Mario Almerighi

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Mario Almerighi, nato a Cagliari nel 1939, entra in magistratura nel 1970. Opera inizialmente in Sardegna, poi a Genova, dove avvia il primo e più grande scandalo della storia repubblicana: la compravendita del parlamento da parte dei petrolieri italiani e delle multinazionali dell’oro nero attraverso il pagamento di tangenti ai partiti di governo. Nel 1976 è eletto al Consiglio superiore della magistratura. Giudice istruttore a Roma, si dedica al settore della criminalità organizzata internazionale. Ha indagato sulla morte di Roberto Calvi ribaltando la prima ipotesi di suicidio. È stato presidente di Sezione del Tribunale penale di Roma e presidente del Tribunale di Civitavecchia. Presidente per quarantott’ore dell’Associazione nazionale magistrati, è attualmente presidente dell’associazione Sandro Pertini Presidente. Oltre a I BANCHIERI DI DIO. IL CASO CALVI (Editori riuniti 2002), ha pubblicato molti saggi tra cui PETROLIO E POLITICA (Editori riuniti 2006 e Castelvecchi 2014), TRE SUICIDI ECCELLENTI. GARDINI, CAGLIARI, CASTELLARI (Editori riuniti 2009 e, con il titolo SUICIDI?, università la sapienza 2011), MISTERO DI STATO. LA STRANA MORTE DELL’ISPETTORE DONATONI (Aliberti 2010), CRIMINALITÀ SENZA CONFINI (Aracne 2013) e LA STORIA SI È FERMATA (Castelvecchi 2014). Ha curato il volume LA POLITICA DELLE MANI PULITE che raccoglie scritti di Sandro Pertini (Chiarelettere 2012).
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A 20 anni da Mani Pulite la corruzione dilaga ancora. Ma non bisogna rassegnarsi
29 Marzo 2012
Riporto anche qui un'intervista rilasciata a Wise Society. Mario Almerighi, magistrato, ex "pretore d'assalto", nella sua lunga carriera cominciata in giovane età, ha scavato coraggiosamente in vicende oscure e misteriose della storia repubblicana. Furio Colombo, nella prefazione al libro di Almerighi "Mistero di Stato", La strana morte dell'ispettore Donatoni (edito da Aliberti) dice di lui: «dovrebbe essere incluso in una purtroppo inesistente lista di primati anche perché è il solo cittadino italiano che, diffamato con una dichiarazione del... continua >>

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Tratto da La borsa di Calvi

Mario Almerighi

“Mi siano restituite tutte le somme da me devolute per i progetti riguardanti l’espansione politica ed economica della Chiesa; mi siano restituiti i mille milioni di dollari che, per espressa volontà del Vaticano, ho devoluto in favore di Solidarnos´c´; mi siano restituite le somme che ho impegnato per organizzare centri finanziari e di potere politico in cinque paesi dell’America del Sud, somme che ammontano a oltre 1,75 milioni di dollari.”
Lettera di Roberto Calvi, priva di data e destinatario, consegnata dall’avvocato di padre Hnilica, Roberto De Felice, al giudice Mario Almerighi.