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25 agosto 2009 | Geraldina Colotti | ilmanifesto.it
Oneglia scende in spiaggia
Sabato 29 agosto, dalle 9 alle 20, a Oneglia (all’ultima scaletta prima della Galeazza), la sinistra imperiese, unita, scende in... spiaggia contro la speculazione edilizia. Una giornata ludico-politica ironicamente intitolata Abusivissima 2009 e messa in scena da un cartello di «liberi imperiesi», mediamente under 30: dai giovani comunisti di Rifondazione a quelli di Sinistra e libertà, dai Giovani del Pd a quelli dei circoli Arci, delle associazioni territoriali o del commercio equosolidale e del centro sociale La Talpa e l’orologio. Un’iniziativa unitaria e «autoconvocata» per denunciare i poteri forti che sostengono il partito del cemento calpestando diritti e scavalcando procedure.

«Durante la campagna elettorale – spiega Francesco Scopelliti, 26 anni, studente-lavoratore e candidato del centro sociale nelle liste di Sinistra per Imperia – nonostante la frammentazione della sinistra, noi giovani ci siamo ritrovati su alcuni temi di interesse generale, e abbiamo deciso di mantenere uno spazio pubblico condiviso contro questa destra affarista e clientelare. Il centro sociale ha fornito spazi e suggerito iniziative, messo a disposizione energie e forze umane. E se avessimo preso 17 voti in più (Scopelliti è arrivato secondo dietro Carla Nattero, ndr), avremmo avuto una sponda istituzionale diretta contro le logiche securitarie e privatistiche che incitano alla lotta dei penultimi contro gli ultimi, cancellano diritti e spazi pubblici. Con Abusivissima, diciamo: che il porto turistico non porta lavoro, mentre il commerciale sì, e però viene soffocato dagli interessi di politici e imprenditori».

Il manifesto di Abusivissima recita, sarcastico: «Basta ciottoli nudi e acqua limpida, portiamo il cemento anche alla Galeazza». Una prospettiva inquietante per molti cittadini e vacanzieri che frequentano la Galeazza, un angolo di mare fra scogli e colline, famoso per la roccia a picco a pochi metri dalla spiaggia, da cui si tuffano stuoli di ragazzini. Una minaccia tutt’altro che lontana, considerando il ritmo a cui procede lo scempio delle coste nel Ponente ligure: da Ventimiglia a Imperia, feudi di una destra tronfia e ostentatrice, fino a Portovenere e oltre. Una colata di cemento di proporzioni simili a quella che investì il ponente sanremese nel secondo dopoguerra, denunciata da Italo Calvino ne "La speculazione edilizia", a cui si richiamano anche gli ideatori di Abusivissima.

«Lungo il nostro litorale – scrivono - c’erano camminamenti marini che affascinavano i poeti romantici inglesi dell’Ottocento, tutto questo è scomparso. Ora ci restano gli abusi di chi costruisce edilizia residenziale, vende porti futuristici e immensi complessi turistici», senza tener conto «né del cittadino, né del paesaggio, e lasciando l’ennesimo parcheggio di barche a brancolare come una cattedrale nel deserto». Una devastazione «senza contropartita», che non porta lavoro, ma solo business per pochi, scrivono ancora gli organizzatori. Sotto accusa interessi e appetiti che ruotano intorno al nuovo porto turistico, contrastano con lo sviluppo commerciale e peschereccio del porto di Oneglia, e riversano sul territorio 120.000 metri cubi di cemento destinati a pura speculazione edilizia: abitazioni di lusso che sospingerebbero i cittadini meno abbienti verso l’entroterra, lontani dalla ricca zona costiera vicina al mare, espansa su tutto il litorale cittadino.

Gli ideatori di Abusivissima denunciano l’intervento di Caltagirone che «si è espanso nel sistema azionario della Porto di Imperia S.p.A. tramite la società Acquamare e Acqua Marcia e ha pressoché espulso dal porto il settore pubblico». Mauro Servalli, 22 anni, che ha iniziato a far politica in Sinistra democratica, ricorda «il sodalizio tra Bellavista Caltagirone e Beatrice Parodi, presidente di Confindustria Imperia, e vedova del deputato dell’Udc Gianni Cozzi. Un tandem che si è visto all’opera anche a Civitavecchia per l’intervento sul porto storico, e che ha aperto la strada al partito del cemento. Il porto – dice Servalli - trasforma l’immagine della città, che non può essere quella dei potentati economici o del turismo di lusso, una decisione che dev’essere discussa coi cittadini».

Anche Costanza Florimonte, responsabile provinciale degli edili Cgil – denuncia il «sistema di appalti e subappalti» che governa il porto e la logica che presiede alla costruzione delle grandi opere: «Si pensa al lusso – dice – e non alla sicurezza dei lavoratori. Alla Savegroup un operaio ha perso una gamba. Alle imprese che lavorano alla costruzione del porto turistico, tutto è consentito, come per il capannone per la cantieristica che la Porto Imperia spa ha iniziato prima dell’approvazione della variante al progetto, aumentando la cubatura senza autorizzazione. Come mai le è stato permesso? La magistratura ha aperto un’inchiesta, vedremo come andrà a finire. Intanto, i ragazzi fanno bene a protestare».

Per questo, Abusivissima, sabato inviterà i bagnanti a costruire a suon di musica un finto capannone, che alle 15:30 ospiterà il dibattito «Quale futuro per la nostra città». Relatori, il giornalista di Repubblica Marco Preve (autore, insieme a Ferruccio Sansa del volume "Il partito del cemento", edito da Chiarelettere) e Nicola Podestà, ex direttore dell’Osservatorio Meteorologico di Imperia. Ma prima, pranzo in spiaggia offerto dagli «operai».

Alle 18, aperitivo di chiusura. Poi, il capannone verrà smontato: «Abbatteremo il mostro – dice Enrica Berio, studentessa ventitreenne – per dimostrare che vogliamo un mare senza cemento e spiagge alla portata di tutti: accessibile a chi non può permettersi lettini e yacht. Come abbiamo scritto nel volantino, rimuoveremo il capannone perché a noi piace ancora osservare, direbbe Fabrizio De André, 'il lenzuolo che gonfia sul cavo dell’onda'».


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– Per caso l’uomo dell’entourage di Berlusconi di cui mi parlavi è Dell’Utri?
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...a pagina 182
"I membri numerari e soprannumerari devono mantenere un prudente silenzio in merito al nome degli altri membri; non devono rivelare ad alcuno la loro appartenenza all’Opus Dei senza l’espresso permesso del direttore locale."
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