gwcached,12 "La paga dei padroni" a Piombino - - chiarelettere
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18 aprile 2009 | redazionale | SinistraeLibertà.it
"La paga dei padroni" a Piombino
La paga dei padroni” , edizioni ChiareLettere verrà presentato a Piombino (Livorno) lunedì 20 aprile 2009 alle ore 17 presso la Sala Convegni dell’Hotel Centrale (Piazza Verdi, 2).
Uno degli autori, Giorgio Meletti, capo della redazione economica del Tg La7, si confronterà con il pubblico e con Fabio Mussi.

È uno dei libri che ha riscontrato il gradimento dei lettori italiani nell’attuale stagione. Prima ancora che scoppiasse la crisi economica internazionale ha anticipato – nello scenario nazionale – il tema degli emolumenti dei manager delle imprese, dei protagonisti della finanza e dell’impresa.

Per Meletti è un ritorno nella cittadina toscana: agli inizi degli anni ’90 seguì per il Corriere della Sera i drammatici giorni della crisi delle acciaierie piombinesi. Una scena peraltro che si sta ripetendo in questi ultimi mesi.
La presentazione del libro è promossa da Sinistra e Libertà.

SCHEDA DEL LIBRO

Sapete a quanto ammontano gli stipendi di alti dirigenti, manager di primo piano, banchieri, imprenditori di punta del nostro Paese? Cifre da capogiro che è difficile anche immaginare prima di avere letto questo libro denuncia dei giornalisti Gianni Dragoni, inviato de “Il Sole 24 Ore”, e Giorgio Meletti, responsabile della redazione economica del Tg La7.
Un libro che "si propone di entrare in un mondo che solitamente predilige il segreto… che ama farsi scudo del latinorum della finanza, fatto di parole inglesi roboanti, di fronte alle quali è difficile non sentirsi inadeguati."

Dopo "La casta" di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, ecco la denuncia della nascita di “una nuova oligarchia” che si affaccia prepotentemente sulla scena economica: “i manager delle società quotate in Borsa”. Il tema – dichiarano gli autori – "ormai tiene banco sui giornali di tutto il mondo. In Italia è stato considerato finora demagogico. Ma davvero strapagare i top manager consente di avere 'aziende che crescono e che creano ricchezza'?" In questo periodo di seria crisi economica la risposta appare persino scontata. I risultati del lavoro di tanti talentuosi “cervelli” della scienza economica non si vedono affatto e ogni giorno diventano sempre più allarmanti le notizie su tracolli finanziari e crescita zero. Di contro, le retribuzioni dei grandi manager "crescono senza alcun rapporto con il costo della vita e con i progressi delle aziende". Alcuni casi per tutti: Nove milioni e 426mila euro. "È quanto la banca Unicredit ha dato come compenso per il 2007 all’amministratore delegato Alessandro Profumo. Profumo ha guadagnato oltre 25mila euro al giorno. Quanto un lavoratore medio in un anno. Nel 2005 il bilancio delle Ferrovie dello Stato ha dichiarato una perdita di 472 milioni di euro… la paga dell’amministratore delegato Elio Catania è stata di un milione e 930mila euro, di cui 350mila per il raggiungimento degli obiettivi assegnati".

Senza remore e soggezioni, i due autori analizzano la situazione del capitalismo italiano partendo dalle retribuzioni dei manager e dei grandi imprenditori. Il loro saggio è basato su dati ufficiali e pubblici, "analizzati secondo una logica puramente economica, relegando tra i sottintesi la convinzione che alla base di ogni fatto economico e sociale ci sia anche, sempre, una questione etica". Ce n’è per tutti: da Tronchetti Provera e il caso Pirelli-Telecom, alle “Cose di casa Agnelli” con Gianlugi Gabetti, Montezemolo e Marchionne, e poi Mediobanca, da Cuccia a Geronzi; i grandi banchieri, Corrado Passera, Giovanni Bazoli, Matteo Arpe, che racconta di aver lasciato l’americana Lehman Brothers per Capitalia, andando a dimezzare il suo stipendio. Non mancano le famiglie della grande imprenditoria italiana (“quel che resta del salotto buono”): i Pesenti, della calcestruzzi, i De Benedetti dell’Olivetti. E “i nuovi arrivati”: Berlusconi, Benetton, Caltagirone a cui si affiancano i “dipendenti d’oro” e cioè i dirigenti di grandi aziende pubbliche come Autostrade, Eni, Enel, Alitalia. Infine, per i più curiosi, la classifica dei 100 manager più pagati, con tanto di cifre. Nomi, cifre, dati snocciolati in gran quantità e con dovizia di particolari, per riflettere sul sistema di potere e privilegi che domina il capitalismo e l’imprenditoria italiana.


Rassegna stampa | 1 dicembre 2009 | Alternative per il socialismo
Rassegna stampa | 9 novembre 2009 | Dagospia.com
Rassegna stampa | 17 ottobre 2009 | IlRecensore.com
Rassegna stampa | 4 settembre 2009 | Il Foglio
Rassegna stampa | 27 giugno 2009 | Ottavianesi.it
Rassegna stampa | 14 maggio 2009 | Rai 2
Rassegna stampa | 1 maggio 2009 | IL
Rassegna stampa | 18 aprile 2009 | L'Unità
Rassegna stampa | 8 aprile 2009 | Agoravox.it
8 luglio 2010

Di testa nostra

...a pagina 17-18
"Demonizzando Berlusconi si fa il suo gioco? Credo al contrario che sia il tacere a fare il suo gioco."

...a pagina 6
"È un Italia che si è magnificamente adattata a vivere a sua insaputa. Si beve perfino la favoletta che vogliono mettere il bavaglio alle intercettazioni telefoniche per la difesa della sua vita privata."

11 giugno 2010

La colata

...a pagina 26
"Il cemento, più di ogni altro affare, mette insieme tutto e tutti. Ed espelle i pochi corpi stranei."

...a pagina 224
“Uno dei fini dell’istituto è di produrre il maggior reddito possibile …Ecco perché l’istituto ha avviato in questi anni alcune operazioni immobiliari.”
Pietro Tartarotti, soprannominato “don cento milioni”, il sacerdote che presiede l’Istituto di sostentamento del clero di Savona

10 giugno 2010

L'agenda nera

...a pagina 269
"Bisogna che cerchino i veri mandanti delle stragi. La mafia ha fornito solo la manovalanza."
Giovanna Maggiani Chelli, vicepresidente dell'Associazione delle vittime della strage di via dei Georgofili, Firenze.

...a pagina 352
"Sono stato io a rubare la Fiat 126 usata come autobomba per la strage di via D'Amelio."
Gaspare Spatuzza, 15 ottobre 2008.

20 maggio 2010

Intrigo internazionale

...a pagina 32
"Il colpo fu organizzato in un albergo di Abano Terme... c'era dietro la mano italiana."

...a pagina 29
ENRICO MATTEI, ALDO MORO
"Due omicidi ovviamente politici... la coincidenza è impressionante. Non dimentichiamoci la lezione della storia: gli uomini politici capaci di iniziative davvero forti generano reazioni altrettanto forti."

13 maggio 2010

Dopo di Lui il diluvio

...a pagina 141
"I post-italiani, paria senza alcun potere (se non quello di votare...), ignoranti, disinformati o informati ad arte sempre pro o contro uno dei due fronti e mai pro veritate."

...a pagina 204
"Come fatturato quella dei giochi d'azzardo è la terza industria in Italia dopo Eni e Fiat."
Fonte Mediobanca, ottobre 2008

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