
5 febbraio 2010 | Pirex |
Radio Città Fujiko
Nicola Biondo presenta "Il patto" a Radio Città Fujiko
Nicola Biondo, giornalista dell'Unità e di BluNotte, e Sigfrido Ranucci di Report e di Rainws24, hanno pubblicato "Il patto" (Chiarelettere). Tra lo Stato e la mafia c'è stata o non una trattativa? Questo è l'interrogativo che i due giornalisti si rivolgono e su cui tentano di far chiarezza. Tutto parte dalle rivelazioni di Massimo Ciancimino, figlio del sindaco mafioso di Palermo, che in una nuova inchiesta racconta ai magistrati come dopo la stagione delle stragi, la cattura del boss Totò Riina, i clan siciliani vennero a patti con Marcello Dell'Ultri, braccio destro di Silvio Berlusconi e allora fondatore di ForzaItalia. In realtà dice Biondo un patto tra Stato e malaffare in Sicilia è sempre esistito.
I passaggi di questo Patto sono molteplici:
- il papello con le 12 richieste di Totò Riina per fermare la stagione delle stragi
- gli incontri avuti da vito ciancimino con due Ufficiali dei Carabinieri
- la mancata perquisizione del covo di Riina quando fu catturato
- la troppo lunga e sospetta latitanza di Bernardo Provenzano
Questa è storia più o meno nota: ma qui viene presentata la testimonianza di un infiltrato, Luigi Ilardo, un uomo che lo Stato ha insinuato all'interno della malavita organizzata e che già nel '96 ha raccontato cosa e soprattutto chi ha visto: ha portato i carabinieri al covo di Provenzano ma questi non l'hanno catturato e il boss ha potuto usare quel nascondiglio fino al 2006.
Perché solo ora? Perché nessuno, se non casualmente e senza rilevanza, ha parlato di queste storie? Magistrati hanno sempre indagato e la grande stampa ha spesso ignorato - dice Biondo - perché si pensava che la mafia una volta arrestati i capi eccellenti, fosse sconfitta.
E infine una riflessione sul legame tra mafia e Berlusconi. Il suo fedele collaboratore Marcello Dell'Utri, storico capo della concessionaria Pubblitalia, inventore di ForzaItalia e ora senatore è già stato condannato per concorso esterno in associazioen mafiosa, ora il processo è in fase di appello. Secondo Massimo Ciancimino sarebbe il mediatore con Cosa Nostra. Aspettando quelle sentenze, dice Biondo, è certo che Dell'Utri ha sempre difeso tutti i mafiosi.
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