Banchieri & compari


Gianni Dragoni presenta il libro
DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "Banchieri & compari"
(di Gianni Dragoni)

"L'intera storia comincia ad assomigliare a una commedia già vista: l'economia crolla, la disoccupazione va alle stelle, le banche entrano in difficoltà, i governi corrono in soccorso. Ma sono le banche a essere salvate, non i disoccupati."
Paul Krugman, "International Herald Tribune", 12 giugno 2012


Dove finiscono i nostri soldi? Chi paga la crisi? L'Italia è tra i paesi che faticano di più a risollevarsi. La cura Monti non serve a crescere. La disoccupazione è ai massimi dal 2004. Soprattutto le banche non riescono a superare la crisi, nonostante i generosi interventi fatti in loro soccorso. Quelle italiane hanno ricevuto dalla Bce 270 miliardi di prestiti a buon mercato, più di un quarto del totale distribuito in Europa. Perché hanno bisogno di così tanti soldi?
Perché sono imbottite di Bot, Btp e Cct comprati quando sembravano un investimento sicuro, mentre ora sono ad alto rischio, la fiducia è crollata e il debito pubblico sembra inarrestabile.
Questo libro racconta come la pioggia di denaro facile proveniente dal grande bancomat di Francoforte venga impiegata per fare speculazioni: le banche hanno aumentato gli acquisti di titoli di Stato (318 miliardi di euro!) che il Tesoro altrimenti non avrebbe saputo come piazzare, forti della garanzia che il rendimento dei titoli è molto più alto del costo del prestito. Alla fine chi paga? Gli Stati, se i cittadini potranno sopportare nuove tasse. Come racconta Dragoni, ricostruendo storie e casi esemplari, le scorribande della finanza e le speculazioni delle banche si incrociano con la ragnatela di partecipazioni, i conflitti d'interesse, le triangolazioni con l'estero per aggirare il fisco. Quasi sempre, a farne le spese, i risparmiatori, mentre c'è sempre qualche banchiere in grisaglia o un cinico operatore che incassa un bonus milionario.


Gianni Dragoni è inviato de "Il Sole 24 Ore" e cura per "IL", mensile del gruppo, la rubrica Poteri deboli. È ospite fisso della trasmissione di Michele Santoro Servizio Pubblico. Ha già pubblicato per Chiarelettere La paga dei padroni (con Giorgio Meletti, 2008), sugli stipendi dei nostri manager, banchieri, imprenditori; Capitani coraggiosi (2011), sulle vicende dell'Alitalia e dei "patrioti" chiamati in campo da Silvio Berlusconi nel 2008 (Colaninno, Benetton, Marcegaglia e ancora Passera con tanti altri); e per la collana ebook Original Alta rapacità (2012), sui cavalieri Montezemolo e Della Valle che hanno inaugurato il treno ad Alta velocità "Italo" che collega Napoli a Milano, e Ilva (2012), sul padrone delle ferriere, Emilio Riva, che si è arricchito comprando la siderurgia di Stato e oggi tiene in scacco un'intera città, Taranto.

"Come malafinanza e cattivo capitalismo si mangiano i soldi dei risparmiatori"

autore:
Gianni Dragoni
collana: Principio attivo
dettagli: 176 pagine
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Banchieri & compari

"Come malafinanza e cattivo capitalismo si mangiano i soldi dei risparmiatori"

autore:
Gianni Dragoni
collana: Principio attivo
dettagli: 176 pagine
prezzo: 15,00 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Banchieri & compari"
(di Gianni Dragoni)



