli piuttosto!" Sandra L., avvocato, a un colloquio di lavoro.
"Non voto da tredici anni. Arrivederci Italia." Testimonianza di un trentenne italiano che oggi vive a Barcellona.
"Qui va tutto a gonfie vele. Gli australiani sono molto amichevoli. Ho trovato lavoro. Non se ne parla di tornare a Verona." Stefano T., ventisette anni, nel 2008 si è trasferito in Australia.
"Tiriamo su ragazzine vestite da micromignotte." Luciana Littizzetto.




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agostino:
Concordo con il commento precedente. L' Italia è sempre stata, già dai tempi delle Signorie, un Paese di lobby e di corporazioni, in cui verghianamente l'ascesa sociale è impossibile, se non si è sponsorizzati dal comitato di potere di turno. Questo è ancor più vero in un periodo di crisi come questo. Berlusconi è solo l'ultimo anello del Sistema.

Paolo:
Leggere un libro così può essere certamente utile, non lo definirei tempo perso. Per chi ignora certi meccanismi sarà illuminante per informarsi su determinate situazioni, e a chi è già edotto non fa mai male ogni tanto rinfrescarsi la memoria e ricordare a se stessi come girano le cose qui. Però non nascondo un senso di fastidio latente, quella ambigua e strisciante sensazione che ho avuto già dal titolo, e che non è mai venuta meno fino alla fine. "I trentenni all'epoca di Berlusconi"... Chiunque non sia nato ieri sa benissimo che le cose in questo paese seguono certe logiche perverse da sempre, che vanno stancamente migliorando sotto certi aspetti per un lento ma progressivo innalzamento del livello della coscienza civile, e peggiorando sotto altri per un insieme di numerose congiunture che fanno annaspare tutto il mondo nella stessa barca, e che è davvero ridicolo interpretare in ottica esclusivamente italiana. Ma tant'è, l'autore non è riuscito a esimersi dall'infilare il nome di Berlusconi già sulla copertina. La domanda che mi pongo è: questo giornalista, affiliato a un giornale chiaramente schierato, avrebbe scritto lo stesso identico libro una decina di anni fa (avendone, cronaca alla mano, gli stessi diritti) intitolandolo "I trentenni ai tempi di Prodi"? Non credo proprio. E' questo che mina alla base la credibilità di certe operazioni. Mi chiedo se i disgraziati ragazzi di cui si racconta siano coscienti di essere, come 'personaggi' di questo libro, strumenti di una ambigua operazione politica, oltre che testimoni di un'epoca. Insomma, questi libri te li leggi con interesse, stimolano la riflessione, ma ti lasciano sempre con un però.

Rossana :
Complimenti, ha dipinto perfettamente la situazione dei giovani in Italia nell'era di "Silvio"...unico neo: in alcuni punti sembra un riassunto di dati....


un pretesto per leggerlo
Tratto da Giovani e belli

Concetto Vecchio

"Tiriamo su ragazzine vestite da micromignotte." Luciana Littizzetto.