Lolito


Daniele Luttazzi presenta il libro
DI COSA PARLA
Quarta di copertina
del libro "Lolito"
(di Daniele Luttazzi)

Già protagonista di un racconto di trenta pagine, scritto da Luttazzi nel 1999 e subito distrutto, il personaggio dell’imprenditore spudorato e nello stesso tempo ammaliatore di masse si concretizza artisticamente, dopo anni di tentativi e ripensamenti, nel Lolito di questo romanzo.
L’intera opera, sotto forma di una confessione spregiudicata, include, senza scrupoli, un profluvio di parole e di situazioni così sconce che neppure il gagliardo filisteo più rotto alle convenzioni moderne riuscirebbe a restarne indifferente; ma se, per accontentare i perbenisti, l’editore tentasse di diluire o di omettere scene che un certo tipo di mentalità definirebbe “afrodisiache”, si dovrebbe rinunciare del tutto alla pubblicazione del testo, in quanto queste scene, che potrebbero essere accusate, a torto, di una loro sensuale autonomia, sono invece le più strettamente funzionali allo sviluppo di una vicenda tragica che mira, senza tentennamenti, all’apoteosi morale. Ancor più cospicuo del valore letterario, infatti, è l’impatto etico che il libro, incolume, dovrà avere sul lettore serio, affinché da questo abominevole tentativo d’espiazione individuale derivi un magistero di carattere generale.
La minorenne traviata, la madre tardona, l’ansimante maniaco, infatti, non sono soltanto personaggi vividi di una storia esecranda, ma funzioni narrative che, additando mali potenti, mettono in guardia contro tendenze pericolose. Educare una generazione migliore per edificare un mondo più elegante: questo il grande monito che sale dalle pagine del libro, questa la grande responsabilità che i tempi ci impongono, questa la grande sfida che ci attende.
Tocca a noi. A ciascuno e a tutti.
CARLO R*SS*LL*

Daniele Luttazzi è nato a Pietroburgo nel 1961 da una famiglia dell’antica aristocrazia russa. Grazie alla glasnost’ poté trasferirsi in italia e ne adottò la lingua, che adopera tuttora con la medesima disinvoltura del suo idioma natio. Dopo aver introdotto nella tv del Bel paese, con un monologhetto di 15 minuti a “Raiperunanotte”, un’atmosfera di spontaneità divertente e controversa, in questo nuovo libro Luttazzi continua quella polemica combustibile liberando appieno la propria incantevole personalità, che un critico ha definito “l’equivalente umano del chewing gum che ti si appiccica sotto le suole”.

"Una parodia"

autore:
Daniele Luttazzi
collana: Fuori collana
dettagli: 592 pagine
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Lolito

"Una parodia"

autore:
Daniele Luttazzi
collana: Fuori collana
dettagli: 592 pagine
prezzo: 14,90 €

PRETESTI PER LEGGERLO
del libro "Lolito"
(di Daniele Luttazzi)







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Roberto F.:
"Lolito è il più bel libro del 2013." (Daniela Ranieri) Condivido in pieno. Grande Luttazzi!

nicola grassi:
Questo è un romanzo ed è si molto osceno... Dato l'argomento non poteva essere altrimenti. Ma dietro ogni frase c'è un mondo! Il linguaggio e le immagini oscene fanno parte della satira da sempre, certo bisogna saperli usare con senso e raffinatezza come Luttazzi ha sempre fatto.. Per me è tra i migliori artisti italiani degli ultimi anni, considerarlo solo un comico è sminuirlo. Tra l'altro tra i migliori interpreti della realtà italiana di oggi.

il mondo perfetto:
Gran bel libro. Mi ha sorpreso.

Barbara:
* * * MERAVIGLIOSO! * * * In questo libro c'è così tanta freschezza verbale che la sua satira intransigente e lucida ne risulta esaltata in modo sorprendente. Una volta letto si apprende una certa cosa. Allora lo rileggi e scopri che certe frasi che ti erano sembrate innocue contengono altra satira "nascosta". Luttazzi è magico.

Adriana :
Mi è piaciuto da morire. Una satira di livello eccelso unita a una perfidia unica. Si ride di gusto per 500 pagine, ma si resta anche sbalordite dalla bravura narrativa e dal virtuosismo parodistico di Luttazzi. Per me il saggio finale meriterebbe da solo il prezzo del libro. Solo un lettore superficiale o in malafede può dare un giudizio negativo su quest'opera. Questo libro ti giudica senza scampo.

Leo:
Incredibile quanto le storie di Nabokov (Solus Rex, Fuoco pallido, Il dono), riprese parola per parola come già con Carlin, Hicks e tanti altri (ma farlo su un gigante come Nabokov testimonia del livello magistrale a cui si trova Luttazzi), possano dirci di Berlusconi (che si ama di un amore ardente e completamente ricambiato). È la magia della parodia, che accompagna sempre la poesia autentica.

Licio:
Ha di apprezzabile, la Gioconda con i baffi di Duchamp, che dura un foglio. Duchamp sapeva quando fermarsi. Con Lolito, Luttazzi si diverte a fare i baffi a Nabokov: per seicento, estenuanti pagine. Un bambino coi pastelli che ha perso la cognizione del tempo, nel solaio illuminato di una villa di campagna, fuori sa di alloro e fruscian le lucertole. Prime cottarelle estive. Per sé stessi.

Silvia:
Pretenzioso e cloroformico!

Girolamo:
Opera satirica intelligentissima, che gioca con il dèjà vu delle cronache ma ha l'abilità di far riflettere. Luttazzi ha fatto centro anche questa volta.

Gennaro:
Una parodia esilarante e spietata, scritta da un Luttazzi in strepitosa forma. E' difficile non ridere di fronte a certe situazioni; ma è difficile anche non riflettere. Lettura intelligente.

Gaetano:
Un Luttazzi al vetriolo che traccia un ritratto sconcertante ma veritiero di un imprenditore che ammalia la gente e le donne. Vi ricorda qualcosa? Ci avete preso. Esilarante.

Simone Girardello:
Libro elitario, inadatto a un pubblico indifferenziato: se non si conoscono a menadito i Nabokov, Proust e Gadda che Luttazzi paròdia, troppi passaggi risultano incomprensibili e si ride poco. Sfugge poi il quid dell'operazione, di 500 pagine di parodìa bulimica che non ci dicono nulla sui parodiati (non li affossano, non li sgonfiano, non li svelano), si accontentano di piegarne lo stile alle ormai trite gesta del Berlusconi sessuomane. Libro comunque curioso nella sua ipertrofia. Due stelle.

francesca orru:
una piacevole sorpresa. altro che 50 sfumature di grigio. erotismo sublime e risate intelligenti. lo consiglio vivamente a tutte.

Davide Grassi:
Mai riso tanto con un libro. E' semplicemente il miglior romanzo satirico italiano degli ultimi 50 anni.