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17 ottobre 2009 | Alessandro Cascia | IlRecensore.com
Una dirigenza inadeguata
"La Paga dei Padroni" (Chiarelettere, 2008) è un testo importante; a distanza di un anno dalla sua pubblicazione ci aiuta a riflettere sui veri motivi per cui in Italia le aziende non sanno stare al passo, al di là della crisi. Gianni Dragoni e Giorgio Meletti ci spiegano, con numeri e chiari esempi, come le dinastie della grande industria italiana si siano arroccate dietro il controllo di aziende di famiglia, frenandone - spesso - sviluppo, crescita e speranze.

“Mi sono limitato a dire quello che penso e che molti dovrebbero già sapere…è inutile picchiare su chi sta alla linea di montaggio pensando di risolvere i problemi…quando si perdono 3 milioni di euro al giorno e uno pensa che sia colpa degli operai, vuol dire che ha saltato qualche ponte sulla sua strada.” Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, La Repubblica, Settembre 2006.

Nella borsa italiana il 25 % delle aziende vengono controllate dal meccanismo delle scatole cinesi. Si controlla con un numero sufficiente di azioni l’azienda A, l’azienda A controlla l’azienda B, l’azienda B controlla l’azienda C.. e via di seguito. Alla resa dei conti con un capitale ridotto, a volte inesistente, si tiene il controllo, quindi il potere, su aziende con un valore di mercato di miliardi di euro.

Nella stessa borsa italiana un’azienda su tre viene controllata da patti di sindacato. Grandi banche, industriali, manager, uniscono le loro quote, raggiungendo una quota di sicuro controllo, inattaccabile, e sottoscrivono un patto con cui si impegnano a non cedere le proprie quote di azioni a protagonisti esterni alla loro alleanza, alla faccia del libero mercato e della concorrenza. Una fitta rete di consiglieri, partecipazioni azionarie - tra banche, imprese, assicurazioni - fa perdere il senso di chi comanda su chi. Chi decide che cosa. Un esempio su tutti: l’elezione di Cesare Geronzi a presidente di Mediobanca, piazzetta Cuccia. Non ci è dato sapere chi lo abbia eletto.

Largo spazio alla creatività nel decidere la tecnica con cui presidenti, manager, spesso sia dirigenti che proprietari: si assegnano stipendi milionari annui, bonus ed incentivi anche quando le loro aziende perdono valore in borsa. Un’oligarchia capace solo di giocare in difesa dei propri privilegi, senza morale e senza meriti. A pagarne i costi sono i piccoli azionisti, non rappresentati e non tutelati. Sublime, anche se sul limite della legalità, l’abilità con cui Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens hanno difeso la proprietà dei discendenti Agnelli sulla Fiat. Un testo da leggere. Aiuta a comprendere parte dei motivi per cui l’Italia affonda sotto i colpi della concorrenza dei mercati internazionali, la crisi ha scoperto falle troppo profonde e gravi.

Gianni Dragoni, inviato de Il Sole 24 Ore, si occupa di temi legati all’industria pubblica, le privatizzazioni, i bilanci delle società di calcio. Cura la rubrica PAY WATCH, che analizza le retribuzioni dei manager delle società quotate.

Giorgio Meletti, responsabile della redazione economica del Tg La7. Ha lavorato al Corriere della Sera, dove s è occupato di incroci tra politica ed economia. Ha curato con Luca De Biase, Bidone.com (Fazi 2001), storia della bolla internet all’italiana.

Voto: 7,5
Titolo: La Paga dei Padroni
Autori: Gianni Dragoni; Giorgio Meletti
Editore: Chiarelettere
Anno di pubblicazione: 2008
Prezzo: 14,60 euro
Pagine: 278


Rassegna stampa | 1 dicembre 2009 | Alternative per il socialismo
Rassegna stampa | 9 novembre 2009 | Dagospia.com
Rassegna stampa | 4 settembre 2009 | Il Foglio
Rassegna stampa | 27 giugno 2009 | Ottavianesi.it
Rassegna stampa | 14 maggio 2009 | Rai 2
Rassegna stampa | 1 maggio 2009 | IL
Rassegna stampa | 18 aprile 2009 | SinistraeLibertà.it
Rassegna stampa | 18 aprile 2009 | L'Unità
Rassegna stampa | 8 aprile 2009 | Agoravox.it
8 luglio 2010

Di testa nostra

...a pagina 17-18
"Demonizzando Berlusconi si fa il suo gioco? Credo al contrario che sia il tacere a fare il suo gioco."

...a pagina 6
"È un Italia che si è magnificamente adattata a vivere a sua insaputa. Si beve perfino la favoletta che vogliono mettere il bavaglio alle intercettazioni telefoniche per la difesa della sua vita privata."

11 giugno 2010

La colata

...a pagina 26
"Il cemento, più di ogni altro affare, mette insieme tutto e tutti. Ed espelle i pochi corpi stranei."

...a pagina 224
“Uno dei fini dell’istituto è di produrre il maggior reddito possibile …Ecco perché l’istituto ha avviato in questi anni alcune operazioni immobiliari.”
Pietro Tartarotti, soprannominato “don cento milioni”, il sacerdote che presiede l’Istituto di sostentamento del clero di Savona

10 giugno 2010

L'agenda nera

...a pagina 269
"Bisogna che cerchino i veri mandanti delle stragi. La mafia ha fornito solo la manovalanza."
Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell'Associazione delle vittime della strage di via dei Georgofili, Firenze.

...a pagina 352
"Sono stato io a rubare la Fiat 126 usata come autobomba per la strage di via D'Amelio."
Gaspare Spatuzza, 15 ottobre 2008.

20 maggio 2010

Intrigo internazionale

...a pagina 32
"Il colpo fu organizzato in un albergo di Abano Terme... c'era dietro la mano italiana."

...a pagina 29
ENRICO MATTEI, ALDO MORO
"Due omicidi ovviamente politici... la coincidenza è impressionante. Non dimentichiamoci la lezione della storia: gli uomini politici capaci di iniziative davvero forti generano reazioni altrettanto forti."

13 maggio 2010

Dopo di Lui il diluvio

...a pagina 141
"I post-italiani, paria senza alcun potere (se non quello di votare...), ignoranti, disinformati o informati ad arte sempre pro o contro uno dei due fronti e mai pro veritate."

...a pagina 204
"Come fatturato quella dei giochi d'azzardo è la terza industria in Italia dopo Eni e Fiat."
Fonte Mediobanca, ottobre 2008

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