Confessioni ultime

DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "Confessioni ultime"
(di Mauro Corona)

Una meditazione sulla vita, la natura, il silenzio, la libertà.
Il testamento spirituale di Mauro Corona.

“Profondo, ironico, mai banale. Una lezione di vita.”
Claudio
“Mauro Corona come sempre riesce a toccare le corde dell’anima.”
Marco
“Simile a un testamento, ne consiglio la lettura. Ancora una volta grazie Mauro!”
Claudia
“Un finto rude che nasconde una sensibilità rara.”
Enrico
“Consigliato a tutti i fan di Corona.”
Stefano
(Fonte www.amazon.it)

Pensieri e racconti di vita. Le “Confessioni ultime” di Mauro Corona sono il diario intimo di un sognatore che in questo libro, per la prima volta, compone il suo testamento spirituale. Un autoritratto che richiama in alcuni passaggi l’indimenticabile tradizione degli scritti morali, da Seneca al filosofo e samurai Jōchō Yamamoto, e si trasforma con impennate improvvise in un personalissimo sfogo sull’attualità, sul nostro tempo e sulla vita frenetica e innaturale che viviamo. Le “Confessioni” prendono forma da alcune parole pronunciate ormai senza alcuna partecipazione. Parole vuote eppure, secondo Corona, essenziali per vivere, come libertà, pace interiore, silenzio, corpo, memoria, fatica, amore, amicizia, dolore, morte, Dio.
Con assoluta sincerità, questo libro offre una rappresentazione profonda e illuminante della vita, un racconto personalissimo che può darci la misura di cosa è davvero essenziale: “Sono un grande peccatore, ma per tradizione e per educazione spero in Dio, e lo rispetto a modo mio. Spero in Dio, però non so più dov’è finito... Diceva Zvi Kolitz: ‘Caro Dio, io credo in te nonostante te’”.

Mauro Corona è nato a Erto (Pordenone) nel 1950. È autore di “Il volo della martora”, “Le voci del bosco”, “Finché il cuculo canta”, “Nel legno e nella pietra”, “Aspro e dolce”, “L’ombra del bastone”, “Vajont: quelli del dopo”, “I fantasmi di pietra”, “Cani, camosci, cuculi (e un corvo)”, “Storia di Neve”, “Il canto delle manére”, “La fine del mondo storto” (premio Bancarella 2011), “La ballata della donna ertana”, “Come sasso nella corrente”, “Venti racconti allegri e uno triste”, “Guida poco che devi bere: manuale a uso dei giovani per imparare a bere”, “La voce degli uomini freddi” (finalista premio Campiello 2014), “Una lacrima color turchese”, “I misteri della montagna”, “Favola in bianco e nero”, “La via del sole” e delle raccolte di fiabe “Storie del bosco antico” e “Torneranno le quattro stagioni”, editi da Mondadori. Ha pubblicato anche “La casa dei sette ponti” (Feltrinelli 2012) e, per Chiarelettere, “Confessioni ultime” (prima edizione 2013) e “Quasi niente” (con Luigi Maieron, 2017).

"Una meditazione sulla vita, la natura, il silenzio, la liberta"

autore:
Mauro Corona
collana: Narrazioni
dettagli: 128
condividi
stampa dettagli
Acquista su IBS

Confessioni ultime

"Una meditazione sulla vita, la natura, il silenzio, la liberta"

autore:
Mauro Corona
collana: Narrazioni
dettagli: 128
prezzo: 12 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Confessioni ultime"
(di Mauro Corona)



“Consigliato a tutti i fan di Corona.” Stefano
(Fonte www.amazon.it)
“Mauro Corona come sempre riesce a toccare le corde dell’anima.” Marco
“Profondo, ironico, mai banale. Una lezione di vita.”
Claudio
“Simile a un testamento, ne consiglio la lettura. Ancora una volta grazie Mauro!” Claudia
“Un finto rude che nasconde una sensibilità rara.” Enrico
Una meditazione sulla vita, la natura, il silenzio, la libertà.
Il testamento spirituale di Mauro Corona.

