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25 ottobre 2009 | Francesco Giombini | Spigoli&Culture
Recensione del libro "L'Anello della Repubblica"
Fare del buon giornalismo d’inchiesta è, in questo paese di stragi mai punite e libertà di stampa sempre in bilico, un compito arduo al quale solo pochi coraggiosi non si sottraggono, scontando però la pena di essere costantemente ignorati dalla Tv. Non che sia un peccato in sé stesso, tuttavia ciò comporta che l’oggetto delle suddette inchieste sia riservato esclusivamente a pochi eletti, quelli che si indignano ancora per il sangue di tanti innocenti, morti solo perché passanti per caso a Piazza Fontana, Piazza della Loggia, alla stazione di Bologna e altrove.

Stefania Limiti, con il suo volume intitolato "L’Anello della Repubblica", prende in esame l’esistenza di un servizio segreto parallelo a quelli ufficiali, l’Anello, “conosciuto” anche come Noto Servizio, un organismo simile a Gladio ma con un livello di impenetrabilità ancor più sviluppato. Le prime notizie sull’Anello risalgono a novembre del 1996, quando il consulente di un magistrato scopre documenti molto riservati in un palazzo romano del Ministero degli Interni, in mezzo a polvere e scartafacci ammassati. Nelle carte ritrovate compaiono appunti che narrano della nascita di un gruppo di personaggi legati da un interesse comune, ovvero fermare con ogni mezzo l’avanzata elettorale del Partito Comunista e delle Sinistre in generale, al fine di mantenere la Repubblica in uno stato di conservazione sociale dal quale poi, nel caso, passare al golpe vero e proprio. L’autrice ci racconta di tutti gli eventi in cui l’Anello ha avuto un ruolo rilevante, e non sono altro che i soliti e mai chiariti misteri italiani, per lo meno alcuni come il caso Moro, il rapimento di Ciro Cirillo, ma anche l’evasione del nazista Kappler dall’ospedale militare di Roma e altri ancora. Dietro tutto questo, la figura di un oscuro repubblichino, tale Adalberto Titta, insieme a un pulviscolo di esseri ancora più misteriosi, comunque legati da un filo di eversione nera. E il manovratore? Colui che teneva le fila politiche di tali nefandezze? Secondo la Limiti, ma anche secondo gli indizi enumerati, non può che essere il solito Giulio Andreotti, capo dell’Anello e vero responsabile della P2. E qui sta forse la parte più debole di un libro per altro alquanto meritevole di essere letto. Come sostiene Giuseppe De Lutiis, grande esperto di trame nere, nella prefazione, è impossibile citare prove in un testo che si basa solo su indizi, anche perché in caso contrario l’Anello non sarebbe stato un buon servizio segreto parallelo, tuttavia tanti indizi non fanno una prova, e quindi quelle elencate restano in sostanza ipotesi plausibili e nulla più. In un simile contesto, sapere che l’Anello è esistito e ha operato è importante ma non fondamentale, poiché chiunque abbia letto un po’ riguardo a tali questioni, sa bene che l’Italia è stata da sempre una democrazia dimezzata, a rischio costante di un golpe nel caso che il P.C.I. o forze similari avesse vinto le elezioni. Che poi questo obiettivo sia stato perseguito dall’Anello o da altri è giusto saperlo per completezza e cultura personale, ma ciò non cambia la situazione, e quindi il nostro paese resterà ancora per molto tempo democratico fino a un certo punto, dato che nasciamo dalle ceneri del Fascismo - che ha fornito l’apparato e gli uomini alla Repubblica, bisogna sempre ricordarlo e la Limiti lo fa – ed eravamo al centro di una partita ideologica che ha “giustificato” politicamente, ma non certo moralmente, la nostra storia.


Rassegna stampa | 5 giugno 2010 | Il Nuovo Corriere Aretino
Rassegna stampa | 30 maggio 2010 | la Repubblica
Rassegna stampa | 15 aprile 2010 | il Riformista
Rassegna stampa | 18 dicembre 2009 | Rinascita
Rassegna stampa | 9 novembre 2009 | MilanoNera.com
Rassegna stampa | 25 ottobre 2009 | Spigoli&Culture
Rassegna stampa | 23 settembre 2009 | ANSA
Rassegna stampa | 11 settembre 2009 | Radio Missione Francescana
Rassegna stampa | 2 settembre 2009 | AntimafiaDuemila.com
8 luglio 2010

Di testa nostra

...a pagina 17-18
"Demonizzando Berlusconi si fa il suo gioco? Credo al contrario che sia il tacere a fare il suo gioco."

...a pagina 6
"È un Italia che si è magnificamente adattata a vivere a sua insaputa. Si beve perfino la favoletta che vogliono mettere il bavaglio alle intercettazioni telefoniche per la difesa della sua vita privata."

11 giugno 2010

La colata

...a pagina 26
"Il cemento, più di ogni altro affare, mette insieme tutto e tutti. Ed espelle i pochi corpi stranei."

...a pagina 224
“Uno dei fini dell’istituto è di produrre il maggior reddito possibile …Ecco perché l’istituto ha avviato in questi anni alcune operazioni immobiliari.”
Pietro Tartarotti, soprannominato “don cento milioni”, il sacerdote che presiede l’Istituto di sostentamento del clero di Savona

10 giugno 2010

L'agenda nera

...a pagina 269
"Bisogna che cerchino i veri mandanti delle stragi. La mafia ha fornito solo la manovalanza."
Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell'Associazione delle vittime della strage di via dei Georgofili, Firenze.

...a pagina 352
"Sono stato io a rubare la Fiat 126 usata come autobomba per la strage di via D'Amelio."
Gaspare Spatuzza, 15 ottobre 2008.

20 maggio 2010

Intrigo internazionale

...a pagina 32
"Il colpo fu organizzato in un albergo di Abano Terme... c'era dietro la mano italiana."

...a pagina 29
ENRICO MATTEI, ALDO MORO
"Due omicidi ovviamente politici... la coincidenza è impressionante. Non dimentichiamoci la lezione della storia: gli uomini politici capaci di iniziative davvero forti generano reazioni altrettanto forti."

13 maggio 2010

Dopo di Lui il diluvio

...a pagina 141
"I post-italiani, paria senza alcun potere (se non quello di votare...), ignoranti, disinformati o informati ad arte sempre pro o contro uno dei due fronti e mai pro veritate."

...a pagina 204
"Come fatturato quella dei giochi d'azzardo è la terza industria in Italia dopo Eni e Fiat."
Fonte Mediobanca, ottobre 2008

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