Elio Rossi
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Elio Rossi, nom de plume, ha trascorso gli ultimi ventanni nelle redazioni dei giornali e negli uffici dei potenti che hanno in mano i destini dellItalia.
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le mie risposte
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Emiliano Rossi: Carissimo Elio,
nel tuo libro lasci spazio solo ad operatori dell'informazione, ma di veri giornalisti con la "G" maiuscola non ce ne sono davvero piu'?
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Oggi una sparuta minoranza di uomini e donne ha capacità e forza necessarie ad essere indipendenti, autorevoli, moralmente al di sopra di ogni sospetto.
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Roberto Calabresi: Vorrei fare una domanda che mi viene spesso in mente quando leggo libri di denuncia simili al suo:perche' lei,nonostante tutto,crede ancora nel capitalismo?
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Caro Calabresi,
il libero mercato, a mio parere, è il miglior sistema economico che abbiamo a disposizione perché con il gioco della domanda e dell'offerta ci permette di indirizzare gli investimenti delle imprese verso la produzione dei beni e dei servizi che le persone desiderano maggiormente. In questo sistema, ogni singola persona ogni giorno sceglie quel che più desidera sulla base del proprio reddito e delle proprie preferenze e, così facendo, determina il successo delle imprese più brave a produrre ciò di cui sente il bisogno. Purtroppo, però, il libero mercato non è un risultato automatico a cui si arriva in assenza di regole: per poter funzionare senza travolgere le persone più deboli e indifese e senza creare insopportabili sacche di rendita, ha bisogno di regole chiare, di arbitri forti e indipendenti, di mercati aperti e concorrenziali. Altrimenti, come accade in Italia con i professionisti del potere, prevalgono la sopraffazione dei pochi ai danni dei più.
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Gabriele Scarfone: Per quale motivo oggi i giornalisti hanno un certo timore nel porre vere domande e talvolta gli stessi criticano chi cerca di andare oltre "l'ufficialità "? Mancanza di professionalità o altro?
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Nella maggioranza dei casi, i giornalisti non formulano domande e dunque non scrivono verità scomode perché sanno in partenza che se lo facessero i loro capi e i padroni dei loro giornali non gradirebbero e finirebbero per sostituirli con colleghi docili, per non dire proni. In apparenza il sistema è libero e caratterizzato da un vivace pluralismo perché i professionisti del potere sono litigiosi e usano i loro giornali per aggredire i loro avversari. In realtà i principali mezzi di informazione sono funzionali ad una logica di dominio. Dunque, le rispondo che quella dei giornalisti, quasi sempre, non è mancanza di professionalità, quanto piuttosto è autocensura.
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Gli indifferenti e gli indignati
27 Marzo 2011
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Ferrara non infaghi Montanelli
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Come sono attraverso il noto questionario di Marcel Proust
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