“Ultimamente,
e sempre più spesso, ho
un desiderio impossibile,
ma forse chissà, potrebbe
anche essere possibile,
però non ci credo molto,
anzi non ci credo per nulla.
Ma questo non è importante,
importante sarebbe realizzare questo desiderio per avere una
soddisfazione, l’ultima.
Vorrei vedere il mio volto dopo che
sarò morto, vorrei vederlo, almeno per
una volta, rilassato, lisciato, disteso, sereno, pacifico,
anche solo pochi secondi. Per vederlo così
dovrò essere morto e i morti non vedono più… Solo
da morto, credo, il mio volto sarà rilassato.
La morte stende e distende. Fin da piccolo, da bambino,
ho avuto un volto impaurito, un volto
tirato, teso, ansioso, inquieto, angosciato, triste, deluso,
amareggiato, sconfitto, rassegnato,
avvilito e si potrebbe andare avanti. A volte arrabbiato,
irato, altre contuso e tumefatto, altre sporco,
mai disteso. Ho eliminato gli specchi, non mi hanno
mai ridato un volto tranquillo come acqua
ferma, per questo evito gli specchi. Quando vedo il mio
volto, quella tragica maschera di dolori
e fallimenti e menzogne e sconfitte, penso a coloro che
hanno contribuito mettendocela tutta
a ridurlo così, io per primo. E ormai non cambia più,
si è irrigidito, imbalsamato, fermo e secco
in quei tratti angosciati che hanno piallato ogni dolcezza.
Verrà la morte a stirarlo, lo so, solo la morte
potrà spianarlo, e dirò finalmente. Ma non potrò vederlo,
per questo ho l’impossibile desiderio
di vedermi morto, per osservare il mio volto in pace,
finalmente. Ma non sarà così. ”
“Ultimamente,
e sempre più spesso, ho
un desiderio impossibile,
ma forse chissà, potrebbe
anche essere possibile,
però non ci credo molto,
anzi non ci credo per nulla.
Ma questo non è importante,
importante sarebbe realizzare questo desiderio per avere una
soddisfazione, l’ultima.
Vorrei vedere il mio volto dopo che
sarò morto, vorrei vederlo, almeno per
una volta, rilassato, lisciato, disteso, sereno, pacifico,
anche solo pochi secondi. Per vederlo così
dovrò essere morto e i morti non vedono più… Solo
da morto, credo, il mio volto sarà rilassato.
La morte stende e distende. Fin da piccolo, da bambino,
ho avuto un volto impaurito, un volto
tirato, teso, ansioso, inquieto, angosciato, triste, deluso,
amareggiato, sconfitto, rassegnato,
avvilito e si potrebbe andare avanti. A volte arrabbiato,
irato, altre contuso e tumefatto, altre sporco,
mai disteso. Ho eliminato gli specchi, non mi hanno
mai ridato un volto tranquillo come acqua
ferma, per questo evito gli specchi. Quando vedo il mio
volto, quella tragica maschera di dolori
e fallimenti e menzogne e sconfitte, penso a coloro che
hanno contribuito mettendocela tutta
a ridurlo così, io per primo. E ormai non cambia più,
si è irrigidito, imbalsamato, fermo e secco
in quei tratti angosciati che hanno piallato ogni dolcezza.
Verrà la morte a stirarlo, lo so, solo la morte
potrà spianarlo, e dirò finalmente. Ma non potrò vederlo,
per questo ho l’impossibile desiderio
di vedermi morto, per osservare il mio volto in pace,
finalmente. Ma non sarà così. ”




Le vostre recensioni 0 recensioni
5 stelle
 (0)
4 stelle
 (0)
3 stelle
 (0)
2 stelle
 (0)
1 stella
 (0)

FAI LA TUA RECENSIONE

Vota e scrivi la recensione





Numero di caratteri disponibili: 500
 Privacy: ho preso visione della nota informativa.

