Sentenza artificiale

DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "Sentenza artificiale"
(di Barbara Baraldi)

Saremo giudicati da un algoritmo?
Un romanzo così verosimile
da sembrare un incubo

“Cassia si lasciò cadere
sullo schienale della sedia.
‘Siamo a un punto morto.
Non c’è modo di capire lo scopo del virus,
lo schema di duplicazione, né tantomeno
il meccanismo di accesso alla rete.
Tutto quello che sappiamo
è che è sorprendentemente aggressivo.’
Al punto di arrivare a uccidere,
evitò di aggiungere.”
Il futuro è adesso.
In un’aula del palazzo di giustizia di Roma, gremita di giornalisti e tecnici ministeriali, il visionario manager Aristotile Damanakis presenta LexIA l’algoritmo di “sentenza artificiale” che rivoluziona il processo penale: a stabilire la colpevolezza di un imputato sarà un programma in grado di considerare ogni aspetto del caso, dalle circostanze alle prove, dalle testimonianze alle attenuanti, rendendo superfluo ogni intervento umano. Basta un algoritmo per decidere se una persona ha commesso o no un delitto. Ma a scombussolare i piani del governo ci pensa l’affascinante e coraggiosa Cassia, che scopre un’anomalia mimetizzata nel codice di LexIA che potrebbe comprometterne l’imparzialità. La ragazza non ha dubbi: qualcuno ha violato la sandbox di protezione del sistema. Chi sta mettendo le mani sulla riforma della magistratura? Chi è disposto a uccidere pur di manipolare le sentenze? Da quel momento Cassia diventa un bersaglio. Come lei è stata in grado di vedere l’anomalia, qualcuno – attraverso l’anomalia – ha visto lei. Qualcuno che è disposto a tutto pur di coprire le proprie tracce. Nel complotto sono implicati gli stessi organismi che dovrebbero garantire l’imparzialità della giustizia e Cassia è determinata a fermarli a qualunque costo.
Barbara Baraldi costruisce una trama incalzante e coinvolgente, ambientata in un futuro che potrebbe benissimo essere già presente, e ci sbatte in faccia con la maestria di una scrittrice di razza una domanda sempre più pressante che in pochi sono disposti a porsi: se nessun uomo è al di sopra della legge, può esserlo una macchina?
Barbara Baraldi è autrice di thriller e sceneggiature di fumetti. Pubblica per Giunti editore la serie “Aurora Scalviati, profiler del buio” di cui fanno parte i romanzi Aurora nel buio (2017), Osservatore oscuro (2018) e L’ultima notte di Aurora (2019). Nel corso della sua carriera ha pubblicato romanzi per Mondadori, Castelvecchi, Einaudi e un ciclo di guide ai misteri della città di Bologna per Newton & Compton. Tra il 2014 e il 2015 ha collaborato con la Walt Disney Company come consulente creativa. Dal 2012 scrive per la serie “Dylan Dog” di Sergio Bonelli Editore.
È vincitrice di vari premi letterari, tra cui il Gran Giallo città di Cattolica e il Nebbia Gialla. È trai protagonisti di Italian noir, documentario sul thriller italiano prodotto dalla Bbc. I suoi libri sono accolti con favore dalla critica e dal pubblico e sono pubblicati in vari paesi, tra cui Germania, Inghilterra e Stati Uniti.
Dal 2010 tiene lezioni e corsi di scrittura creativa per adulti e ragazzi in collaborazione con le scuole secondarie di primo e secondo grado.
autore:
Barbara Baraldi
collana: Narrazioni
dettagli: 224
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Sentenza artificiale

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autore:
Barbara Baraldi
collana: Narrazioni
dettagli: 224
prezzo: 17,00 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Sentenza artificiale"
(di Barbara Baraldi)



“Cassia si lasciò cadere
sullo schienale della sedia.
‘Siamo a un punto morto.
Non c’è modo di capire lo scopo del virus,
lo schema di duplicazione, né tantomeno
il meccanismo di accesso alla rete.
Tutto quello che sappiamo
è che è sorprendentemente aggressivo.’
Al punto di arrivare a uccidere,
evitò di aggiungere.”




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Tratto da Sentenza artificiale

Barbara Baraldi

“Cassia si lasciò cadere
sullo schienale della sedia.
‘Siamo a un punto morto.
Non c’è modo di capire lo scopo del virus,
lo schema di duplicazione, né tantomeno
il meccanismo di accesso alla rete.
Tutto quello che sappiamo
è che è sorprendentemente aggressivo.’
Al punto di arrivare a uccidere,
evitò di aggiungere.”