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19 ottobre 2009 | Michele Fronterre | Giornalettismo.com
"Presunto colpevole". Un libro che parla di un problema scomodo, e fa male
Il libro? Spinoso e urticante. Terribile. Parla di violenza. Violenza e abusi. Sui minori. Luca Steffenoni (ed. Chiarelettere), l’autore, conosce il tema. Criminologo, ha partecipato e visto, registrato e annotato gli accadimenti di molti casi. “Tutelare davvero i bambini significa anche proteggerli dagli abusi inventati… Vedo invece una cultura dell’abuso tutta fondata sulla denuncia.” Il libro vorrebbe accendere una piccola luce su di un tema che sfugge all’attualità. Ci vorebbe un’attualità ragionata e non scandalistica. Che non si infiamma solo con i particolari pruriginosi finendo col diventare complice di una perversa spirale che colpisce indifferentemente vittime e carnefici.

Il come - La gestione di un caso di abuso è approssimativa. Lo è dal punto di vista sociale, istituzionale, giuridico e spesso anche familiare. Molto. Una cattiva divisione dei compiti e dei ruoli tra i soggetti coinvolti, il pessimo bilanciamento tra i poteri, permette agli interessi particolari di prevalere. Il tribunale dei minori prevale sul tribunale ordinario. Il tribunale ordinario riesce a far coinvolgere tra i periti quelli della propria associazione di fiducia. Che è sempre la stessa. La difesa non è da meno ed infatti l’assistente sociale che segue dal punto di vista psicologico il genitore imputato è quello della Onlus vattelapesca. Sconfinamento dei ruoli tra i vari attori giudiziari, capovolgimento dei ruoli tra i protagonisti delle vicende. Dolorose. La situazione di partenza è sempre la stessa. Semplice: un uomo – padre, la donna – madre, il minore – bambino – figlio. Semplice, ma supponiamo che la violenza, accertata o da accertare che sia, è avvenuta in casa, all’interno delle mura “amiche”. Quelle familiari. I ruoli mutano. Repentinamente. E si moltiplicano. L’uomo/padre è adesso l’accusato, il carnefice. Il bambino/figlio diventa contemporaneamente la vittima, testimone per l’accusa, un cliente per la Onlus. E soprattutto test per due tribunali. Quello dei minori e quello ordinario. In entrambi i casi, con un’accusa e una difesa. Per l’accusa il bambino è un bambino forte che ha già superato il fatto se inchioda l’imputato (il padre). È considerato debole e non attendibile se non conferma l’impianto accusatorio.

Abusi - Già perchè in questo paese, cattolico e con una giustizia male organizzata, quella che vince è l’ideologia punitiva. Il libro ha il merito di denunciare i soprusi che avvengono dentro due recinti. Il primo, quello individuato delle mura familiari. Mura all’interno delle quali i minori non hanno tutele nei confronti degli adulti. Il secondo, quello delle mura dei tribunali. All’interno delle quali vittime, carnefici o presunti tali, familiari più o meno complici diventano pedine indifese di un circo giuridico, investigativo e assistenziale. Che c’è qualcosa di strano in questo mondo lo si capisce se si visita uno dei siti indicati tra le fonti del libro: www.padri.it. Non sapevo neanche che esistesse. Un sito intitolato ai padri è il sito web dell’associazione dei padri separati in Italia. Ma non basta. Nell’homepage recita:“Questo è il sito della prima associazione padri separati d'Italia. È stata la prima ad essere fondata (1991) ben diciassette anni fa con atto notarile. È la più grande e presente in quasi tutte le regioni italiane. Poiché non desideriamo confonderci con altre associazioni che hanno preso nomi simili al nostro vi ricordiamo che di 'Associazione Padri Separati' c'è n'è una sola e ha la sede centrale a Bologna”. Giudicate voi. Un posto a sé, in funzione della notorietà e/o dell’interesse mediatico che potrebbe crescere intorno alla vicenda, merita la spettacolarizzazione dell’accaduto. Pensate a quelle fiction preparate con attori che vengono montate come introduzione al dibattito. Il bambino della fiction è sempre seduto sul letto con il volto sfocato e la voce metallica che racconta ad un adulto seduto sul letto a suo fianco la vicenda. Giusto per un gusto dell’horror, del macabro. Per favorire l’immedesimazione con i ruoli e con il contesto. Le mura della cameretta delle torture. La fiction, come i plastici, sono capaci certamente di aizzare violenza in chi la guarda, ma non servono a nulla ad indagini che richiedono più di altre discrezione, tatto, e deontologia. Come quasi sempre accade le immagini non sono la stretta e indispensabile realtà.

