Capitani coraggiosi


Gianni Dragoni presenta il libro
DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "Capitani coraggiosi"
(di Gianni Dragoni)

"LA SAGA ALITALIA È UN TRISTE MEMENTO DI COME FUNZIONANO LE COSE... AMICI DI BERLUSCONI SONO STATI ALLETTATI A PRENDERE LA PORZIONE SANA DELLA COMPAGNIA, LASCIANDO I DEBITI AI CONTRIBUENTI ITALIANI."
Ronald Spogli, ex ambasciatore americano in Italia

Un'altra operazione all'insegna dell'immagine... e del portafogli. La storia dell'Alitalia è una fotografia molto precisa di come funziona il capitalismo italiano targato Berlusconi. "Siete dei patrioti" dice il presidente del Consiglio per motivare i venti capitani coraggiosi guidati da Roberto Colaninno e Corrado Passera. Coraggiosi forse è una parola grossa, basta osservarli da vicino come fa l'autore in questa documentata ricostruzione per capire perché hanno aderito all'invito di Berlusconi. Tutti lavorano in settori a contatto con il governo o con la politica: autostrade, aeroporti, ferrovie, costruzioni, giornali, appalti pubblici, investimenti nel settore immobiliare, sanità, assicurazioni, finanza, ciclo dei rifiuti. Acquisendo crediti verso il governo, la ricompensa è certa. Più che capitani coraggiosi, capitani molto furbi.
Ai "patrioti" va la parte sana della vecchia compagnia pubblica, i debiti rimangono allo Stato e ai vecchi piccoli azionisti privati, mentre i settemila dipendenti in esubero vengono parcheggiati nella "bad company" (la vecchia società messa in liquidazione dal commissario Augusto Fantozzi) con sette anni di ammortizzatori sociali sempre pagati dallo Stato. Il pacco dono prevede anche l'esclusiva su molte rotte nazionali grazie alla fusione con Air One. La concorrenza sparisce, il monopolio dei «patrioti» viene blindato per decreto legge. Altro che «sfida imprenditoriale coi controfiocchi», come la chiama Colaninno. Eppure la nuova Alitalia oggi non va bene: il bilancio 2011 dovrebbe chiudersi in perdita con altri dipendenti in cassa integrazione, meno aerei, meno scali, Malpensa in crisi e con un patrimonio netto più che dimezzato. Niente paura però. I nostri patrioti hanno pensato a tutto. Anche a vendere la compagnia all'Air France-Klm (con il 25 per cento è già il primo azionista della compagnia) guadagnandoci ancora e accollando ai cugini altri debiti. Addio italianità, addio afflato patriottico.

Gianni Dragoni è nato a Fusignano (Ravenna) il 26 ottobre 1957 e vive a Roma, dove si è laureato in giurisprudenza all'Università La Sapienza. È inviato del quotidiano "Il Sole 24 Ore", dove lavora dal 1985. È specializzato in economia, industria, finanza, spaziando dalle grandi imprese pubbliche alle privatizzazioni, dai conflitti d'interesse ai bilanci delle squadre di calcio. Su "Il Sole 24 Ore" cura la rubrica "Pay watch", che racconta quanto guadagnano i manager delle società quotate, e su "IL", mensile dello stesso gruppo editoriale, cura la rubrica "Poteri deboli", che mette in mostra il lato debole dei poteri forti. Ha scritto un altro libro insieme a Giorgio Meletti: LA PAGA DEI PADRONI (Chiarelettere 2008).

"I venti cavalieri che hanno privatizzato l’Alitalia e affondato il Paese"

autore:
Gianni Dragoni
collana: Principio attivo
dettagli: 320 pagine
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Capitani coraggiosi

"I venti cavalieri che hanno privatizzato l’Alitalia e affondato il Paese"

autore:
Gianni Dragoni
collana: Principio attivo
dettagli: 320 pagine
prezzo: 16,60 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Capitani coraggiosi"
(di Gianni Dragoni)