"Il 3 gennaio 2012 il Tesoro ha pagato due miliardi e 567 milioni di euro alla Morgan Stanley per estinguere alcuni contratti derivati stipulati nel 1994."
"Il fisco ha mosso contestazioni alle banche italiane per una somma tra i quattro e i cinque miliardi di euro di imposte non pagate e sanzioni. Ha recuperato solo un miliardo. E gli altri?"
"L'errore maggiore non è stato comprare Antonveneta ma 27 miliardi di titoli di Stato che oggi ci mangiano cinque miliardi di capitale. Senza questi titoli non avremmo avuto bisogno di supporto pubblico."
Alessandro Profumo, neopresidente del Monte dei Paschi, 28 agosto 2012.
"Ligresti è indebitato per più di due miliardi verso le banche. Nonostante questo, Unicredit ha messo a sua disposizione 205 milioni. La stessa banca ha deciso di tagliare 5200 dipendenti entro il 2015. Ma la perdita causata dal salvataggio di Ligresti corrisponde al costo di mille dipendenti in un anno. E Intesa ha aumentato i tagli da 3000 a 5000 posti."
"Stipendi dei top manager delle banche: nel 2011 Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, ha ricevuto 2,93 milioni lordi; Pier Francesco Saviotti del Banco popolare 2,03 milioni; Federico Ghizzoni di Unicredit 2,01 milioni; Giovanni Bazoli, presidente di Intesa Sanpaolo, 1,62 milioni, e l'ex amministratore Corrado Passera 3,26 milioni." "Penso che il momento del rimorso e delle scuse da parte delle banche debba considerarsi finito."
Bob Diamond, amministratore delegato della Barclays, al Parlamento inglese nel gennaio del 2011. Un anno e mezzo dopo si è scoperto che la banca manipolava sottobanco il Libor e l'Euribor, i tassi di riferimento del mondo finanziario.
"Tra la fine del 2011 e il febbraio del 2012 la Bce ha elargito alle banche 1019 miliardi in totale. Le italiane sono quelle che hanno ottenuto di più: circa 270 miliardi. Dove sono finiti questi soldi?"




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Fabio Angioletti:
Dragoni affronta con la perizia del capitano di lungo corso una navigazione nelle agitate acque della mala finanza italiana, svelandone i complicati retroscena in maniera dettagliata: suo indiscutibile pregio la capacità di trasmettere al grande pubblico i tecnicismi dell'alta finanza con un linguaggio semplice ed efficace, per nulla pesante, a tutto vantaggio di una lettura piacevole nella sua scorrevolezza.

Carmelo:
Non avevo letto ancora un libro di Dragoni ma devo complimentarmi per la semplicità e scorrevolezza del testo che ha scritto. Una visione nuda e cruda della società in cui viviamo, dei favori solo e sempre tra i più ricchi a discapito di noi "comuni", del ruolo costante di Banca Intesa in tutti i capitoli letti, del perchè non raggiungere i traguardi nelle aziende ti premia con laute buoneuscite,insomma Dragoni ha dimostrato coraggio,quello che manca a noi per ribellarsi a tutto questo!

Benny:
La novella è sempre la stessa: le banche vanno salvate, perchè altrimenti fallisce l'Italia. Così, mentre il popolo è costretto a tirare la cinghia e a fare la fame, grazie a Governi sempre piegati e pronti a dare loro pieno sostegno, i banchieri salvano sempre la loro poltrona. Pamphlet convincente, scritto con semplicità e senza peli sulla lingua, arriva dritto dritto al cuore - o meglio al portafoglio - della gente comune. Glaciale.

Ismaele:
Aumenta la disoccupazione, aumenta l'inflazione, i consumi sono in picchiata, il pil è in caduta libera e il debito pubblico è al 126%. Insomma: un Paese alla frutta, dove c'è una categoria, quella dei Banchieri, che continua a farla franca sulle spalle dei consumatori. Un libro che fa schiumare di rabbia, ma lettura necessaria.

Stefano:
La crisi, già. Stati, Banche, cattiva politica, cattiva gestione, conflitti d'interesse. Un mix di elementi detonanti che ha portato alle soglie della catastrofe l'eurozona e non solo. Cronaca arrabbiata di un mondo che ha stancato. Ma che purtroppo non paga gli sbagli, ma li fa pagare ai risparmiatori. Lettura svelta e utilissima.


un pretesto per leggerlo
Tratto da Banchieri & compari

Gianni Dragoni

"Tra la fine del 2011 e il febbraio del 2012 la Bce ha elargito alle banche 1019 miliardi in totale. Le italiane sono quelle che hanno ottenuto di più: circa 270 miliardi. Dove sono finiti questi soldi?"