14 gennaio 2010
Giorgio Perlasca. Un italiano scomodo
Perché l'Italia dimentica i suoi eroi? Vita e avventura di un fascista che da solo salvò migliaia di ebrei
...a pagina 99
"Il mio è stato un atto umanitario che non c’entrava niente con la politica."
...a pagina 18
"Il salvataggio di migliaia di ebrei da me compiuto è, nel rapporto, delineato soltanto nelle sue linee essenziali. Resto perciò a sua disposizione per quelle delucidazioni che Ella eventualmente ritenesse opportune."
Lettera a Alcide De Gasperi, ministro degli Affari esteri, 13 ottobre 1945.
Nessuna risposta.
...a pagina 166-167
"Non ci sono parole per lodare la tenerezza con cui ci avete sfamato e vi siete preso cura dei vecchi e degli ammalati. Che Dio onnipotente possa ricompensarvi."Biglietto consegnato a Giorgio Perlasca dagli inquilini di una casa protetta di Budapest, maggio 1945.
...a pagina 111
"Mi accorsi che gli ex poliziotti nazisti erano diventati comunisti. Fu terribile, quella era gente veramente pericolosa."
...a pagina 185
"Non si aspetti niente da nessuno. Né il suo governo, né qualche altro riconosceranno i suoi meriti. Si accontenti della soddisfazione di avere fatto un’opera buona."
Ángel Sanz Briz, amico di Perlasca a Budapest, poi fuggì e divenne console di Spagna a San Francisco e ambasciatore presso il Vaticano.
...a pagina 108
"Risulta che noi rilasciammo 5200 lettere di protezione; in realtà penso che le persone sotto la nostra copertura fossero molte di più."
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