Viva il Re!


Marco Travaglio presenta il libro
DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "Viva il Re!"
(di Marco Travaglio)

“Perché ciò che è usuale nei più presidenziali dei regimi democratici, la critica al presidente, sembra essere vissuto in Italia come un’offesa all’istituzione?”
Barbara Spinelli al presidente Giorgio Napolitano, 3 gennaio 2009.


Quella che state per leggere non è una biografia. Ce ne sono già fin troppe, una se l’è addirittura scritta lui. Questo è ciò che manca nelle altre. La controstoria del primo presidente della Repubblica che ha concesso il bis, contro lo spirito della Costituzione e contro tutto quello che aveva giurato fino al giorno prima della sua rielezione. Alla veneranda età di ottantotto anni: quando un cittadino non può più guidare l’automobile. Ma lo Stato sì... Qui si racconta il suo lato B, finora – salvo rare eccezioni – ignorato o relegato nel dimenticatoio, alla voce “lesa maestà”. Di cose che non vanno, nella sua carriera e soprattutto nei suoi sette anni e mezzo al Quirinale, ma anche prima, ce ne sono parecchie: pensieri, parole, opere e omissioni. In un altro paese, un paese davvero democratico intendo, se ne discuterebbe liberamente e laicamente. In Italia è come se fosse vietato. Tabù. Non lo è (ancora) per legge: lo è nei fatti... Fra uno strappo oggi, una forzatura domani e un abuso dopodomani, Napolitano è diventato quello che tutti vediamo: il capo dello Stato di Emergenza, di Eccezione e di Necessità, che tutto può, anzi tutto deve... Può un presidente della Repubblica che ha giurato sulla Costituzione – quella vera, quella del 1948 – modificarla progressivamente a sua immagine e somiglianza, e intanto sollecitare continuamente i partiti a riformarla?... In questi anni di democrazia sottovuoto spinto, per mancanza di veri politici e di una vera politica, l’unico disegno politico chiaro e netto è stato ed è il suo. E lui lo persegue con certosina, scientifica, pervicace metodicità.
Marco Travaglio


Marco Travaglio è vicedirettore del “Fatto Quotidiano”, collaboratore del settimanale “l’Espresso” e del programma “Servizio pubblico” di Michele Santoro. I suoi libri offrono una lettura unica di quanto accaduto in Italia negli ultimi decenni. Da L’ODORE DEI SOLDI (con Elio Veltri), MANI PULITE (con Peter Gomez e Gianni Barbacetto) e REGIME (con Peter Gomez) fino ai più recenti AD PERSONAM, COLTI SUL FATTO, BERLUSMONTI, L’ILLUSIONISTA (con Pino Corrias e Renato Pezzini) e il dvd+libro SILENZIO, SI RUBA. Dopo i successi teatrali di PROMEMORIA e ANESTESIA TOTALE è in scena con lo spettacolo È STATO LA MAFIA insieme con Isabella Ferrari.

"Giorgio Napolitano, il presidente che trovò una repubblica e ne fece una monarchia"

autore:
Marco Travaglio
collana: Principio attivo - I protagonisti dell'antipolitica
dettagli: 624 pagine
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Viva il Re!

"Giorgio Napolitano, il presidente che trovò una repubblica e ne fece una monarchia"

autore:
Marco Travaglio
collana: Principio attivo - I protagonisti dell'antipolitica
dettagli: 624 pagine
prezzo: 16.90 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Viva il Re!"
(di Marco Travaglio)



Non c’è niente da fare. Sembra proprio che il popolo italiano non voglia essere governato. E ha ragione. Ha paura che se vincono troppo quelli di là, viene fuori una dittatura di sinistra. Se vincono troppo quegli altri, viene fuori una dittatura di destra. La dittatura di centro invece... quella gli va bene. Auguri!
Giorgio Gaber, 1996
Non le lotte e le discussioni dovevano impaurire, ma la concordia ignava e le unanimità dei consensi.
Luigi Einaudi, «Corriere della Sera», 22 agosto 1948
Ecco il nostro telegramma di congratulazioni e auguri a Sandro Pertini: «Che Dio Le conceda il coraggio, presidente, di fare le cose che si possono e che si debbono fare; l’umiltà di rinunziare a quelle che si possono ma non si debbono, e a quelle che si debbono ma non si possono fare; e la saggezza di distinguere sempre le une dalle altre».
Indro Montanelli, «il Giornale», 9 luglio 1978
La persona del re è sacra e inviolabile.
Articolo 2 dello Statuto albertino, 8 febbraio 1848




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Mara Borserini:
Frustrazione è lo stato d'animo che mi accompagnato nella lettura, per la patente violazione di norme e decenza. Ma anche gratitudine, molta, a Travaglio, per avere snocciolato in maniera così lapidaria, in rigoroso ordine logico-cronologico, le vergogne degli ultimi anni. Non sono religiosa, né tantomeno cattolica, ma il succedersi dei paragrafi mi ha tanto ricordato una crocifissione, chiodo dopo chiodo, e sulla croce la democrazia e la Costituzione. Confido nella resurrezione dei giusti.

rosario romano:
Dettagliato, Travaglio segue una logica implacabile con un susseguirsi temporale degli avvenimenti che non lascia respiro. Il collegamento dei fatti non da adito a dubbi sulla precisa volontà dell'establishment gattopardesco di "cambiare tutto per non cambiare niente". Un tristissimo ritratto dei mesi recenti che ti fa capire che siamo senzacsperanza.

Gerardo Tricarico:
Raramente mi è successo di non poter smettere di leggere un libro. Rientrando da un'uscita in mare e facendo 3 kilometri a piedi sul lungomare di senigallia, con il naso immerso tra le pagine e quasi urtando le persone che mi scivolavano di fianco, ho dovuto faticare molto a non mettermi ad urlare dalla incazzatura per aver scoperto fino a che punto sono stato preso per il c.. negli ultimi 7 anni e mezzo.

JOHN:
Non possiamo non dirci anti-Napolitano: grazie Travaglio! Tutti gli abusi e soprusi di questo gerontocrate, finalmente raccontati con una logica stringente, nel mare magnum di conformisti e massmedia italiani corrotti, narcotizzati dal potere di questo ambiguo personaggio; gestore ottuso, un Mister Havisham accanitamente abbarbicato, dal Quirinale, alle rovine del passato e del presente fallimentare dell'Italia.

Nino Costanzo:
Un buon giornalista e colui che interpreta gli umori delle della maggioranza del popolo , mai come in questo libro è stato spiegato nei dettagli il sentimento del popolo. Bravo Marco


un pretesto per leggerlo
Tratto da Viva il Re!

Marco Travaglio

La persona del re è sacra e inviolabile.
Articolo 2 dello Statuto albertino, 8 febbraio 1848