Daniele Biacchessi
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Daniele Biacchessi, giornalista e scrittore. Vicecaporedattore di Radio24-Il Sole24ore.Premio Cronista 2004 e 2005 per il programma "Giallo e nero". Premio "Raffaele Ciriello" 2009 per il libro "Passione reporter". Premio Unesco 2011 per lo spettacolo "Aquae Mundi".
Ha pubblicato decine tra libri, prefazioni e interventi."La fabbrica dei profumi" (Baldini&Castoldi,1995), "Fausto e Iaio" (Baldini&Castoldi, 1996), "Il caso Sofri" (Editori Riuniti, 1998), "L'ambiente negato" (Editori Riuniti,1999), "10,25 cronaca di una strage" (Gamberetti, 2000), "Il delitto D'Antona" (Mursia, 2001), "Un attimo..vent'anni" (Pendragon, 2001), "Ombre nere" (Mursia, 2002), "Punto Condor. Ustica, il processo" (Pendragon,2002), "L'ultima bicicletta, il delitto Biagi" (Mursia, 2003), "Cile 11 settembre 1973" (Franco Angeli, 2003), "Vie di fuga. Storie di clandestini e latitanti" (Mursia 2004), "Roberto Franceschi: processo di polizia" (Baldini Castoldi Dalai,2004), "Walter Tobagi. Morte di un giornalista." (Baldini Castoldi Dalai, 2005), "Una stella a cinque punte. Le inchieste D'Antona e Biagi" (Baldini Castoldi Dalai, 2007), "Il paese della vergogna" (Chiarelettere, 2007), "Fausto e Iaio, trent'anni dopo", capitolo "I fatti" (Costa&Nolan, 2008), "Passione reporter" (Chiarelettere, 2009),"Attentato imminente", prefazione al libro di Simona Mammano e Antonella Beccaria (Stampa Alternativa, 2009), "Per non dimenticare, il teatro civile di Daniele Biacchessi (Associazione LaLokomotiva, 2010), "Maledetta fabbrica" a cura di Simona Mammano capitolo sulle morti bianche (Stampa Alternativa, 2010), "Teatro civile, nei luoghi della narrazione e dell'inchiesta" (Edizioni Ambiente collana Verdenero inchieste, 2010). Di prossima pubblicazione "Orazione civile per la Resistenza" (2012, Promomusic)
Nel 2001 scrive e dirige il docufilm "Il filo della memoria" (montaggio di Gianfranco Vietti), sui familiari delle vittime delle stragi e del terrorismo.
Daniele Biacchessi é autore, regista e interprete di teatro narrativo civile.
"La storia e la memoria" (2004) , "Fausto e Iaio, la speranza muore a 18 anni" (2005), "La Fabbrica dei profumi. Il racconto di Seveso" (2006), "Storie d'Italia. I diari" (2006), "Punto zero, frammenti di underground americano" (2008), "Orazione civile per la Resistenza (2011), "Ustica Punto Condor" (2011), con il sassofonista Michele Fusiello.
"Roberto Franceschi. Processo di polizia" (2005), "Quel giorno a Cinisi. Storia di Peppino Impastato" (2006),"Aquae Mundi, l'acqua è un bene comune" con il pianista Gaetano Liguori.
"Il paese della vergogna" e "Passione reporter" con Marino e Sandro Severini dei Gang.
"I ventitré giorni della città di Alba" (2007) e "Il sogno e la ragione. Storie del '68", con Gaetano Liguori e Michele Fusiello.
"Il lavoro rende liberi" (2010) con il cantautore Andrea Sigona.
"Cento passi contro la mafia" (2010) con Tiziana Di Masi e Gaetano Liguori.
"Storie dell'Altra Italia" con Gang e Massimo Priviero.
In forma di solo reading,ha scritto "Luigi Tenco, morte di un cantautore" e “Le crepe della memoria” per le vittime del terremoto dell’Aquila.
"Il paese della vergogna" e "Passione reporter" con Gang , "Storie dall'Altra Italia" con Gang e Massimo Priviero, "Quel giorno a Cinisi" e "Aquae Mundi" con Gaetano Liguori, "Il lavoro rende liberi" con Andrea Sigona,"Ustica Punto Condor" e "Orazione civile sulla Resistenza" con Michele Fusiello sono gli spettacoli disponibili.
Questi i libri pubblicati per Chiarelettere: "Il Paese della vergogna" (2007) e "Passione reporter" (2009).
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le mie risposte
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D
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Antonio Baldelli: Notizie come quelle della morte dei reporter in Libia hanno sempre meno
risalto di quelle di politica. Eppure la tutela della vita umana dovrebbe
essere una priorita'. Che ne pensa?
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Caro Antonio,
i giornalisti dovrebbero fare il loro mestiere. Osservare, raccogliere testimonianze, narrare e raccontare, consumare le suole delle scarpe.
Purtroppo nel nostro paese un'esigua minoranza continua ad esercitare il proprio mestiere con convinzione, seguendo lo stile del cronista con il piglio del narratore.
Per raccontare bene ciò che si vede, in un conflitto (e non solo), bisogna spingersi al limite della propria sicurezza personale. Ciò accade in Libia, ma anche a palermo o Buccinasco se si fiutano inchieste su Cosa Nostra e n'drangheta.
Pochi lo fanno oggi, spesso sono giornalisti "irregolari", freelance e collaboratori.
Ormai la figura dell'inviato nelle redazioni è cosa rara.
Così si tende a raccontare il conflitto libico stando seduti davanti ad un computer di casa o del giornale. E i prodotti sono quelli che si leggono o si vedono in tv.
In un libro pubblicato da Chiarelettere nel 2009 ( "Passione reporter"), ho raccontato le storie di sei giornalisti italiani che hanno perso la vita in zone di guerra: Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, Raffaele Ciriello, Antonio Russo, Enzo Baldoni, Maria Grazia Cutuli.
A parte Ilaria e Maria Grazia, gli altri erano tutti freelance.
Le risulta che qualcuno abbia ricercato la verità e la giustiza sulle loro morti?
Pochi, pochissimi loro colleghi hanno impiegato il tempo del loro lavoro fiutando piste che portavano agli assassini.
Quindi il problema sta dentro la nostra categoria che si sta trasformando sempre più in una vera e propria casta di mandarini asservita al potere costituito, quasiasi esso sia.
Ricercare la verità, ricostruire le trame occulte che stanno dietro certe morti oscure, fare memoria dovrebbe invece essere la prerogativa di un giornalista.
Almeno così mi avevano insegnato i miei maestri 35 anni fa.
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