gwcached,12 Un carteggio e una recensione. I misteri italiani e il caso Battisti<BR> - Dal blog di Francesca Mazzucato. - chiarelettere
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24 novembre 2009 | Nunzio Festa - Francesca Mazzucato | scritture.blog.kataweb.it
Un carteggio e una recensione. I misteri italiani e il caso Battisti

Dal blog di Francesca Mazzucato.
Amico mio
letta adesso appena tornata da Parigi.
Senti, a me piace moltissimo - tra l’altro il libro di Chiarelettere lo volevo comperare, ho invece preso e letto quello - tremendo - sulle ferrovie dello stato e lo sfascio che ho finito proprio in treno, “Fuori Orario”.
Io capisco che la questione di Cesare Battisti ti sta molto a cuore, ma non riesco, se non in modo un po’ forzoso a trovare il nesso col tema di questo libro;
lo so, adesso constati questo accanimento mentre non si è mai andati a fondo dei grandi scandali e degli omicidi insoluti, caso Mattei in primis, e il caso Mattei fondamentale insieme a tutta la grande utopia sullo sganciamento dell’Italia attraverso una sua autonoma produzione di petrolio ed energia: omicidio pensato per lasciarci dipendenti, per mantenerci succubi e arretrati (e adesso vediamo quanto serva essere succubi, arretrati, impoveriti nella capacità di pensiero autonomo).
Mi piace moltissimo quando scrivi “Il bisogno della cittadinanza, inteso come essere cittadini intuisco, è quello di sapere”.
Ma la vicenda Battisti - in mezzo c’è, tra l’altro una questione complessa, la reazione della Francia che ha concesso l’estradizione, l’atteggiamento di Lula, c’è nella vicenda Battisti, insomma, una complessità non solo italiana, (accanimento italiano, sicuro) ma, non trovi che o si mette l’accento su questa vicenda, o si richiama il tremendo e mai veramente svelato caso Mattei?
Io inserirei la recensione partendo da “Da decenni l’Italia” ma dimmi come la vedi.
ciao

Cara Francesca,
mi piacerebbe tu mettessi come ho redatto, nel senso che ho superato questo problema che richiamavi pensando, in fondo e non solamente in fondo, che però lo stesso
stravolgimento della verità è alla base di tutte queste grandi vicende italiote.
Scegli, fallo tu. Che io non sono proprio per nulla oggettivo. Sapendo ovviamente che ho scelto con una logica precisa di tenere tutto insieme.
A presto

Nunzio Festa


Che ne dici se facciamo un esperimento e inserisco la tua recensione così come l’hai redatta con il nostro scambio di opinioni prima, che secondo me è interessante e aggiunge? È originale, interessante, anche importante, perché gli scambi lo sono. Se mi dai l’ok lo faccio volentieri. Sceglierei così

Che ne pensi?
Perfetto. Nunzio Festa

È il tempo delle condanne a morte. Come sempre. Che l’Italia, sappiamo, è quello Stato che non ha la condanna a morte fra le pene legali; ma l’ha custodita nel suo corpo. Usata. Legalizzata. Cioè: quando non è stata sancita, l’aveva già sancita. Sotto pelle. Nelle tracce del fondo. Oggi, nuovamente, si torna sul ‘caso Battisti’. Finalmente gli annientati italiani hanno – di nuovo – il capro espiatorio. Quello per eccellenza. E non fa differenza se si dice di sinistre o di destre. Da decenni l’Italia ha il cuore clerico-fascista. Non passano secondi, poi, che non lo dimostri. Insomma Battisti è quel simbolo d’una giustizia che deve punire il colpevole colpevolizzato, la donna o l’uomo volutamente spaccato nell’immagine tramite le immagini di stampa, radio, televisioni. Eppure, a rinfrescare un po’ membra e memoria, potrebbe essere letto il libro dei giornalisti Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, “Profondo nero. Mattei, De Mauro, Pasolini. Che cosa sapevano? Perché dovevano morire?” (Chiarelettere, Milano, 2009). Perché io devo imparare.

