
1 giugno 2009 | redazionale |
misteriditalia.com
Recensione di "Profondo nero"
Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, giornalisti siciliani, molto legati nello scrivere ai temi della mafia, ci regalano questa volta un libro davvero unico e appassionante. Questo "Profondo nero", libro dalle suggestioni forti, che seguendo un sottilissimo filo riesce a mettere uno accanto all’altro, come pezzi di un domino, tre avvenimenti all’apparenza tanto distanti tra loro. Soprattutto i primi due dal terzo: l’eliminazione di Enrico Mattei e la sparizione del giornalista Mauro De Mauro con il delitto di Pier Paolo Pasolini.
Il sottile filo è un lavoro che quest’ultimo non è riuscito a terminare. Il titolo dell’opera è "Petrolio". Una denuncia forte di Pasolini contro la destra economica ed i poteri occulti stragisti dietro i quali si staglia onnipotente la figura di un manager di stato come Eugenio Cefis, probabilmente il vero capo della P2. De Mauro e Pasolini - questa la tesi del libro - ciascuno per proprio conto, a distanza di breve tempo l’uno dall’altro, negli anni Settanta, erano giunti a toccare con mano la verità sul volto oscuro del potere in Italia, con nomi e cognomi. Un potere che per potersi esprimere pienamente aveva dovuto togliere dalla scena una figura colossale come quella di Mattei. De Mauro e Pasolini furono entrambi ammazzati.
Le carte dell'inchiesta del pm Vincenzo Calia, gli atti del processo De Mauro in corso a Palermo, nuove testimonianze (tra cui l'intervista inedita a Pino Pelosi, l’allora ragazzo condannato per l’omicidio Pasolini, che per la prima volta fa i nomi dei suoi complici) e un'approfondita ricerca documentale hanno permesso agli autori di mettere insieme i tasselli di questo puzzle occulto che attraversa la storia italiana fino alla Seconda Repubblica.
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