Simone Perotti
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Simone Perotti ha pubblicato Zenzero e nuvole (Theoria 1995 - Bompiani 2004), Stojan Decu, l’altro uomo (Bompiani 2005, Premio Volpe d’Oro), Vele (White Star 2008, Premio Sanremo), L’estate del disincanto (Bompiani 2008), "Adesso basta" (Chiarelettere 2009), Uomini senza vento (Garzanti 2010), "Avanti tutta"(Chiarelettere 2011), L’equilibrio della farfalla (Garzanti 2012), "Ufficio di scollocamento", con Paolo Ermani (Chiarelettere 2012).
Ha collaborato e collabora con riviste e giornali (da «Fare Vela», al «Corriere della Sera», a «il Fatto Quotidiano») con articoli e reportage su attualità, viaggi, navigazione a vela. Ha lavorato per quasi vent’anni nel settore della comunicazione, prima di lasciare e dedicarsi esclusivamente a scrivere e navigare. Oggi trascorre circa quattro mesi l’anno in mare. Per vivere trasferisce imbarcazioni, fa lo skipper e l’istruttore di vela. Con il grande successo della sua «Trilogia della libertà» (Adesso basta, Uomini senza vento, Avanti tutta) è esploso in Italia il fenomeno del downshifting.
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le mie risposte
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Valentina Conti: Caro Simone,
Le vorrei fare gli auguri per il suo nuovo libro. La seguo sempre, Lei è stato importante per le mie scelte. Anche questo libro, ne sono certa, sarà un grande successo!
Con stima.
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Valentina, grazie. Riesce a immaginare che gioia e che soddisfazione, per un autore, un messaggio come il suo? Scrivere è comunicare, dunque implica le due vie. In questo momento lei l'ha fatto. Sono io che ringrazio.
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Paola Guarnieri: Ciao Simone,
da quando ti sei "ritirato" dicendo adesso basta fai molto
rumore: auguro a te e al tuo libro ogni bene e, a me, un briciolo infinitesimo della tua consapevolezza.
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Ciao Paola.
Grazie degli auguri, che ricambio. Siamo messi così male che una foresta che cresce fa più rumore dell'albero che crolla. Si vede che i tempi stanno cambiando. Ciao!
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Sergio Lo Re: Ho appena letto "Adesso basta". Il suo libro mi ha aiutato a ritrovare un
po' di speranza.
Grazie di cuore.
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Gentile Sergio,
un autore che riceve un ringraziamento come il suo è pieno di orgoglio e di gioia.
Grazie a lei, dunque.
E in bocca al lupo.
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Massimo Liggio: Buongiorno,
che percentuale di downshifters, a vario livello, pensa il Sistema possa sopportare, senza che gli stessi DS debbano rivedere il loro stile di vita?
Grazie
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Non ne ho idea. Ma diciamo che l'influenza che potremmo avere sulla società è enorme. Sia spingendola a cambiare sistema, modello, sia cambiandola direttamente con l'effetto della nostra diversità. Un mondo organizzato diversamente non avrebbe più una soglia critica di downshifter da assorbire, ma una popolazione di gente diversa che somiglia al nuovo sistema, che lo sorregge.
Il punto è che col sistema di oggi se molti di noi, ma anche una minoranza, smettiamo di sorreggere il sistema, questo crolla. Ma se smettendo di reggere questo sistema sorreggessimo invece un altro metodo di vita, al crollo di questo coinciderebbe la crescita di un altro.
Difficile spiegarsi in poche righe, ma credo abbia capito.
Saluti.
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Aristide Simbru: Ma e' veramente possibile cambiare nonostante la quotidianita' e le umane miserie?
Non si rischia di essere travolti dall'utopia, schiacciati dalle macine della realta' quotidiana?