Il bisogno della ‘cittadinanza’ è quello di sapere. De Mauro fu assassinato mentre per il regista Franco Rosi stava preparando la sceneggiatura d’una pellicola su Enrico Mattei. Più esattamente sulla sua scomparsa. Aveva, Mauro De Mauro, scoperto trame da non annusare. De Mauro proprio sull’incidente avvenuto al presidente dell’Eni, Mattei, aveva probabilmente acchiappato troppo o scavato addirittura tutto. Pier Paolo Pasolini, invece, fu ammazzato mentre stava scrivendo il romanzo “Petrolio”, che fra i tanti temi del Potere prendeva e portava in pubblico quei nomi che non si sarebbero dovuti fare. Entrambi erano pronti a dimostrare che l’uccisione di Enrico Mattei era segno esemplare d’una storia malata. De Mauro e Pasolini furono troppe volte fatti passare per colpevoli. Pasolini perché omosessuale, e comunista. Soprattutto quale intellettuale scomodo. De Mauro e Mattei, entrambi, giustizia mai hanno avuto. Su Pier Paolo Pasolini, come su Mauro De Mauro, la verità è sempre stata schiaffata in tombe gravide di spazio. Attorno a loro, le ombre prepotenti di grandi uomini della Democrazia Cristiana. Di gente che è stata il ‘controstato’. Per esempio i Cefis e i Gelli. Uomini che, nonostante tutto, hanno sempre e comunque vinto. Grazie a cronache e inchieste e per aggiornamenti d’attualità, non possiamo non dire che la pratica di queste persone, oggi che lo scettro presente è tenuto acceso da Berlusconi, hanno battuto anime e volontà della maggioranza della gente. Fra i grandi sogni, per esempio, d’Eugenio Cefis, c’era la conquista dell’economia, passando per il controllo dei medium. Questioni avverate. E i controllori dell’attuazione della strategia della tensione sono in moto per garantire, ancora per esempio, il diritto assoluto di togliere la vita. Con ingiustizie e bugie. Falsità di tutti i decenni. In mezzo a questo impressionante artificio, sempre e ancora per esempio, l’accanimento contro Cesare Battisti.



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8 luglio 2010

Di testa nostra

...a pagina 17-18
"Demonizzando Berlusconi si fa il suo gioco? Credo al contrario che sia il tacere a fare il suo gioco."

...a pagina 6
"È un Italia che si è magnificamente adattata a vivere a sua insaputa. Si beve perfino la favoletta che vogliono mettere il bavaglio alle intercettazioni telefoniche per la difesa della sua vita privata."

11 giugno 2010

La colata

...a pagina 26
"Il cemento, più di ogni altro affare, mette insieme tutto e tutti. Ed espelle i pochi corpi stranei."

...a pagina 224
“Uno dei fini dell’istituto è di produrre il maggior reddito possibile …Ecco perché l’istituto ha avviato in questi anni alcune operazioni immobiliari.”
Pietro Tartarotti, soprannominato “don cento milioni”, il sacerdote che presiede l’Istituto di sostentamento del clero di Savona

10 giugno 2010

L'agenda nera

...a pagina 269
"Bisogna che cerchino i veri mandanti delle stragi. La mafia ha fornito solo la manovalanza."
Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell'Associazione delle vittime della strage di via dei Georgofili, Firenze.

...a pagina 352
"Sono stato io a rubare la Fiat 126 usata come autobomba per la strage di via D'Amelio."
Gaspare Spatuzza, 15 ottobre 2008.

20 maggio 2010

Intrigo internazionale

...a pagina 32
"Il colpo fu organizzato in un albergo di Abano Terme... c'era dietro la mano italiana."

...a pagina 29
ENRICO MATTEI, ALDO MORO
"Due omicidi ovviamente politici... la coincidenza è impressionante. Non dimentichiamoci la lezione della storia: gli uomini politici capaci di iniziative davvero forti generano reazioni altrettanto forti."

13 maggio 2010

Dopo di Lui il diluvio

...a pagina 141
"I post-italiani, paria senza alcun potere (se non quello di votare...), ignoranti, disinformati o informati ad arte sempre pro o contro uno dei due fronti e mai pro veritate."

...a pagina 204
"Come fatturato quella dei giochi d'azzardo è la terza industria in Italia dopo Eni e Fiat."
Fonte Mediobanca, ottobre 2008

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