"Il mio stipendio? Ho ricevuto due acconti da tre milioni di euro l'uno per i primi due anni."
Augusto Fantozzi, 13 gennaio 2011
"La vicenda Alitalia non è la causa di tutti i mali del paese, ma è la conseguenza dei mali del paese."
Francesco Mengozzi, ex amministratore delegato Alitalia, 26 settembre 2009
"Non sono mai stato povero, ma neanche diventerò ricco con questo lavoro. Lo faccio per l'Italia".
Augusto Fantozzi, commissario della vecchia Alitalia, settembre 2008
"Siete dei patrioti. Vi ringrazio per aver risposto con il cuore e vedrete che sarà un buon investimento."
Silvio Berlusconi, 5 dicembre 2008.
"Standard & Poor's cita tra i motivi del declassamento dell'Italia il pasticcio politico sindacale sulla compagnia aerea."
"Abbiamo aderito perché un grande paese come l'Italia non può non avere una compagnia di bandiera."
Emilio Riva, imprenditore siderurgico, aprile 2009. Le azioni della società capofila del gruppo Riva Fire Spa sono per il 75 per cento parcheggiate oltre i confini nazionali: il 39,90 per cento è posseduto dalla lussemburghese Utia Sa
"Alitalia investe poco in nuovi aerei, la flotta dell'ottobre 2011 è di 153 velivoli, mentre da sola la vecchia compagnia ne aveva 175 nell'estate 2008."
"Con i francesi Alitalia non sarà più un'azienda indipendente, si continuerà a viaggiare sui vecchi Md80, Malpensa perderà definitivamente la possibilità di diventare un grande aeroporto."
Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, gennaio 2008. In realtà la Cai ridimensiona ancora di più il presidio a Malpensa. I «vecchi Md80» volano ancora: a ottobre 2011 ne restano in servizio 18 su una flotta operativa di 153 aerei
"Dopo l'investimento in Alitalia, il governo ci ha favorito ... Con il blocco per quattro mesi degli aumenti abbiamo perso 20 milioni, ma con il decreto Milleproroghe ci abbiamo guadagnato molto, molto di più."
Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Atlantia (Benetton), 20 marzo 2009
"I superaumenti ottenuti da Gavio il primo maggio 2009 sono davvero meritati? O sono una contropartita per l'adesione alla cordata dei patrioti per l'Alitalia?"
Gavio ha un impero che oggi comprende circa mille chilometri di strade a pedaggio




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Giulio Alati:
Dal titolo questo libro sembra la storia della vicenda AZ, debiti a noi e regalo ai soliti furbetti finanziati a buffo dalle banche. Si tratta invece di un bel trattato sulla finanza allegra italiana, un pezzo di storia affascinante e disgustosa di quello che viene chiamato Salotto Buono, che invece io definirei "spaghetti-capitalismo de noantri". Lascia il lettore incredulo e stupito ad ogni pagina, con notizie e nefandezze del capitalismo italiano che troppo spesso sono state nascoste.

Eliana Manca:
Sicuramente un enorme lavoro di ricerca che dimostra grande professionalità e competenza. Avrei speso qlch parola in più sulle innumerevoli ingiustizie subite dai lavoratori ex Alitalia assunti dalla CAI e dai cassaintegrati. Meritavano almeno un capitolo dopo essere stati massacrati dai media per mesi durante la vertenza dell'autunno 2008. Peccato. Ex responsabile di cabina sul lungo raggio base Roma,assunta in CAI,dopo1 anno e mezzo di cigs,demansionata e su base Catania. Cordiali saluti.

Walter:
Un libro di cui si sentiva l'esigenza. Esaustivo, puntuale, essenziale. Tutto quello che c'è da sapere sull'oligarchia che ci governa. Con i risultati nefasti, e carichi di conflitti d'interesse, che sono sotto gli occhi di tutti.

mattiabudini:
Un libro che aiuta a comprendere come in realtà lo Stato sia il miglior cliente per "imprenditori" senza scrupoli, più che imprenditori, grandi furboni le cui sole capacità sono arricchirsi collettivizzando i loro debiti grazie a compiacenti politici di dx e sx, niente di nuovo ma i numeri danno forza a quello che prima era solo una percezione, la continuità col pre-tangentopoli porta alla luce la debolezza e il destino degli italiani,nati per essere pecore, incapaci di vedere oltre il presente.

Stefano77:
Un libro necessario, per capire come l'Italia, ancor prima che l'Alitalia si è venuta a trovare nella situazione economica insostenibile che stiamo vivendo.


un pretesto per leggerlo
Tratto da Capitani coraggiosi

Gianni Dragoni

"I superaumenti ottenuti da Gavio il primo maggio 2009 sono davvero meritati? O sono una contropartita per l'adesione alla cordata dei patrioti per l'Alitalia?"
Gavio ha un impero che oggi comprende circa mille chilometri di strade a pedaggio