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A parlarne si, è vero, sembra impossibile. Ma è l'antico male della nostra cultura. Parliamo troppo, agiamo poco. Occorre, a mio parere, pensare, sognare, poi però progettare e lavorare al progetto. Mai visto un uomo o una donna appassionati, che si impegnano, che sputano sangue per i loro sogni, non riuscire a realizzare qualcosa di buono. Questo mondo sembra così duro anche perché nessuno lo contrasta con sogni individuali autentici e forti. Quando qualcuno ci prova si vede che le mura della fortezza sono assai meno inespugnabili di quel che sembra. Saluti.
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Laura Cuccato: Forse se persone con la tua mentalita' organizzassero il lavoro le nostre
citta' sarebbero meno piene grazie al telelavoro e i "dipendenti" sarebbero
meno alienati.
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Laura, ma hai visto proprio oggi come vengono fatte le nomine per le
maggiori aziende del Paese. Come possiamo aspettarci che gli italiani
migliori guidino il Paese? I migliori cercano di non guidare proprio niente,
e nessuno può fargliene una colpa. Non oggi, non così, in questo assurdo
mondo.
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Maruska_Tu: Dopo la scelta di cambiar vita di cui parli in Avanti tutta , se per caso volessi tornare indietro...sarebbe mai possibile?
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Non lo è mai. Ma per nessuno, credo, non solo per chi cambia. Non si torna mai indietro. Ogni cambiamento responsabile pone scelte e offre opportunità a costi commisurati. Se il punto sono le opportunità, io credo ce ne siano sempre per chi vuole fare qualcosa con passione e intensità. Non ho mai visto qualcuno che cerca con intensità qualcosa, non trovarlo, almeno in parte.
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Giacomo: Il downshifting di Adesso Basta, con un figlio da crescere che costa per quel che pesa, quindi sempre di più, come lo realizzo se non obbligando pure lui a questa scelta ?
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Il cambiamento di cui si parla è quello della sobrietà, del tempo, della rinuncia allo schema lavoro-produco-consumo-spreco a tutti i costi. Io credo che sia meglio tentare di essere un genitore che spinge a questo che non uno stressato, che non vede mai i figli, che dedica tutto se stesso la lavoro. Come modello per mio figlio, qualunque sacrificio costasse, vorrei essere diverso da così, cioè più in equilibrio tra necessità e opportunità di vita.
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i miei articoli da 
Uscire dalla crisi? Scollocatevi
13 Maggio 2012
Riporto anche qui un'intervista rilasciata ad Affaritaliani (a cura di Maria Carla Rota). Addio al 'pensiero' unico del lavoro 24 ore su 24. Perché lavorare e basta, produrre e basta, crescere e basta, a qualunque costo, è distruttivo. E' un modo di vivere che non paga più, perché il sistema non è più in grado di garantire una crescita professionale con stipendio adeguato né una pensione futura ai cittadini. La soluzione? "Scollocarsi". Cambiare case e lavoro, scegliere uno... continua >>
Un altro figlio in libreria
5 Maggio 2012
E' già uscito in tutte le librerie. Un altro figlio, piccolo, sporco, con gli occhi chiusi. Vedremo se resiste, cresce, diventa grande. La mortalità infantile, nell'editoria, è ancora alta. Giornali e televisioni in lieve imbarazzo: finché c'era da parlare di stili di vita, lifestyle e cambiamenti originali... ponti d'oro. Ma parlare di scollocamento... in quest'epoca... Forse cominciamo a esagerare. Mi facevano un po' snob, un po' fighetto, pensavano che avrei mollato la presa dopo un po'. I primi... continua >>
DECRESCERE PER SOPRAVVIVERE
4 Maggio 2012
Una volta imboccata la via della libertà mi sono reso conto di tante cose. Nel frattempo il sistema sta segnando il passo, sta cercando di scollocarci tutti e lo farà. Un po' come una nave che affonda, abbiamo il dubbio e anche l'opportunità di metterci in salvo prima che il comandante dia l'ordine di abbandono nave, ordine che a volte i comandanti non danno, come è capitato recentemente nel caso della nave Concordia, i passeggeri si sono messi... continua >>
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il questionario di Proust 
Come sono attraverso il noto questionario di Marcel Proust
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