Vittime due volte - Il circus della violenza sui minori si muove da tribunale a tribunale mietendo altre vittime. Quelle indirette e mai raccontate. Gli altri figli degli imputati. I genitori che anche prosciolti non hanno diritto ad avere la custodia del figlio perchè i due tribiunali non si mettonmo daccordo. I parenti e gli amici più o meno vicini che non avranno più la fiducia di prima. Il fruttivendolo che ti guarda con sospetto. Il libro denuncia tutti questi scivoloni. La pedofilia è un problema serio che indigna ma non è una emergenza. Almeno numericamente. Di 5000 casi di pedofilia presunti all’anno in Italia, solo per 1000, si e no, si arriva ad una verità giudiziaria di colpevolezza che conferma accuse e sospetti. Tanti cliché rispondono più ad una logica punitiva che vuole trovare subito una risposta ad un sospetto inaccettabile. Il “vecchio porco”, “l’insospettabile prete”. Nella maggior parte dei casi si scopre che il pedofilo è un malato che può essere curato, che ha problemi psichici e che è meno vecchio di quello che si può immaginare. Che le accuse ai preti si rivelano spesso infondate e figlie di attacchi alla istituzione che rappresentano. Molto, troppo spesso, sono coinvolte persone vicine alla cerchia familiare. Occorre quindi sapere che far luce su sospetti intollerabili potrà distruggere rapporti e relazioni, perchè purtroppo “quando si dichiara guerra la prima vittima è la verità!”


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8 luglio 2010

Di testa nostra

...a pagina 17-18
"Demonizzando Berlusconi si fa il suo gioco? Credo al contrario che sia il tacere a fare il suo gioco."

...a pagina 6
"È un Italia che si è magnificamente adattata a vivere a sua insaputa. Si beve perfino la favoletta che vogliono mettere il bavaglio alle intercettazioni telefoniche per la difesa della sua vita privata."

11 giugno 2010

La colata

...a pagina 26
"Il cemento, più di ogni altro affare, mette insieme tutto e tutti. Ed espelle i pochi corpi stranei."

...a pagina 224
“Uno dei fini dell’istituto è di produrre il maggior reddito possibile …Ecco perché l’istituto ha avviato in questi anni alcune operazioni immobiliari.”
Pietro Tartarotti, soprannominato “don cento milioni”, il sacerdote che presiede l’Istituto di sostentamento del clero di Savona

10 giugno 2010

L'agenda nera

...a pagina 269
"Bisogna che cerchino i veri mandanti delle stragi. La mafia ha fornito solo la manovalanza."
Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell'Associazione delle vittime della strage di via dei Georgofili, Firenze.

...a pagina 352
"Sono stato io a rubare la Fiat 126 usata come autobomba per la strage di via D'Amelio."
Gaspare Spatuzza, 15 ottobre 2008.

20 maggio 2010

Intrigo internazionale

...a pagina 32
"Il colpo fu organizzato in un albergo di Abano Terme... c'era dietro la mano italiana."

...a pagina 29
ENRICO MATTEI, ALDO MORO
"Due omicidi ovviamente politici... la coincidenza è impressionante. Non dimentichiamoci la lezione della storia: gli uomini politici capaci di iniziative davvero forti generano reazioni altrettanto forti."

13 maggio 2010

Dopo di Lui il diluvio

...a pagina 141
"I post-italiani, paria senza alcun potere (se non quello di votare...), ignoranti, disinformati o informati ad arte sempre pro o contro uno dei due fronti e mai pro veritate."

...a pagina 204
"Come fatturato quella dei giochi d'azzardo è la terza industria in Italia dopo Eni e Fiat."
Fonte Mediobanca, ottobre 2008

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