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Il tratto principale del mio carattere testardo, ostinato, determinato a raggiungere l'obiettivo (quando c'è...) |
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La qualità che desidero in un uomo onestà e lealtà sono al primo posto, saggezza, non essere uno che "se la crede" |
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La qualità che preferisco in una donna simpatia, intelligenza, grazia |
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Quel che apprezzo di più nei miei amici ironia, simpatia, saper ascoltare |
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Il mio principale difetto permaloso |
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La mia occupazione preferita Ileggere, giocare a pallavolo, andare in bicicletta in campagna (cioè quasi mai) |
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Il mio sogno di felicità il bene e la serenità dei miei figli, dei miei familiari |
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Quale sarebbe, per me, la più grande disgrazia un lutto grave, un'invalidità, una mutilazione, una guerra |
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Quel che vorrei essere quello che sono |
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Il paese dove vorrei vivere un paese che premi il merito, che dia prospettive ai giovani, un paese che abbia fame e voglia di migliorarsi: l'Italia della mia adolescenza e della giovinezza, non mi pare che sia quella di oggi. Ma non bisogna andarsene: cerchiamo di migliorare le cose |
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Il colore che preferisco rosso |
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Il fiore che amo mughetto, per il profumo |
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L'uccello che preferisco pettirosso, usignolo |
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I miei autori preferiti in prosa Stendhal, Flaubert, Mann, Pirsig, Coetzee, molti autori di gialli, adesso è il momento degli scandinavi |
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I miei poeti preferiti Brecht, Prévert, Francois Villon (La ballade des pendus), Tadini |
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I miei eroi nella finzione Paperino, Topolino, Pippo, Il grande Blek, Diabolik |
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Le mie eroine preferite nella finzione Eva Kant |
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I miei compositori preferiti Verdi, Vivaldi, Beethoven, Mozart, Bach |
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I miei pittori preferiti Magritte, Modigliani, Mondrian, Hopper, il romagnolo Francesco Verlicchi |
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I miei eroi nella vita reale i miei genitori, Severino e Ivonne |
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Le mie eroine nella storia Giovanna d'Arco |
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I miei nomi preferiti Matteo e Carlotta, i nomi dei miei figli, Massimo, Stefano, Tommaso, Domenico, Cecilia, Lavinia |
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Quel che detesto più di tutto alzarmi presto la mattina, la corruzione |
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I personaggi storici che disprezzo di più Hitler, Stalin, Mussolini |
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L'impresa militare che ammiro di più non ho una particolare passione per le battaglie, ho in mente lo sbarco in Normandia |
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La riforma che apprezzo di più una riforma del fisco, che riduca drasticamente l'evasione e riduca in modo significativo le tasse sui redditi per chi già le paga |
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Il dono di natura che vorrei avere saper cantare, suonare la chitarra |
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Come vorrei morire se è proprio necessario... non di malattia, non lontano dalla mia famiglia |
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Stato attuale del mio animo sereno, di buon umore |
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Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza parcheggiare la moto sul marciapiedi se non c'è posto in strada, anche perché a Roma mi muovo sempre con la moto (ci sarà un conflitto d'interessi?); superare i limiti di velocità di 20-30 km nelle superstrade o autostrade dove non ci sia pericolo per la circolazione ma vengono messi limiti di appena 90 km l'ora e gli autovelox, una combinazione micidiale fatta dai comuni assetati di soldi, una tassa o un pedaggio occulti, nello stile di Ghino di tacco |
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Il mio motto ne ho due. dall'antica Roma prendo il motto di Marco Porcio Catone, detto il Censore, che viene talvolta impropriamente attribuito a Cicerone: "rem tene, verba sequentur", cioè "possiedi l'argomento, le parole seguiranno". questo significa che se non ci si spiega bene, forse è perché non si hanno le idee chiare. l'altro motto che tengo in mente è di Max Weber, il filosofo che è stato anche definito il Marx della borghesia: "fai quel che devi, accada quel che può". mi sembra un buon modo di richiamare ciascuno alle proprie responsabilità, senza demandare ad altri la soluzione dei problemi e senza fatalismo. |