Informativa art. 13 D.lgs. 196/2003 Desideriamo informarla che il D.lgs. n. 196/2003 prevede la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali. Secondo la normativa indicata, tale trattamento sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della Sua riservatezza e dei Suoi diritti. Ai sensi dell'art. 13 del D.lgs. n.196/2003, Le forniamo, quindi, le seguenti informazioni:
- I dati da Lei forniti verranno trattati esclusivamente per finalità concernenti l'attività informativa del blog
- Il conferimento dei dati è facoltativo e l'eventuale rifiuto a fornire tali dati non ha alcuna conseguenza.
- I dati da Lei forniti non saranno oggetto di diffusione.
- Il soggetto Chiarelettere, in qualità di responsabile del Blog è l’unico soggetto che può aver accesso ai dati personali da Lei indicati.
- Lei ha diritto di ottenere la conferma dell'esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile.

- Lei ha diritto di ottenere l'indicazione:
a) dell'origine dei dati personali;
b) delle finalita' e modalita' del trattamento;
c) della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l'ausilio di strumenti elettronici;
d) degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante designato ai sensi dell'articolo 5, comma 2;
e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualita' di rappresentante designato nel territorio dello Stato, di responsabili o incaricati.

- Lei ha diritto di ottenere:
a) l'aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse, l'integrazione dei dati;
b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non e' necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati;
c) l'attestazione che le operazioni di cui alle lettere a) e b) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato.

- Lei ha diritto di opporsi, in tutto o in parte:
a) per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano, ancorche' pertinenti allo scopo della raccolta;
b) al trattamento di dati personali che lo riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.

- I diritti suindicati sono esercitati con richiesta rivolta senza formalita' al titolare o al responsabile del Portale Chiarelettere, in persona del legale rappresentante pro tempore, anche per il tramite di un incaricato, alla quale e' fornito idoneo riscontro senza ritardo.
- Il soggetto responsabile del Trattamento dei Dati personali è Chiarelettere, in persona del legale rappresentante pro tempore, con Via Melzi d'Eril 44 - 20154 Milano e.mail: info@chiarelettere.it



un pretesto per leggerlo
Tratto da Confessioni ultime

Mauro Corona

Tratto da Confessioni ultime

Mauro Corona

Tratto da Confessioni ultime

Mauro Corona

“Ultimamente,
e sempre più spesso, ho
un desiderio impossibile,
ma forse chissà, potrebbe
anche essere possibile,
però non ci credo molto,
anzi non ci credo per nulla.
Ma questo non è importante,
importante sarebbe realizzare questo desiderio per avere una
soddisfazione, l’ultima.
Vorrei vedere il mio volto dopo che
sarò morto, vorrei vederlo, almeno per
una volta, rilassato, lisciato, disteso, sereno, pacifico,
anche solo pochi secondi. Per vederlo così
dovrò essere morto e i morti non vedono più… Solo
da morto, credo, il mio volto sarà rilassato.
La morte stende e distende. Fin da piccolo, da bambino,
ho avuto un volto impaurito, un volto
tirato, teso, ansioso, inquieto, angosciato, triste, deluso,
amareggiato, sconfitto, rassegnato,
avvilito e si potrebbe andare avanti. A volte arrabbiato,
irato, altre contuso e tumefatto, altre sporco,
mai disteso. Ho eliminato gli specchi, non mi hanno
mai ridato un volto tranquillo come acqua
ferma, per questo evito gli specchi. Quando vedo il mio
volto, quella tragica maschera di dolori
e fallimenti e menzogne e sconfitte, penso a coloro che
hanno contribuito mettendocela tutta
a ridurlo così, io per primo. E ormai non cambia più,
si è irrigidito, imbalsamato, fermo e secco
in quei tratti angosciati che hanno piallato ogni dolcezza.
Verrà la morte a stirarlo, lo so, solo la morte
potrà spianarlo, e dirò finalmente. Ma non potrò vederlo,
per questo ho l’impossibile desiderio
di vedermi morto, per osservare il mio volto in pace,
finalmente. Ma non sarà così. ”